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Archivio | novembre, 2008

 

Ospedali. Mussomeli potenziato, Niscemi e Mazzarino verso la chiusura

Ospedali. Mussomeli potenziato, Niscemi e Mazzarino verso la chiusura

CALTANISSETTA – Il “Maddalena Raimondi” di San Cataldo accorpato al Sant’Elia di Caltanissetta e rimodulato in struttura oncologica, potenziamento e mantenimento degli attuali reparti al ”Longo” di Mussomeli, trasformazione del “Basarocco” di Niscemi in struttura di lungodegenza e riabilitazione, trasformazione del “Santo Stefano” di Mazzarino in “Casa della Salute”. Sono queste le linee guida del piano di rimodulazione della rete ospedaliera nella nostra provincia. Un piano, quello redatto presso l’azienda, che ha tenuto conto di quattro fattori essenziali: analisi dei bisogni, risorse disponibili, organizzazione e strumenti, obiettivi da raggiungere. E’ chiaro che si tratta di una decisione che farà discutere e che già da qualche settimana tiene in fibrillazione le forze politiche ed i semplici cittadini. Ma ci sono alcuni dati che vale la pena approfondire prima di analizzare quella che sarà una “riforma storica”. Innanzitutto il tasso di ospedalizzazione in provincia rispetto al resto della Regione. Ben 328 ricoverati ogni mille abitanti, il più alto di tutta la Sicilia (la media è 260). E poi Le dieci patologie che hanno avuto il maggior numero di ricoveri: chirurgia della pelle (1073), malattie infettive e parassitarie (937), cataratta (749) disturbi mestruali (674) malattie della pelle (654). Dati incredibili che,comunque, portano ad una conclusione e cioè uno uso sbagliato ed antieconomico delle realtà ospedaliere. Solo attraverso questa analisi si può comprendere il nuovo piano. Ma vediamo ospedale per ospedale cosa accadrà. Il “Longo” di Mussomeli manterrà tutti i reparti ed i posti letto in considerazione della posizione geografica, strategica per un ampio territorio che riguarda anche altre province e quindi per l’elevato “l’indice di attrazione”. Ma ci sarà un potenziamento per ciò che riguarda il personale, almeno trenta i posti che in mobilità porteranno dipendenti da altri ospedali, soprattutto San Cataldo. E proprio il Maddalena Raimondi, seppur perderà alcuni reparti, diventerà il polo oncologico tanto atteso. Infatti è previsto il trasferimento del modulo di oncologia medica del Sant’Elia e viene messa in discussione la progettazione dell’altra radioterapia di Gela vista la presenza della Radioterapia. E anche la gastroenterologia verrà potenziata col trasferimento dell’unità dell’azienda ospedaliera. Il “Basarocco” cesserà le acuzie e avrà lungodegenza e riabilitazione oltre ad alcuni servizi senza posti letto.  Infine il Santo Stefano sarà una “Casa della salute” con 40 posti di assistenza residenziale assistita oltre ad un Pte.

Salvatore Caramanna

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Il calcio balilla a Mussomeli. In fase d’arrivo l’associazione

