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Archivio | maggio, 2009

 

Nasce “La Staffa”, l’associazione degli amanti dei cavalli

Nasce “La Staffa”, l’associazione degli amanti dei cavalli

MUSSOMELI – Una nuova associazione che riunisce gli appassionati dei cavalli. Si è costituito il club ippico “La Staffa”. Al momento conta 23 iscritti, i quali hanno già eletto i vertici del Consiglio direttivo: presidente Nico Azzarello, cassiere Giuseppe Ravizzone e segretario Giuseppe Sorce. “L’associazione- dice Nico Azzarello- è nata con delle finalità ben precise. E’ un’associazione equestre e sportiva che si prefigge un’intensa attività a favore dei soci. Si prevede di dare vita a numerose iniziative, ad attività culturali, turistiche e sportive. In particolare a gite, escursioni, gare e sfilate, ed in collaborazioni con le Amministrazioni comunali promuovere il territorio”. Del gruppo fanno pure parte Calogero Messina, Michele Mendola, Michele Antinoro, Geraldo Lombardo, Paolo Valenza, Vincenzo Caruso, Franco Murana, Salvatore Amico, Giuseppe Sorce

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In sette nell’Abruzzo: concreta testimonianza della Misericordia di Mussomeli ai terremotati

In sette nell’Abruzzo: concreta testimonianza della Misericordia di Mussomeli ai terremotati

MUSSOMELI – Sono partiti proprio ieri pomeriggio alle 16,06 coi loro zaini, dalla stazione di Acquaviva Platani, salendo sul treno, che loro stessi hanno definito “della solidarietà”, e che li ha condotti sino Roma, da dove, poi, sono proseguiti per  Bazzano L’Aquila . Sono partiti con la gioia di potersi sentire utili e solidali con quella gente, bisognevole di aiuto e di assistenza. C’è da dire che nei giorni successivi al terremoto,  proprio questi volontari non avevano perso altro tempo per dare la loro disponibilità a raggiungere le zone terremotate. Sono  i sei ragazzi del servizio civile della Fraternità di Misericordia di Mussomeli Marilena Pastorello, Giuseppe Miccichè, Angela Seminerio, Simona Belfiore, Enza Lanzalaco e Florinda Catania che porteranno in quelle martoriate zone il calore e l’affetto della terra di Sicilia. Con loro anche l’Operatore Locale del Progetto Gianni Piazza. Non avevano perso altro tempo, abbiamo già detto, per il semplice fatto che il progetto che stanno portando avanti e che è oggetto della loro formazione, tratta appunto di  tali problematiche,  per cui ogni  sollecitazione sarebbe stata superflua. Certamente quelle drammatiche immagini, viste dai telespettatori, non possono facilmente cancellarsi dalla mente di ognuno. Senza ombra di dubbio, il drammatico evento ha scosso, finanche,   i cuori più induriti, facendo scattare all’istante la solidarietà del mondo intero. I ragazzi , già da tempo erano già preparati a partire verso questi luoghi. Evidentemente, problemi organizzativi e di coordinamento fra i diversi nuclei, demandati alla Sala Operativa Misericordie, hanno consigliato una partenza concordata per il ricambio settimanale con turni e destinazione prestabiliti, onde potere ottimizzare il servizio di assistenza a favore di quelle popolazioni, duramente colpite dal terremoto. Sono partiti per stare vicino a loro, aiutarli e servirli, dando speranza e conforto ed  auspicando  che il sole della solidarietà illumini e riscaldi sempre più  questa gelida terra abruzzese.

