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Archivio | novembre, 2009

 

5 anni fa…Dopo 20 anni il Comune stabilizza 50 ex articolisti

5 anni fa…Dopo 20 anni il Comune stabilizza 50 ex articolisti

preccontr2MUSSOMELI – Con un comunicato stampa, viva soddisfazione è stata espressa, dal segretario della Camera del Lavoro di Mussomeli Salvatore Cardinale,  “alla notizia dell’adozione da parte della giunta Comunale di Mussomeli dell’atto deliberativo che sancisce la stabilizzazione del personale precario LSU ex art. 23  in servizio presso lo stesso ente”. Il Comunicato del Sindacato continua chiarendo che “L’adozione di questo atto consentirà la stipula tra i 50 lavoratori LSU ex art. 23 e  il Comune di Mussomeli di contratti della durata di due anni per un totale di 21 ore lavorative. Con l’adozione di questo atto da parte dell’amministrazione comunale si chiude una vertenza aperta da questa Camera del Lavoro più di un anno fa e che è stata contraddistinta da non pochi impedimenti di carattere burocratico”. Il comunicato stampa conclude che “ La Camera del Lavoro prende atto che per questa volta alle parole sono seguiti i fatti. L’ attuale amministrazione ha dimostrato con questo atto di avere una sensibilità politica nei confronti di questi lavoratori e di avere manifestato concretamente tale sensibilità adottando per l’appunto il provvedimento deliberativo”.

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5 anni fa…I 100 anni del nonnino Michele Antinoro

5 anni fa…I 100 anni del nonnino Michele Antinoro

Famiglia Antinoro3

 

MUSSOMELI – Congratulazioni al nonnino Michele Antinoro, per gli amici  e conoscenti “zi Michele ’u Pacchiùalu”,  per i suoi 100 anni, compiuti proprio oggi. Una bella famigliola, la sua, che gli fa festa per gioire insieme per la sua longevità e per l’ affetto paterno che non è mai mancato. Una vita, quella del nonnino, così segmentata: mezzo secolo di fede cattolica prima, vissuta nel vicolo Sola al numero civico 7, e prima ancora “’ncapu la bella”, all’ombra della parrocchia di S. Enrico, di cui era parroco di quell’epoca Padre Ottaviano Fisci,  e poi mezzo secolo, a partire dagli anni 50, di fede evangelica , vissuta nella sua nuova abitazione  di una delle vie del  Rione Dalmazia. Con sguardo alquanto sorridente ed assai compiaciuto, berretto in testa,  comodamente seduto, ci ha accolto assieme al cameramen Salvatore Catalano per l’intervista su Castello Incantato, nella sua abitazione di Via Damiano Chiesa al numero civico 43. Assieme all’arzillo nonnino, abbiamo trovato i familiari. Questi i nomi dei figli: Giuseppe, Vincenzo, Gaetano, Gero, Salvatore e Mario, che, come ci ha detto zi Michele,  lo accudiscono, giornalmente, a turno, non facendogli mai mancare il loro filiale affetto. Fresco come “’na pampina di paradisu”, (ci ha cantato persino l’inno di Mameli per festeggiare i suoi 100 anni), lo abbiamo trovato, come già detto,  seduto sulla sedia mentre teneva in mano la Bibbia, sbirciandone le pagine. Un nonnino, dunque,  che non ci è sembrato, affatto, avere accumulato già 100 primavere: ”Deci voti deci”, ci ha detto, indicandoci il numero dei suoi anni raggiunti. Ha sorseggiato con noi il caffè e non ha disdegnato di gustare un dolcino che uno dei figli gli ha presentato. Ci ha raccontato dei suoi sacrifici, dei lavori in campagna, ci ha persino cantato alcuni canti  eseguiti durante i lavori dell’aia. Incredibile ma vero: assai lucido il nonnino. 100 anni, proprio oggi, da quel fatidico 27 novembre1909, quando il quartiere di Sant’Enrico accolse un’altra creatura di Dio, che ha cantato, in questo lungo periodo di vita,  le  lodi al Creatore.  I suoi genitori  furono Giuseppe Antinoro e Gaetana Vaccaro che fecero “una nidiata” di  figli: 9 in tutto, di cui  “zi Michele” fu il quarto. Per necessità di famiglia non fu mandato a scuola e, a sette anni,  dovette seguire papà Giuseppe nei lavori dei campi a zappare la terra nel feudo Mappa, lavorando tutti i giorni. A ventuno anni ebbe la chiamata di leva e fu assegnato a Palermo. Completato il servizio militare, ricominciò a lavorare con i ritmi precedenti, pensando al suo futuro. A ventisette anni  sposò Maria Ilona e la famiglia ben presto fu formata con l’arrivo dei figli  Dopo cinque anni di matrimonio, fu richiamato alle armi, lasciando a casa moglie e i tre figli, raggiungendo così Castelvetrano. Anni difficili per Michele Antinoro col pensiero fisso alla famiglia. Famiglia Antinoro1Era periodo di guerra. L’arrivo degli Americani a Sciacca lo scombussolò ed, assai disorientato, si mise a camminare per tre giorni e tre terribili notti fino a  raggiungere Mussomeli. Qui, ha potuto abbracciare i suoi. Ma il suo pensiero fu quello di  riprendere a lavorare onestamente, adattandosi a qualsiasi lavoro (compreso quello di raccogliere le spighe di grano durante la mietitura),  per “sfamare” la famiglia, che aveva bisogno di sostentamento. Anni difficili, dunque,  vissuti in quel lembo di quartiere, dove la parola amicizia fu sempre rispettata. Intanto la famiglia andava crescendo ed arrivarono altri figli. Una famiglia, dunque, di “màsculi” Nel suo  racconto , “zi Michele” ha tenuto a precisarci che nel periodo del dopo guerra ci furono difficoltà a  “campare”   la famiglia e ad una persona che lo aveva consigliato a tenere un diverso comportamento  “Pòviru sì, ed onestu sempri”, gli disse, invitandolo a lasciarlo in pace. Il nonnino ci ha anche detto che, grazie ai sacrifici del suo lavoro, ha portato avanti la famiglia ed è riuscito, negli anni 50, a comprarsi la casa in una delle traverse del rione Dalmazia, dove vi si trasferì con sua moglie Maria, deceduta cinque anni fa, all’età di novantaquattro anni. C’è da dire che da quando si trasferirono nella nuova abitazione, sia il nonnino che la moglie Maria abbracciarono la fede evangelica e, tutt’oggi,  “zi Nichele”, analfabeta come lui si  è autodefinito, tenendo in mano la bibbia “Quello che io leggo è dono di Dio”, ci ha detto. Va anche precisato che  solo il figlio Vincenzo lo ha seguito nella fede evangelica:”Io ho appreso tutto da mio padre”, così ci ha confidato. Gli altri cinque figli, invece, sono rimasti ancorati nella fede cattolica. A conclusione dell’incontro, abbiamo chiesto quale fosse il cibo da lui  preferito: ”il latte”, ci ha subito risposto, indicandoci la mancanza dei denti, e, sorridendo, ci ha poi  detto che “prima mi mangiava fina li petri”. Il centenario nonnino  ha voluto salutare, approfittando dell’intervista su Castello Incantato, non solo i suoi parenti americani e francesi, ma anche i visitatori  del sito.  Dunque, oggi, gioia in casa Antinoro, per i 100 anni di “Michele u Pacchiùalu” e  domenica prossima la sua festa. Ci saranno gli auguri del Pastore evangelico Biagio Calderone e del Sindaco Gigi Mancuso, a nome dell’Amministrazione comunale. Un lieto evento, quello di oggi, che non ha il sapore di favola ma  la cronaca di una vita vissuta