Il calcio balilla a Mussomeli. In fase d’arrivo l’associazione

MUSSOMELI – Riunirsi fra amici, prendersi insieme un caffè e trascorrere una domenica, impegnati nel gioco di calcio balilla, è stata una felice idea di chi, da tempo, ha già pensato alla costituzione di un’associazione ricreativo – sportiva di tipo agonistico, essendo quello attuale soltanto di tipo amatoriale. E così domenica scorsa un buon nucleo di “giovincelli”, tralasciando qualsiasi altro impegno, si sono dati appuntamento, già nella mattinata, presso  il “Viola” caffè,  dove hanno formato le squadre, dando subito inizio al 1° torneo, che può essere considerato come prima attività della costituenda Associazione.  Erano in diciotto,”tutti giovani e…sportivi”  ed hanno formato nove squadre: Salvatore Favata e Salvatore Catalano, Salvatore Bertolone e Calogero Caruso, Carmelo Piazza e Totuccio Piazza, Claudio Sciampagna e  Biagio Piazza, Liborio Genuardi e Gianni Amico, Vincenzo Castiglione e Francesco Garofalo,.Nicola Guasto e Antonio Piparo, Giovanni Genco e Domenico Tulumello, Salvatore Bennardo ed Angelo D’Anna.  Il torneo è iniziato alle 10,30 e si è concluso intorno alle 19,00 con i seguenti risultati; Prima classificata, la squadra D’Anna – Bennardo, seconda, la squadra  Caruso – Tulumello, e la terza  Guasto Piparo a cui sono state consegnate le coppe. Fra i partecipanti sono stati invitati anche due “Amici del Calcio balilla” di  Caltanissetta, Angelo D’Anna, Presidente regionale della FICB, con una passione ultratrentennale per questo sport,  e Salvatore Bennardo rispettivamente campione italiano nel 2001 il primo, e campione internazionale 2007 nonché vice campione italiano nel 2008 il secondo. Tanto entusiasmo in giro  soprattutto fra  i  promotori che cureranno la costituzione dell’Associazione Sportiva. Essi sono  Nicola Guasto, Giovanni Genco, Salvatore Bertolone e Salvatore Tulumello. Da noi avvicinato ed intervistato quest’ultimo ci ha detto  che nelle loro immediate intenzioni c’è la  creazione di una sezione sportiva autonoma con l’immediata affiliazione alla Federazione Italiana Calcio Balilla.  L’Associazione, dotata di regolare statuto e regolamento, potrà partecipare a tornei locali, provinciali, regionali e nazionali. E’ superfluo ricordare che il calcio balilla è un gioco che simula una partita di calcio, in cui i giocatori manovrano, in un apposito tavolo da gioco  con sponde laterali, tramite barre o stecche, le sagome di piccoli giocatori (detti omini o ometti), cercando di colpire con essi una pallina (da cm 32mm a 34mm di diametro con dei buchi se si vuole) per spingerla nella porta avversaria: il famoso biliardino o calcetto. In arrivo, dunque una nuova associazione che, in tanti pensano, avrà numerosi iscritti.

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La Fratres festeggia i trent’anni

La Fratres festeggia i trent’anni

MUSSOMELI – Per la seconda volta, Palazzo Sgadari del Comune di Mussomeli ha accolto, nella suggestiva cornice della sala di rappresentanza, la famiglia dei Fratres, assieme alle personalità intervenute. Il sodalizio ha voluto fare festa per i suoi trent’anni d’impegno e di ininterrotta attività sociale ed i donatori sono accorsi numerosi. Il saluto di benvenuto ai presenti del presidente Silvestre Messina ha dato inizio alla manifestazione. Dopo avere ricordato alcune tappe del  lungo cammino e la continua crescita del gruppo,il prof. Messina così ha continuato:”In un momento di grave crisi morale e materiale quale è , la Fratres come Consociazione Nazionale  e i Fratres di Mussomeli sono ben consapevoli  di rappresentare ogni giorno di più un importante punto di riferimento per la società ed in particolare per i giovani. Non abbiamo certamente la pretesa di rappresentare la soluzione a tutti i problemi, non possiamo sicuramente offrire posti di lavoro e risolvere i problemi economici della società, ma siamo ragionevolmente orgogliosi e consapevoli di offrire un grande servizio ed un notevole aiuto a chi soffre e  a chi ha bisogno”. Subito dopo,  il Presidente Provinciale Fratres di Caltanissetta ha portato  il saluto degli altri gruppi della provincia, congratulandosi ed auspicando al gruppo dei donatori di Mussomeli  “ un cammino sempre più fruttuoso e splendido per la comunità, anche per la gioia della nostra Consociazione Nazionale, rappresentata qui dal suo illustre Presidente Luigi Cardini”. La Presidentessa regionale Rosaria Pia Falzone si è detta felice di partecipare al trentennale del gruppo  Fratres di Mussomeli che continua a crescere alla grande ed è anche felice per avere partecipato, nella mattinata  a Caltanissetta ad un altro riuscito incontro sulla donazione del sangue. Contento si essere ritornato a Mussomeli e per gli ottimi risultati del gruppo, il presidente Nazionale Luigi Cardini ha portato i saluti della Fratres nazionale ed il dono commemorativo per il gruppo di Mussomeli. Felice e contento anche lui, il sindaco ing. Luigi Mancuso  ha elogiato l’attività ed i servizi della Fratres e della Misericordia nel territorio e non solo. “Strutture che dovranno essere sempre attenzionate”, ha detto il primo cittadino. E’ intervenuto anche il giovanissimo nuovo medico del gruppo dott. Giuseppe Misuraca che, fra l’altro ha detto: “Il mio ruolo, sarà quello di garantire un’assistenza sanitaria a tutti i donatori e contribuire alla diffusione delle conoscenze medico scientifiche sulla donazione del sangue e degli emoderivati., Ringrazio anche Maria Vincenza Dilena che, coinvolgendomi, nei programmi di sensibilizzazione alla donazione delle scuole, ma ha aperto le porte di questo affascinante mondo Fratres”. Ha parlato poi il direttore del laboratorio analisi dr. Paolo Mingoia elogiando anch’egli l’azione incisiva  del gruppo nella raccolta del sangue.E’ arrivato poi il momento dei relatori Dr. Alessandro Indovina e del dr.Vincenzo Mistretta, che hanno relazionato rispettivamente  su “La donazione del midollo osseo e del sangue”, e su “Il sangue:un farmaco per la vita”.La  successiva consegna delle targhe ai relatori ed alle personalità intervenute ed il rinfresco e la torta finale offerta ai numerosi donatori presenti concludevano i festeggiamenti fra la soddisfazione e la gioia di tutti.