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Fuga dal quartiere. Solo quattro alla prima comunione a San Giovanni

Fuga dal quartiere. Solo quattro alla prima comunione a San Giovanni

MUSSOMELI – Un quartiere morente, dissanguato da una fuga di massa, dove gli anziani sono tanti e i bambini cominciano a diventare una rarità. Tanto che quest’anno, soltanto 4 bimbi si avvicineranno al sacramento della Prima comunione nella parrocchia dedicata proprio a San Giovanni Battista. Un dato allarmante, la cartina da tornasole di un disagio che è notorio e visibile. “Le giovani coppie- conferma il parroco, don Sebastiano Lo Conte- preferiscono emigrare verso altri quartieri, magari nelle zone nuove della città. Qui sono rimasti soltanto gli anziani”. Le cause sono molte, e qualcuna il sacerdote la riesce a pescare nel magma delle difficoltà generate dal centro storico cittadino. “Mancano spazi e attrezzature per i ragazzi. Una volta avevo persino chiesto al Comune di potere installare, nella zona vicina al vecchio Mulino, dei giochi. Dare vita ad un’area attrezzata, ma quel mio appello è rimasto inascoltato”. Come inascoltato è rimasto un altro grido d’aiuto per piazza del Popolo, tra gli slarghi più noti della città. La pavimentazione, che assomiglia ad una gruviera, con buche larghe e pericolose, è l’emblema del disagio e dell’abbandono del quartiere. “Anche per la piazza ho fatto sentire la mia voce che però è caduta nel vuoto, nessuno ha voluto ascoltarla e il pavimento rimane così”. Un quartiere in via d’estinzione perciò, che bisognerà prima o poi tentare di salvare.

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Cristiani di chiese diverse insieme al battesimo dei loro figli

Cristiani di chiese diverse insieme al battesimo dei loro figli

MUSSOMELI – Non capita tutti i giorni o, meglio, tutte le domeniche, assistere all’amministrazione del battesimo di bimbi, i cui genitori  appartengono a chiese diverse  “ortodossi” e “cattolici” che vengono presentati insieme all’altare per la prima volta dopo la loro nascita. E’ avvenuto domenica nella messa pomeridiana della Madrice, celebrata da Padre Alfonso. Era presente anche un seminarista rumeno, che attualmente studia a Caltanissetta. Per Ioanna, figlia di rumeni,  il giorno del battesimo è coinciso col primo compleanno: dunque, due feste insieme: l’ingresso e  l’appartenenza alla chiesa cattolica ed il compimento del suo primo anno di vita. Per Marika, invece,  sono passati cinque mesi prima che fosse presentata al fonte battesimale per ricevere il  sacramento del battesimo. Due bimbe, dunque,  vivaci che, durante il rito, hanno tenuto assai impegnate le rispettive mamme. “Che cosa chiedete alla Chiesa di Dio” aveva esordito Padre Alfonso, rivolgendosi ai genitori, padrini e madrine:  “Il battesimo” era stata la risposta.  Immediatamente dopo, le due bimbe sono state condotte al fonte battesimale dove hanno ricevuto il battesimo, fra l’applauso dei presenti. Ritornati all’altare e rivolgendosi, poi , ad Antonio e Lina, e ad  Alessio e Lina , rispettivamente padrini e madrine delle battezzate, il celebrante ha consegnato loro la candela dicendo:”Ricevete la luce di Cristo.” Pproseguendo, poi,  con la celebrazione della messa ha auspicato ed augurato alle due bimbe, ai familiari e a tutti qunati un felice cammino alla sequela di Cristo. Alla fine,  non poteva mancare la foto di gruppo per la gioia di parenti ed amici.

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Scambia acido per acqua ricoverato ragazzo di Villalba