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5 anni fa…Frantoi sequestrati nel Vallone

5 anni fa…Frantoi sequestrati nel Vallone

frantoio25VILLALBA e VALLELUNGA- Tre persone denunciate e due oleifici sequestrati. E’ questo il bilancio di una operazione condotta dagli uomini della Tenenza della Guardia di finanza di Mussomeli a Villalba e Vallelunga. Le “fiamme gialle”, nell’azione di servizio a tutela dell’ambiente, hanno rivolto l’attenzione al contrasto degli illeciti scaturenti da sversamenti abusivi di acque reflue prodotte dalle imprese operanti nella molitura delle olive. I finanzieri del gruppo di Mussomeli, coordinati dal comandante della compagnia di Caltanissetta, il capitano Giuseppe Adamo, hanno condotto un’azione ispettiva dei siti potenzialmente interessati da inquinamento acquifero, aumentando i controlli nei confronti dei frantoi dei paesi di Villalba e Vallelunga. Dai servizi effettuati, sono emerse delle gravi infrazioni. E così due molini sono stati sequestrati e tre persone, riconducibili ai proprietari, sono stati invece denunciati. Lo smaltimento delle acque nere prodotte dal ciclo di macinazione- spiegano dalla Guardia di finanza- dopo la raccolta in apposite vasche, è previsto che avvenga in siti autorizzati e con spandimento per l’utilizzo agronomico, di modo che il terreno possa gradualmente assorbire il liquido. Evidentemente tali operazioni di smaltimento presentano dei costi in ordine di tempo e di denaro, pertanto alcuni operatori, in dispregio della buona salute dell’ambiente, sembra che preferiscono adottare il sistema di abbandonare i rifiuti sversandoli in corsi d’acqua, incuranti del pregiudizio che ne possa derivare ai danni della flora, della fauna nonché delle falde acquifere.