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Monito di don Incardona: “Chiedete a Dio anziché ai politici”

Monito di don Incardona: “Chiedete a Dio anziché ai politici”

MUSSOMELI – Domenica scorsa festa della Madonna  della Provvidenza, celebrata nella chiesa Madre ed organizzata dall’apposito comitato, presieduto da Giuseppe Greco   con la collaborazione dell’Arciconfraternita. Hanno curato le celebrazioni P. Alfonso e P. Domenico. La Festa era iniziata col mattutino delle ore 5 col giro della banda “Mons Mellis” e le messe della mattinata. Una messa, assai partecipata, quella  serale delle ore 18, durante la quale c’è stata la benedizione del grano da semina, distribuito poi  ai presenti. Occorre subito dire che l’arciprete don  Alfonso Incardona ha presentato ai parrocchiani la sua forte omelia domenicale con accenni e riflessioni anche sulla festa mariana della Provvidenza. .”State bene attenti e riflettete su quello che vi sto per dire“ ha detto il sacerdote, richiamando l’attenzione dei presenti,  in un clima di assoluto silenzio. Il sacerdote, dopo avere accennato alle difficoltà economiche del momento per quelle persone che non riescono ad arrivare alla fine del mese, e non solo quelle,  ha sottolineato l’attuale periodo di crisi generale  del territorio: “Ci sono persone .- ha detto – che invece di rivolgersi al Padre Eterno per implorare la divina provvidenza, si rivolgono e si vendono a questo e a quello, ai politici  per poi assicurare loro il voto, chiedendo, però, la raccomandazione”. Il sacerdote, avviandosi alla conclusione, ha esortato i parrocchiani a vivere intensamente il Vangelo: ”Bussate e Vi sarà aperto. Chiedete e Vi sarà dato”. Un monito forte quello dell’Arciprete Incardona, fatto in chiesa e  rivolto ai parrocchiani, in quanto diretti destinatari. Al termine, la processione del simulacro per le vie del quartiere e  la   distribuzione delle focaccine, nel piazzale Madrice,  hanno concluso i festeggiamenti.

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Frangiamore querela Allenza. “Offeso dalle sue dichiarazioni”

Frangiamore querela Allenza. “Offeso dalle sue dichiarazioni”