Scambia acido per acqua ricoverato ragazzo di Villalba

VILLALBA – Per motivi ancora poco chiari ha scambiato una bottiglia di acqua con una riempita di acido. Non appena ha ingurgitato il liquido si è sentito male, accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale “Immacolata Longo” di Mussomeli nel primo pomeriggio è stato trasferito d’urgenza ad Enna. Protagonista della disavventura G. P., 28 anni. Il giovane la setimana scorsa si trovava in campagna, poco lontano da Villalba. Attorno alle 11, per arrestare l’arsura causata dal sole cocente, ha deciso di dissetarsi con una bottiglia contenete del liquido. Non ci ha messo molto il ragazzo a capire che non si trattava di acqua ma di acido, a quanto pare per automobile. Non appena ha ingerito il contenuto della bottiglia ha avvertito dei fortissimi bruciori. Accompagnato al Pronto soccorso dell’ospedale di Mussomeli è stato soccorso dai sanitari. I medici hanno prestato le prime cure, poi visto il difficile quadro clinico è stato disposto il trasferimento all’ospedale di Enna dove attualmente è ricoverato nel reparto di chirurgia toracica. Pare che il ragazzo, nelle ore successive all’incidente sia rimasto comunque lucido e vigile e non abbia mai perso conoscenza. Non in pericolo di vita anche se i medici del presidio mussomelese non hanno potuto fare altro che trasferirlo in una struttura sanitaria più attrezzata. Ad Enna si sta continuando ad intervenire per migliorare il quadro clinicoi. Certamente non si escludono delle ustioni all’apparato digerente.

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Federico annuncia: “Entro luglio la Sp23 aperta”

Federico annuncia: “Entro luglio la Sp23 aperta”

MUSSOMELI – “La Sp 23 riaprirà entro luglio”. Parola di Pino Federico, presidente della Provincia di Caltanissetta. Attraverso questa dichiarazione, il parlamentare del Movimento per l’autonomia rompe il silenzio della Giunta provinciale sulle sorti della strada che collega Mussomeli al suo capoluogo. I suoi ultimi interventi ufficiali risalgono all’inizio dell’anno, quando aveva promesso il taglio del nastro per febbraio. Poi arrivarono le piogge, e il cantiere in contrada Cappello d’Acciaio- dove attualmente si sta tentando di costruire un ponte e che ha di fatto decretato la chiusura del passaggio- era stato sospeso a causa dei problemi di sicurezza. Ma ai pendolari la faccenda ha interessato e continua ad interessere ancora. E la domanda che ci si pone da tempo è sempre la stessa: quando finirà l’odissea quotidiana affrontata da chi è costretto a percorrere i tornanti di Mappa? “Prima di luglio la Sp 23 verrà riaperta al transito” è l’ultimo annuncio. Federico non solo fornisce una data, ma tesse le lodi all’impresa aggiudicataria dei lavori. “E’ giusto riconoscere l’impegno e la serietà dell’impresa. Ha lavorato persino nei giorni sotto le festività natalizie ed ha dovuto fare i conti con le forti piogge. Ma, come tutti possono notare, gli operai stanno facendo i salti mortali. Ricordiamoci che la data fissata per la consegna dei lavori rimane ancorata al mese di novembre. Rispetto a questo però, l’impresa completerà l’intervento con diversi mesi di anticipo”. Federico perciò comprende le ragioni dei ritardi e assolve il lavoro della società edile. E le dichiarazioni sulla riapertura della “Sp 23”, diventano il pretesto per un nuovo annuncio: “Nelle prossime settimane verrà avviato l’iter per portare in gara la realizzazione della Cordovese- Fondo Valle. Speriamo di indire il bando di gara a fine giugno. Entro la fine dell’estate comunque l’iter verrà completato”. Questo significa che già in autunno le ruspe potrebbero entrare in azione nella scorciatoia, adesso ad uso di greggi in pascolo e trattori, ma che in futuro potrebbe significare la panacea dei guai viari. Secondo delle stime di qualche anno fa, utilizzando il percorso alternativo si potrebbero impiegare meno di 10 minuti per raggiungere Fondo Valle da Mussomeli. Chilometri di curve tagliate; una “cesoia” costosa ma assolutamente indispensabile. Un espediente meno pericoloso del passo di Torretta, un sentiero che taglia un fiume, e chi lo percorre è costretto a guadare il torrente.

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Incidente stradale sulla statale 122. Gravi le condizioni di Calogera Milazzo.