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5 anni fa…Fiori per non dimenticare i Caduti di Nassiriya

5 anni fa…Fiori per non dimenticare i Caduti di Nassiriya

Page Nassiriya completa2MUSSOMELI – Per il Col. Aus. Calogero Schifano non poteva passare inosservato  il 6° anniversario dei Caduti di Nassiriya, soprattutto  perché su quel lembo di terra ha trascorso diversi mesi della sua vita in una missione altamente umanitaria. In lui è ancora vivo il ricordo di quelle scene raccapriccianti, che hanno scavato un solco nel suo animo. Ed è per questo che stamattina, con una cerimonia sobria e privata,  presente il Maresciallo aiutante Lorenzo Chiatante, in sostituzione del Comandante della Compagnia CC. di Mussomeli Gabriele Tadoldi, impegnato altrove, ha voluto deporre,  ai piedi del Monumento dei Caduti in Piazza Umberto, un cesto di fiori alla memoria dei Caduti di Nassiriya, operatori di pace in una terra non solo violentata ma addirittura martoriata. Erano presenti anche il corpo dei Vigili urbani nelle persone del suo Comandate Vincenzo Calà e Tuccio Costanzo e il S. Ten. Vittorio Catania (Ufficiale in riserva). C’è da dire che nell’attentato alla base italiana hanno perso la vita 17 militari e due civili. Questi i loro nomi: Tenente Massimiliano Ficuciello, Luogotenente Enzo Fregasi, Aiutante Giovanni Cavallaro, Aiutante Alfonso Trincone, Maresciallo Capo Alfio Ragazzi, Maresciallo Capo Massimiliano Bruno, Maresciallo Daniele Ghione, Maresciallo Filippo Merlino, Maresciallo Silvio Olla, Vice Brigadiere Giuseppe Coletta, Vice Brigadiere Ivan Ghitti, Appuntato Domenico Intravaia, Carabiniere Scelto Horatio Maiorana, Carabiniere Scelto Andrea Filippa, Caporal Maggiore Emanuele Ferraro, Caporale Alessandro Carrisi, Caporale Pietro Petrucci, Dottor Stefano Rolla, Signor Marco Beci. Abbiamo chiesto  al col. Aus. Schifano,  che,  a sua spese, è stato il promotore dell’iniziativa, di raccontarci  l’episodio che di più lo ha impressionato durante  la sua Missione in Nassiriya con l’ “Antica Babilonia 4”.:Ha raccontato l’incidente del  Caporal Maggiore Antonino Tarantino, che “temendo un attentato al suo veicolo, che conduceva assieme agli altri militari, usciva di strada e, ribaltando, rimaneva ucciso”.  Da dire anche che il Maresciallo aiutante  Lorenzo Chiatante è stato in quelle zone martoriate con la missione “Antica Babilonia 8”. Anche per lui tamti ricordi. La ricorrenza odierna, certamente,  è per loro un ricordare quei giorni, vissuti, quali operatori di pace. Intanto, oggi il senato ha approvato, all’unanimità, l’istituzione della giornata del ricordo dei Caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.

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5 anni fa…L’arciprete Incardona nominato rettore del Seminario. Dopo 23 anni lascia Mussomeli

5 anni fa…L’arciprete Incardona nominato rettore del Seminario. Dopo 23 anni lascia Mussomeli

Padre Incardona Alfonso456MUSSOMELI – Notizia lampo, questa sera, dalla Parrocchia Madrice. Un comunicato del Consiglio Pastorale (nella foto in basso) ,appena tenutosi, in via straordinaria e protrattosi per circa due ore, informa i parrocchiani che l’Arciprete Don Alfonso Incardona è stato nominato dal Vescovo Mons. Mario Russotto, Rettore del Seminario diocesano. Avutane comunicazione dallo stesso Padre Alfonso, la notizia ha suscitato amara sorpresa e non poca sofferenza in tutti i componenti del Consiglio pastorale, che non erano preparati a questo fatto nuovo, che crea preoccupazioni circa lo svolgimento delle tante attività pastorali già avviate. C’ è da dire che la figura dell’Arciprete Incardona è così radicata ormai, nella realtà parrocchiale della Madrice e del paese, da suscitare non poche perplessità circa l’opportunità del trasferimento. Nel comunicato parrocchiale viene rilevato che il “Consiglio pastorale, tuttavia, non può non esprimere il proprio compiacimento per l’alto riconoscimento che il Vescovo ha ritenuto di dargli, affidandogli il ruolo più delicato della vita della Diocesi: la responsabilità del Seminario”. Nella riunione, Padre Alfonso Incardona ha comunicato anche che il mussomelese Padre Pietro Genco, attuale parroco di Cristo re a San Cataldo, sarà il nuovo parroco-Arciprete di Mussomeli. Il comunicato del Consiglio pastorale conclude dicendo che “la comunità parrocchiale della Madrice, nell’esprimere a Don Alfonso Incardona l’espressione più calda e forte di affetto e di gratitudine per il suoi 23 anni di vita, dedicati non solo alla Madrice ma a tutto il paese, assicura al neo Arciprete don Pietro Genco la più ampia e convinta collaborazione”.

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