MUSSOMELI – Quando le parole dei politici dai palazzi del Comune si spostano nei palazzi dei Tribunali; quando i giudizi di un leader di un partito vengono considerati alla stregua di un attacco sprezzante quanto calunnioso. E così le reazioni ad una intervista del commissario locale Massimo Allenza e pubblicata lo scorso 12 novembre, sono finite sul tavolo dei carabinieri. Daniele Frangiamore, assessore al Bilancio e alla Polizia municipale ha querelato Allenza per le parole rilasciate al giornale di Sicilia. Nell’intervista, il numero uno del Pdl aveva commentato la Giunta fresca di deleghe, fornendo una sua personale chiave di lettura sulla scelta del sindaco Gigi Mancuso di rimodulare gli incarichi, e rispetto all’Amministrazione precedente di non riconfermare a Frangiamore il Bilancio. “Per una volta- aveva affermato Allenza al Giornale di Sicilia- il sindaco ha dato ragione a noi. Non riconsegnando il Bilancio a Daniele Frangiamore ha confermato quanto da tempo detto nei confronti dell’assessore dell’Mpa. Frangiamore era e sarebbe rimasto incapace a guidare il settore finanziario”. Parole che non sono andate giù all giovane amministratore che senza pensarci due volte si è recato in caserma per presentare la querela. Subito si è messa in moto la macchina investigativa. I militari della Stazione, dopo avere raccolto lo sfogo dell’assessore, hanno interrogato Allenza. Secondo le indiscrezioni, il “pidiellino” avrebbe giustificato le proprie parole qualificandole come “affermazioni squisitamente politiche e non personali”. A comparire dinanzi i carabinieri pure il sindaco Gigi Mancuso. A lui gli investigatori hanno chiesto se per davvero abbia seguito il consiglio del Pdl nel non riconsegnare le deleghe finanziarie all’esponente dell’Mpa. Intanto i protagonisti di questa storia si trincerano dietro un serratissimo no comment. Entrambi confermano la vicenda, ma nessuno vuole rilasciare delle dichiarazioni. Dapprima abbiamo sentito Allenza, poi Frangiamore; i due, se divisi sulla politica, si sono però ritrovati uniti nella risposta verso i giornalisti: “Per oggi nessun commento grazie!”.

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Angelo Barba: “Caro sindaco, ha perso il timone del Comune”

Angelo Barba: “Caro sindaco, ha perso il timone del Comune”

MUSSOMELI – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Angelo Barba, ex assessore
alla Cultura nonché il più importante storico locale vivente. Il “professore”Barba
rompe un silenzio durato più di un anno e attraverso questa missiva esprime
un impietoso giudizio sul sindaco Mancuso.

Non ci siamo, Sig. Sindaco!