Incidente stradale sulla statale 122. Gravi le condizioni di Calogera Milazzo.

SERRADIFALCO – Brutto incidente automobilistico sulla statale 122. Una donna versa in gravissime condizioni in ospedale. Il sinistro è accaduto all’altezza del chilometro 49. Due le auto coinvolte. Ada avere la peggio la casalinga sessantenne Calogera Milazzo, che viaggiava a bordo di una Fiat punto. Trasportata in elisoccorso nell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, nel reparto di rianimazione le sono stati riscontrati traumi cranico, toracico e facciale e per questo sottoposta urgentemente a delicato intervento chirurgico. La prognosi sulla sua vita è riservata. Illesi invece i passeggeri di una Rover 75: Antonio Scarciotta, 52 anni, alla guida, e Giuseppe Pace, 42 anni. Entrambi impiegati comunali. Secondo I carabinieri, che hanno effettuato i rilievi, probabile causa del sinistro è stato un colpo di sonno della donna. Pare che la notte precedente abbia assistito una conoscente in ospedale. Di certo c’è che la donna percorreva la stradale, in direzione Serradifalco, in un tratto rettilineo. Improvvisamente avrebbe invaso la carreggiata opposta, urtando contro il muso della Rover che sopraggiungeva in direzione opposta. Dopo avere girato su se stessa e attraversato la banchina, la Fiat avrebbe finito la sua corsa contro il recinto di un terreno. E la donna al volante sbattuto violentemente la testa contro il finestrino. La sessantenne, dopo essere stata estratta dall’auto dal personale del postazione di Serradifalco del 118, è stata trasportata in elicottero all’ospedale nisseno. Il traffico sulla statale è rimasto bloccato per un paio d’ore. A deviarlo verso percorsi alternativi, mentre i Carabinieri della stazione di Seradifalco e quelli del nucleo radio mobile di Caltanissetta effettuavano i rilievi del caso, hanno provveduto alcuni iscritti alla locale “Associazione volontari Serradifalco” di protezione civile.

di SALVATORE BENFANTE

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Due anni di carcere per Ilie Horvart. “Ha tentato di sequestrare una bambina”

Due anni di carcere per Ilie Horvart. “Ha tentato di sequestrare una bambina”

SERRADIFALCO – Il 9 maggio dell’anno passato avrebbe tentato di rapire una bambina di 9 anni. A distanza di poco più di un anno, il tribunale di Caltanissetta ha condannato il ventitreenne Ilie Horvart a due anni di carcere per tentato sequestro di persona e lesioni. Aveva ragione la bambina. Quel romeno voleva rapirla. Il tribunale ha dunque dato credito al racconto che la ragazzina aveva fornito già immediatamente dopo l’episodio cui sarebbe stata vittima. La bambina aveva sostenuto che quel romeno, che girava per le strade del paese suonando la fisarmonica e chiedendo l’elemosina, avrebbe tentato di afferrarla per rapirla. E che quel leggero graffio che solcava il suo viso se l’era procurato strisciando lo strumento musicale nel liberarsi dalla presa dell’uomo. Una versione più volte ripetuta e che già il 9 maggio del 2008 aveva fatto il giro del paese. Tanto che la caserma dei Carabinieri, dove Horvart venne immediatamente condotto, venne cinta d’assedio da una folla inferocita. Per i militari fu un’impresa di non poco conto fare uscire dalla caserma il romeno per condurlo nel carcere di Malaspina. Carcere dove l’uomo rimase rinchiuso un paio di mesi, prima di ottenere gli arresti domiciliari. Nel processo che ne è seguito, svoltosi con la formula del rito abbreviato dinanzi al giudice monocratico Giovanbattista Tona, il ventitreenne si è difeso affermando che in realtà quel giorno, vedendo la bambina a terra, avrebbe tentato di aiutarla a rialzarsi, ricevendo però in cambio una vivace strigliata. I suoi difensori, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica, avevano pertanto chiesto l’assoluzione di Horvart. Il pubblico ministero Alessandro Aghemo, invece, ha sostenuto la responsabilità penale dell’imputato. La parte civile, rappresentata dall’avvocato Gaetano Costa, associandosi alla richiesta di condanna del pm, ha chiesto la condanna anche al risarcimento dei danni.