Egregio Sig. Sindaco, la nostra antica amicizia, che risale ai formidabili anni del
ginnasio, mette entrambi al riparo dal rischio di fraintendimenti e di
equivoci, tanto da non sentirmi nemmeno sfiorato dal dubbio che lei possa
interpretare questo mio intervento come segno di una qualche volontà di tornare
a coinvolgermi nelle diatribe della politica locale. C’è un tempo per ogni cosa
e, per quel che mi riguarda, quello della politica è definitivamente passato, dopo
un’esperienza al Comune che considero importante, ma che, per tanti motivi, non
rimpiango. Non a caso, la mia occupazione meno frequente è quella di tenermi
aggiornato sulla cronaca locale, che so bene quanto possa essere inaffidabile
per possibili e non rare manipolazioni della verità. Comunque, anche non
volendo, qualche eco di quel che succede o si dice in giro arriva pure a me e
allora, non avendo ancora perduto “lo ben de l’intelletto”, mi capita di
soffermarmi a riflettere. E così, se le mie informazioni non sono errate, mi
sembra di capire che la sua attuale navigazione politica non è delle più tranquille.
Certo, la cosa non mi meraviglia per niente e, semmai, mi conferma nella
malinconica convinzione che questi fenomeni (sempre più frequenti e diffusi),
non sono altro che i frutti marci di un sistema di rappresentanza che ormai nulla
ha a che vedere con la “democrazia”. Certo, da vecchio democristiano
orgogliosamente “alessiano”, mi guarderei bene dal mitizzare la “democrazia”
della Prima Repubblica la quale, è inutile negarlo, alla fine, era diventata quasi
esclusivamente “formale”. Ma è proprio qui il punto. Nella Prima Repubblica,
seppure nello squallore generalizzato, non si giunse a prendere a sberleffi
persino la “forma” della democrazia; cosa che, invece, ora sta diventando
prassi quotidiana, diffusa e persino arrogante. A tale riguardo, è per galateo
politico che, doverosamente, mi astengo dall’entrare nel merito della vicenda
davvero squallida che riguarda il Dott. Ambrogio Curiale; vicenda che si qualifica da
sé e la dice lunga sull’attuale misero approdo della politica mussomelese. Ciò,
però, non mi impedisce di farle notare che alla base di fatti come questo c’è
il peccato originale che segnò, fin dall’inizio, la sua candidatura e cioè la
sua incomprensibile abdicazione ad ogni autonomia di giudizio e di scelta. Tutti
ricordiamo che i partiti che proposero il suo nome trovarono il sostanziale
punto d’incontro nella pesantissima ipoteca sulle scelte presenti e future da
farsi, riservando a sé ogni titolo e diritto di indicazione, nomina ed
eventuale sostituzione dei nomi della squadra e di quant’altro. Non a caso, sig.
Sindaco, si arrivò persino a  dare in pasto all’elettorato una squadra “civetta”
di assessori, nelle persone dei deputati dei vari partiti, col dichiarato compito di
“occupare”  pro tempore i posti in giunta per poi, al momento opportuno, farne l’uso più
rispondente alle logiche di partito e di corrente. E, per di più, la cosa fu
presentata come “normalità democratica”, come se fosse “normale” che il popolo
votasse senza conoscere la “vera” compagine amministrativa con cui il candidato
sindaco dichiarava agli elettori di volere amministrare in caso di elezione! Sennonché,
come lei ricorderà, dopo non molto tempo, la “santa alleanza” tra i partiti e
tra i big dei partiti del centrodestra saltò in aria e lei si trovò naufrago
solitario in mare aperto, come Ulisse dopo la tempesta scatenata da Nettuno. Da
quel momento, la situazione politica provinciale e locale si ribaltava
radicalmente e le precedenti congreghe pseudopolitiche facevano la fine che
tutti sappiamo con i partiti e i loro capi che si spaccavano e si
contrapponevano violentemente con disdicevoli accuse reciproche di complotti e
tradimenti. Nel frattempo, si andavano cambiando molte casacche e, in corso
d’opera, si andavano “adattando” le regole del gioco alla nuova situazione. E
lei? Aspettava forse che le cose si sistemassero da sole o, come si dice, era
in ossequiosa attesa di un fax che contenesse le perentorie comunicazioni sul da farsi?
Sig. sindaco, davvero lo sconquasso è totale ed è assolutamente ovvio che lei abbia
difficoltà a tenere fermo il timone. La mancata, originaria legittimazione popolare della
sua amministrazione ha reso lei, fin dall’inizio, ostaggio delle lobbyes paesane dei partiti
e di taluni “Grandi Elettori” che operano da dietro le quinte. E ciò, mentre questo
paese vede spalancare davanti a sé la pericolosissima via del declino! Caro
sindaco, lei sa che io non ho votato per lei avendo espresso un motivato voto
disgiunto, ma ciò non mi esonera dal dovere di augurare con tutto il cuore a
lei e al paese una via d’uscita. Si ricordi, finalmente, che il suo ruolo
deriva direttamente dal popolo. Ciò significa che tale ruolo, fatte salve le
prerogative di chi di dovere, deve essere il più possibile refrattario ad ogni
tipo di condizionamento di parte, in nome del buon senso e del “bene comune”. Si ricordi
che, alla fine, il redde rationem è a lei che sarà chiesto e non ai partiti che la sostengono
o l’abbandonano a seconda della situazione del momento.  S. Vincenzo Ferreri, di cui lei è
tanto devoto, l’aiuti in questa difficile impresa; lui che, ai suoi tempi, con la guerra dei
Cent’anni in corso e con ben tre antipapi che si contendevano il governo della chiesa tra
Roma e Avignore, seppe muoversi con grande saggezza ottenendo ottimi risultati! E allora,
“Viva S. Vincenzo”, sig. sindaco!

Prof. Angelo Barba

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Giuseppe Sorce a un commentatore: “Fiero di essere figlio di pastori”

Giuseppe Sorce a un commentatore: “Fiero di essere figlio di pastori”

MUSSOMELI– Il neo assessore ai Lavori Pubblici,Sviluppo Economico e Attività produttive Giuseppe Sorce, recentemente destinatario di un deplorevole commento che prendeva di mira, oltre all’aministratore e seppur in via indiretta, l’intera categoria dei pastori , replica all’anonimo commentatore e rivendica , attraverso una lettera indirizzata a Castello Incantato, la sua orgogliosa appartenenza al mondo pastorizio e contadino. Il commento incriminato peraltro è stato cancellato perchè inaccettabile nei presupposti, movendo dall’erroneo e biasimevole assunto che l’attività pastorizia sia motivo di gogna, e nelle intenzioni: dare del figlio di pastore, in ogni caso, non può né deve essere considerato come insulto. Di seguito l’intero testo della lettera dell’assessore.

Alla Redazione Castello Incantato .

Caro mussomelesedoc, visto che conosci bene le categorie sociali ed economiche di Mussomeli, mi sembra giusto e doveroso risponderti, innanzitutto, per rispetto dei pastori e, poi, della mia persona che con il tuo messaggio hai voluto velatamente e gratuitamente offendere nascondendoti dietro l’anonimato.

Ti comunico che per me essere figlio, nipote di pastori e/o agricoltori (sia di parte paterna che materna) è un onore di cui vado fiero, che non ho mai rinnegato in nessuna sede, anzi ho sempre rivendicato le mie origini contadine, cosa che possono testimoniare le persone che mi conoscono e che hanno avuti contatti con il sottoscritto.

Altresì ne approfitto per farti sapere che sono orgoglioso e felice di rappresentare e difendere gli interessi dei pastori e degli agricoltori in seno all’Amministrazione Comunale.

Mi sembra anche giusto ricordarti che i pastori a Mussomeli e nel resto dell’Italia, fin dai tempi passati, lavorando sodo, con dedizione e tra mille difficoltà strutturali e climatiche e, soprattutto, con dignità hanno sostenuto le proprie famiglie e permesso ai propri figli di studiare e poter svolgere lavori in qualsiasi settore produttivo ed, anche, di ricoprire incarichi professionali prestigiosi che richiedavano livelli di studi medio-alti, riscuotendo stima per la competenza e la serietà manifestata quotidianamente.

Personalmente ti posso dire che anche a me piace il lavoro nei campi, cosa che tra l’altro ho sempre fatto fin da bambino durante il periodo estivo o nei giorni in cui le scuole erano chiuse per aiutare la mia famiglia.

Quindi se mi vuoi attaccare, considerato che l’invidia purtroppo è una brutta cosa e la mamma degli invidiosi è sempre incinta, fallo sotto l’aspetto politico, se poi invece, hai qualche cosa di personale, mi sembra giusto che tu lo faccia alla luce del sole, presentantoti con nome e cognome, solo così possiamo appurare ed apprezzare, le tue origini, il tuo pedigree, che, visto lo pseudonimo che ti sei dato dovrebbe, tanto per rimanere in ambito agricolo-pastorale, essere a Denominazione d’Origine Controlllata, a meno che non ti vergogni di fare conoscere il tuo albero genealogico.
Tanto dovevo per rispetto dei pastori e dello scrivente.

Sorce Giuseppe

Assessore Sviluppo Economico,

Attività Produttive e Lavori Pubblici

del Comune di Mussomeli “

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Via Enrico Mattei, scontro fra auto. Due feriti e vetture distrutte

Via Enrico Mattei, scontro fra auto. Due feriti e vetture distrutte

MUSSOMELI – Da oltre un’ora era calata la sera, quando alle 19,00 circa,  in Via E. Mattei si è sentito un assordante boato. Tanta paura e supposizioni ma nessuna certezza fra i diversi residenti della zona che si sono subito riversati sulla strada dove, purtroppo, hanno potuto notare gli effetti  di uno scontro  non lieve fra due macchine incidentate e finite distanti l’una dall’altra ma, fortunatamente, con qualche contusione e graffio riportati dai conducenti.  Il forte impatto è avvenuto fra l’Opel guidata da Gianni La Greca, e la Renault guidata da Enza Mulè, proprio vicino ad una nota pasticceria. Qui la signora aveva acquistato un po’ di dolcini ed aveva fatto la retromarcia  per ritornare a casa. Non si conoscono i particolari. .Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del fuoco, i vigili Urbani e l’ambulanza del 118 che, uno alla volta, ha  trasportato i conducenti dei veicoli al pronto soccorso del vicino Ospedale Maria Immacolata Longo per i necessari accertamenti ed interventi sanitari. Sono anche arrivate le forze dell’ordine per i rilevamenti del caso da sottoporre   al vaglio degli inquirenti. La notizia si è immediatamente diffusa in paese e la folla dei curiosi non si è fatta attendere. Molte persone sostavano lungo la strada e commentavano l’incidente della serata.  Inevitabile, dunque,  l’ingorgo delle macchine, comunque successivamente rientrato. Opinioni contrastanti fra la gente con tanti se e con tanti ma, mentre una signora della vicina palazzina, che  ha sentito quel forte boato ed ha visto le due macchine mal ridotte ed in strane posizioni,  ha  definito la conducente della renault  “una miracolata”.   Una serata di S. Martino che loro , certamente,  non dimenticheranno.