di SALVATORE BENFANTE

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Strali di Salvatore Callari: “Bastavano due mesi per costruire il ponte sulla sp23”

Strali di Salvatore Callari: “Bastavano due mesi per costruire il ponte sulla sp23”

MUSSOMELI – “Altro che 14 mesi per costruire un ponte, con le nuove tecnologie in un paio di mesi i lavori sarebbero stati completati”. Parola di Salvatore Callari (nella foto in basso a sinistra), mussomelese, ingegnere capo dell’Asi di Agrigento, cresciuto professionalmente a Torino dove ha studiato al Politecnico. Da esperto qualificato non si esime nel dare un giudizio pesantissimo sullo stato dei lavori per la realizzazione del ponte e che ha di fatto costretto alla chiusura la “Sp 23”, la provinciale per Caltanissetta. “Non si può non criticare la tempistica. Con l’impiego delle attuali tecnologie si sarebbero ridotti i tempi. Dal 1970 esistono le pile prefabbricate dove poggiare le travi. E bastano 4 giorni per il varo delle travi prefabbricate. L’unica tecnologia che conoscono è quella dei gabbiotti, che risale all’800. Ho l’impressione che chi sta realizzando il viadotto non si affanni poi tanto. Tra i canoni da seguire in un’opera vi è la celerità di esecuzione: in questo caso nessuno se ne sta curando. Ma le colpe non sono dell’impresa, che segue la tempistica dettata dai funzionari della Provincia. E non mi si parli dei ritardi causati dalla pioggia: le avversità climatiche sono già valutate e calcolate per la definizione della data per la consegna dei lavori”. Callari punta l’indice contro chi “non ha previsto delle corsie alternative. Le uniche strade alternative sono le provinciali, inidonee per i tempi attuali, progettate negli anni ’40 su sentieri tracciati dai muli. Incapaci a sostenere il traffico moderno. La provinciale di Mappa è stata pensata per le auto del passato che viaggiavano a 60 chilometri orari. Adesso vi viaggiano i tir, con il rischio di causare incidenti e provocare vittime. Una strada insicura, piena di buche, dove manca la manutenzione e dove i telefoni non funzionano. Strade da Terzo Mondo. Anzi, non siamo più classificabili”. E sui “percorsi alternativi”, l’ingegnere si sofferma sulla scorciatoia di Torretta e che taglia in due un fiume. “La Provincia deve assumersi le responsabilità: in questa scorciatoia non c’è nessuna segnaletica, un modo per lavarsi le mani da possibili incidenti che potrebbero registrarsi nel sentiero”. E per concludere una frecciatina: “Qualcuno deve rendersi conto della gravità del caso. A questo punto, se per raggiungere Milano da Torino s’impiega un’ora e 5 minuti, contro un’ora e 15 che servono per arrivare a Caltanissetta da Mussomeli, è meglio lasciare la provincia di Caltanissetta e traslocale ad Agrigento”.

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Iniziano oggi i festeggiamenti del “Tataratà”

Iniziano oggi i festeggiamenti del “Tataratà”