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Mussomeli. Mancuso bis, il sindaco assegna le deleghe

Mussomeli. Mancuso bis, il sindaco assegna le deleghe

MUSSOMELI – Dopo sei estenuanti mesi il sindaco mette fine alla lunga crisi politica. O almeno si spera che l’assegnazione delle deleghe nella nuova Giunta coincida con l’inizio di una nuova stagione per la squadra guidata da Gigi Mancuso. In questo scorcio di anno è successo di tutto: l’inquilino del Palazzo di città ha perso la maggioranza in Consiglio (dalla sua parte sono rimasti 10 consiglieri contro i 10 dell’opposizione) e con fatica ha portato a termine un rimpasto che è costato il posto all’assessore Ambrogio Curiale. Ma ecco le deleghe assegnate lunedì. Domenica il primo cittadino ha sciolto finalmente l’ultimo nodo, quello relativo all’assegnazione dei Servizi sociali, nuovamente in mano a Nino Lanzalaco. Occhi puntati però sul più gravoso degli incarichi, quello relativo al settore finanziario. Nessuno si è candidato a guidare l’assessorato al Bilancio, anzi c’è chi si è persino tenuto alla larga dal richiederne l’incarico. Alla fine, per puro spirito di sacrificio il Bilancio è stato affidato al riconfermato vice sindaco Piero Sorce, braccio destro di Mancuso, che si dovrà pure occupare degli Affari generali e legali. Come detto i Servizi sociali, fortemente richiesti dall’ala “zodiana” dell’Mpa, sono tornati in mano a Nino Lanzalaco anziché al neo assessore Rino Sorce, uomo vicinissimo al consigliere Elio Sorce. Per Lanzalaco si tratta di una promozione: a lui il sindaco ha pure riconfermato lo Sport, il Turismo, lo Spettacolo, l’Assistenza e la Beneficenza. Il “zodiano” Rino Sorce dovrà “accontentarsi” di Igiene, Sanità, Territorio ed Ambiente e delle Politiche giovanili. A Giuseppe, terzo dei Sorce (in una Giunta composta da sette uomini tre portano lo stesso cognome), sono invece state assegnate le deleghe allo Sviluppo economico, Attività produttive e Lavori pubblici. Tra i reduci del “Mancuso Uno”, il “misurachiano” Enzo Nigrelli che rispetto a qualche settimana fa si occuperà di altro: per la precisione di Beni culturali, Urbanistica, Pubblica istruzione, Politiche comunitarie, Innovazioni energetiche e Rapporti con il Consiglio comunale. Mentre l’ex assessore al Bilancio Daniele Frangiamore, orfano del settore finanziario, continuerà a lavorare in Amministrazione guidando il Personale e la Polizia municipale. Ciò che si evidenzia dalla nuova mappatura della Giunta, è certamente la perdita di deleghe simili unificate sotto la cura di un unico assessore. Ad esempio Enzo Nigrelli dovrà tenere saldo l’anomalo “matrimonio” tra gli incarichi prettamente culturali e la gestione del settore urbanistico. Rino Sorce, tanto per continuare, ai compiti sanitari alternerà quelli relativi alle politiche giovanili, da sempre in stretta unione con la galassia dei Servizi sociali. Ciò che conta comunque, è che finalmente il “Mancuso bis” potrà decollare e lavorare per risolvere le grandi questioni che attanagliano il paese.

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Adriana Alongi, mussomelese residente a Palermo, agli “Affari tuoi”

Adriana Alongi, mussomelese residente a Palermo, agli “Affari tuoi”

MUSSOMELI –Ancora ribalta televisiva riservata ai mussomelesi per giocare e  tentare la…fortuna. Ci ha provato qualche giorno prima Valentina Carruba con “L’Eredità”, ma non è stata baciata dalla fortuna,  mentre l’altro ieri sera Adriana Alongi, poetessa , nativa di Mussomeli e residente a Palermo, ha portato a casa 20,000 euro con la trasmissione  “Affari tuoi”, animata da Max Giusti.  Si è presentata al pubblico ed ai telespettatori dicendo, fra l’altro, di avere rifiutato il posto in banca per fare servzio di volontariato. Suo papà, il dott. Giuseppe Alongi, ha  diretto, a partire dai primi anni 60 e per tanto tempo, l’allora Ufficio Imposte Dirette di Mussomeli, sistemato in Via Andrea Chiaramonte. . C’è da dire che  questo programma serale su RAI Uno  va in onda  intorno alle 20,45 con un audience di tutto rispetto e con il coinvolgimento dei telespettatori. A giocare, domenica scorsa, coi pacchi è stata scelta la Sicilia e la provenienza di Mussomeli, citata dalla protagonista della serata, ha subito  fatto il giro per l’Italia con scambio di telefonate fra i mussomelesi per meglio individuare  il personaggio. Lei, grintosa. e preparata, ha  giocato canticchiando persino le richieste di offerta avanzata  al “dottore”. Si è accattivata, subito, la simpatia del pubblico presente e non solo, difendendo, quasi fino all’ultimo, i pacchi più ambiti nella speranza di potere realizzare i sogni della sua vita. E’ stata una puntata dove l’oriunda mussomelese Adriana, alle prese col gioco dei pacchi, ha evidenziato tutta la sua personalità col suo carattere aperto,  gioviale e scherzoso, tanto da dire, all’uscita dei venti centesimi del pacco 16, guardando il compiaciuto conduttore, “Con una faccia così , si crede ca sugnu fissa”? C’è da dire  che Adriana ha mostrato tanto coraggio e, come lei stessa ha detto, tanta incoscienza nel rifiutare le continue ed apprezzabili offerte del “dottore”. E’ andata avanti  nel gioco tenendo i telespettatori col fiato sospeso.. Ma, inesorabile, per Adriana, è arrivato il momento della prima “mazzata” allorquando sono “volati via” i primi 500.000 euro, che, tuttavia, non hanno scalfito, minimamente, il suo umorismo ed il suo coraggio. ”Nella mia vita sono stata testarda; spero che questa mia caparbietà, stasera, mi premi”, aveva detto Adriana, dialogando col conduttore. Ad un certo momento, l’intrepida giocatrice  ha chiamato il pacco n.15. “Ma perché proprio il .15?” – gli ha chiesto il conduttore. E Adriana , forse non del tutto convinta: ”Questo numero non mi dice tanto”.  E il conduttore di rimando. “Guarda, invece, cosa ti dice!”, replica Max Giusti. E cosi, anche i 250.000  euro si sono volatilizzati. Intanto le offerte del “dottore”, proposte durante la trasmissione sono state di euro  “28.000, 29.000, 35.000, 17.500, 20.000, 5.000, tutte rifiutate, mentre le  richieste di offerte di Adriana sono state  scherzosamente di 499.999 e successivamente di  350.000, quando, però, erano in gioco i pacchi di 500.000  e  250.000. Qualcuno, col senno di poi,  adesso potrebbe dire, che se Adriana fosse stata un po’ meno temeraria, accettando una delle offerte più significative, avrebbe potuto portare  a casa  molto di più: 35.000 euro. Tuttavia, solo grazie  ad uno “spregiudicato” cambio, dell’ultimo momento, col numero 19, Adriana non è rimasta a bocca asciutta. Nel suo pacco n. 2 c’era, infatti, il golfino. Una puntata, dunque,  che ha premiato la temerarietà di Adriana Alongi,  ricordando, forse, quella frase proverbiale: “Chi non risica, non rosica”. Adriana non solo ha portato a casa  20.000 euro, e, diciamolo pure, ha simpaticamente fatto una bella figura. Ha dedicato la trasmissione alla mamma, che è rimasta a Palermo.

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