CASTELTERMINI – Da oggi al 24 maggio, tre giorni di folklore e culti religiosi per ripercorrere eventi della storia di Casteltermini che hanno spesso del leggendario. È la festa di Santa Croce, più comunemente conosciuta come Sagra del Tataratà che, nella sua forma attuale, nacque nel 1967. Un corteo di figuranti con splendidi costumi del ‘600 al galoppo di cavalli bardati con gualdrappe multicolori di velluto. Rappresentano i ceti della Real Maestranza, dei Celibi, dei Borghesi, e dei Pecorai, le quattro corporazioni esistenti nel 1629, quando il Principe Gian Vincenzo Maria Termini e Ferreri, con licentia populandi del Re Filippo II di Spagna, fondò il Comune. Portano in processione il Carroccio, un antico carro decorato con fiori e trainato da due buoi, sul quale è posta una copia del Crocefisso ligneo ritrovato secondo la leggenda da un pastore. Costui infatti, vedendo le sue mucche inginocchiarsi ogni dì sempre nello stesso luogo, iniziò a scavare facendo la prodigiosa scoperta. Risalente al 12 d.C., in epoca paleocristiana, e classificato come il più antico al mondo, nel 1970, in seguito a una rottura, fu sostituito da uno simile. A rendere ancora più emozionante l’atmosfera in queste giornate è il gruppo del Tataratà, giovani danzatori armati di spade vere che scortano la corte eseguendo di tanto in tanto coreografie al suono ritmato del tamburo, da cui ne deriva il nome. Diverse e contrastanti sono le opinioni sulle loro origini. Alcuni ritengono che siano legate ai riti propiziatori per la fertilità della terra, come dimostrato dalla corona di fiori che portano sul capo; altri sostengono che mettano in scena la lotta tra cristiani e musulmani; in pochi concordano nell’affermare che si tratti di spazzatori di lino. Certo è che oggi rappresentano uno dei punti di maggiore attrazione. Abilissimi, con vesti bianche di derivazione araba, eseguono una serie di performance disponendosi in coppia, in cerchio, in fila, per ingaggiare con maestria duelli danzanti. Le loro voci si fondono con il rumore delle sciabole. Saltellano, roteano, si scambiano di posto, intrecciano i loro corpi, con movimenti controllati e coordinati. Così il vice presidente dell’Associazione Eremo di Santa Croce Tataratà Orazio Ciccone descrive lo spirito che li anima: “Il gruppo ha girato il mondo, numerose le esibizioni in terra nazionale e internazionale ma nessuna di esse potrà mai eguagliare l’emozione dello spettacolo nei tre giorni della Sagra, anche perché, oltre alla presenza dei numerosi turisti, si trova soprattutto lo sguardo attento e critico del castelterminese! Le prove e riunioni del gruppo folkloristico, che si sono susseguite in ogni mese dell’anno, trovano proprio in questi giorni il loro massimo coinvolgimento.” E aggiunge: “A breve sarà rilanciato anche il servizio webcam che l’anno scorso ha avuto un grosso riscontro, la Sagra del Tataratà sarà nuovamente trasmessa in diretta internet.” Un altro gruppo presente alla sfilata è quello degli sbandieratori. Nato negli anni cinquanta, è parte integrante del ceto della Real Maestranza, accompagnando gli Ufficiali, il Capitano, il Sergente e l’Alfiere. Afferma il sindaco di Casteltermini Nuccio Sapia: “La sagra del Tataratà, quest’anno, assume un valore nuovo. Si inserisce, infatti, nel più ampio calendario di festeggiamenti del 380° anniversario della fondazione del paese. Siamo stati lieti di avere affiancato, al tradizionale calendario della tre giorni di fine maggio, tutta una serie di eventi collaterali, che hanno contribuito a prolungare il clima festoso, che invade, in questo periodo il nostro paese. E’ nel nostro desiderio quello di valorizzare la vera protagonista della festa, ossia l’antichissima croce lignea, che è stato provato scientificamente essere vecchia di 2000 anni. La Croce è visibile a tutti, presso l’eremo, a essa intitolato. Partecipare alla festa è un modo divertente e interessante di fare un viaggio in un pezzo importante di cultura sicula”. Per maggiori informazioni sull’evento, che prevede anche la tradizionale distribuzione di uova, carciofi, e vino, oltre a una fiera del bestiame e delle mercanzie, visitare i siti www.tatarata.it e www.taleonline.it. (A cura di Giusi Fasino)

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