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Archivio | febbraio, 2010

 

5 anni fa…Maltempo e frane: Cardinale chiede lo stato di calamità per la provincia nissena

5 anni fa…Maltempo e frane: Cardinale chiede lo stato di calamità per la provincia nissena

ROMA-L’onorevole Daniela Cardinale chiede, attraverso un’interrogazione a risposta scritta a Berlusconi, di dichiarare lo stato di calamità per l’intero territorio della Provincia di Caltanissetta, dopo che il sistema viario è stato duramente provato dall’ondata di maltempo. Cardinale sottolinea che “il maltempo che ha imperversato nelle scorse settimane nel territorio della provincia nissena ha causato notevoli dissesti sulle strade. I danni maggiori  – prosegue l’esponente del Pd – si sono registrati su quelle aree che per la peculiarità della loro natura geologica a forte contenuto argilloso, sono facilmente friabili e soggette a continue frane e smottamenti di notevoli entità. In tali aree  sorgono numerosi comuni che rischiano, senza un adeguato e tempestivo intervento, di rimanere isolati perché non esistono altre strade di collegamento se non quelle interessate dalle frane”. Infine la parlamentare dell’opposizione evidenzia che “tutto ciò rischia di arrecare gravissimi disagi ai cittadini anche per l’impossibilità di potere utilizzare agevolmente i servizi pubblici intercomunali, in particolare le scuole e gli uffici zonali”. Inoltre l’onorevole Daniela Cardinale comunica di avere già contattato l’Assessore regionale alle Infrastrutture e alla Viabilità Luigi Gentile e di avergli sottoposto “l’urgenza di un intervento sulla strada di accesso a Mussomeli in via Madonna del Riparo, che è già parzialmente franata e che rischia di isolare il paese creando enormi disagi ai cittadini. L’assessore Gentile– fa sapere Daniela Cardinale- ha assicurato il “massimo impegno per risolvere il problema”.

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5 anni fa… Due pulman  ad Acireale nonostante il diluvio per tutta la mattinata

5 anni fa… Due pulman ad Acireale nonostante il diluvio per tutta la mattinata

MUSSOMELI – Hanno sfidato il meteo ed hanno detto basta alla monotonia della quotidianità. Non hanno voluto rassegnarsi a rinunciare alla gita del Carnevale di Acireale, nonostante il diluvio che imperversava alle 7,30 di domenica mattina nel piazzale Mongibello,  dove già sostavano due pullman col motore acceso pronti per la partenza. Si era fatto promotore  il dinamico e creativo Pino Mingoia, che non ha fatto fatica a radunare 109 partecipanti per accompagnarli ad Acireale dove è in corso il Carnevale di Sicilia. Migliaia e migliaia sono stati i turisti ad Acireale e fra questi i mussomelesi che, soltanto nel pomeriggio,  hanno potuto assistere alle sfilate dei carri in carta pesta e dei carri infiorati. Un’ atmosfera senz’altro gioiosa e divertente. Un pomeriggio sereno e con temperatura buona, se si pensa che tutta la mattinata, durante il viaggio e fino a raggiungere il ristorante “Bellavista”, non ha smesso mai di diluviare. Per fortuna gli animatori nelle persone dei signori Calogero Guasto (nella foto in basso a destra) e lo stesso Pino Mingoia hanno tenuto desta l’attenzione dei gitanti che sono stati coinvolti nel gioco a quiz, con indovinelli antichi in dialetto, addirittura con l’assegnazione di premi. E così Alessandro Falzone è risultato vincitore del Gratta e Vinci, messo in palio dagli organizzatori. Una giornata senz’altro movimentata ma soprattutto  divertente per la comitiva. Da dire che in paese non si respirava affatto aria di carnevale, in totale assenza di iniziative sia pubbliche che private. Altrove, anche nei paesi vicini,  ci sono manifestazioni carnevalesche con balli e carri. Soltanto scuole materne ed elementari  si sono adoperati, attraverso anche le famiglie, di fare qualcosa per rendere felici i bambini coi vestiti di carnevale e con l’arrivo di qualche giocoliere.

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Il presidente Federico richiede lo stato di calamità nel Vallone

Il presidente Federico richiede lo stato di calamità nel Vallone

CALTANISSETTA – Il presidente della Provincia Regionale di Caltanissetta on. Giuseppe Federico, a seguito delle gravi conseguenze registratesi sul territorio per l’intensificarsi del maltempo che ha causato dissesti sulle strade e conseguenti problemi per la viabilità, ha chiesto al Dipartimento regionale della Protezione Civile il riconoscimento dello stato di calamità. Nella sua richiesta, inviata a firma congiunta del responsabile dell’Ufficio provinciale di Protezione Civile, il geologo Salvatore Maria Saia, il presidente ha tracciato un dettagliato quadro dell’attuale situazione della rete stradale in particolare nel territorio del Vallone dove i danni sono maggiori a causa della peculiare natura geologica. “Le linee stradali di collegamento tra Caltanissetta e la gran parte dei centri del Vallone, Mussomeli in modo particolare – ha scritto l’on. Federico – devono attraversare inesorabilmente le provinciali n. 23 (Serradifalco-Mussomeli), n. 16 (Acquaviva-Villalba), n. 37 e 38 (San Cataldo-Mussomeli), e tutta una serie di arterie provinciali, venendo a mancare altre tipologie di strade a competenza statale (Anas) e poche diffuse strade comunali. Rimangono interessate, a vario grado, oltre la S.P. n. 23 che in passato è stata oggetto anche di cospicuo intervento con ordinanza di Protezione Civile, anche tutte le strade provinciali della zona Nord (nn. 19, 20, 132, 41, ecc.)”. “Sono arterie stradali insediate a servizio di comunità ed inserite su un contesto diffusamente collinare e medio-alto montano (quote comprese tra m. 300 e m. 900 s.l.m.), in terreni a forte contenuto argilloso, in superficie molto plastici, clastici e caotici, che si sono modellati, sotto l’azione degli agenti esogeni, in una morfologia tipica degli ambienti che li caratterizzano in questa parte della Sicilia ed i cui termini sono attribuiti alla cosiddetta serie gessoso-solfifera. Arterie stradali necessariamente senza alternativa valida, posizionate in pendii variegati dove le unità territoriali vengono intercalate da forme mammellonari originatesi per effetto di sovrapposizioni di scivolamenti di materiale pseudo-argilloso saturo ed inserimenti erosivi e fenomeni isostatici per sprofondamento, nonché da affioramenti sorgentizi sovrassaturi di salamoia diffusi per effetto dell’erosione superficiale”. “In questo contesto – prosegue la nota – l’azione erosiva si confonde con l’andamento morfologico che ne è derivato che, per effetto dell’intensa piovosità, ha acuito un innumerevole numero di fenomeni diffusi di dissesti in atto e rende ipotizzabile, nell’immediato, l’innesco di quelli potenziali in un contesto ormai difficilmente controllabile. I disagi sono notevoli e potrebbero facilmente evolvere in situazioni di pericolosità e rischio per la imprevedibilità dei fenomeni i cui fattori non possono essere demandati al semplice controllo territoriale, visto che i fattori di influenza non riescono più a dipendere dall’azione di indagine e verifica che può porre in essere questa Amministrazione”. “I corsi d’acqua principali, nella generalità del territorio, presentano caratteristiche di vecchiaia solo nelle parti a valle, mentre a monte il processo erosivo rimane ancora attivo e sensibile regolando la generale morfologia ed incidendo sui versanti del sistema delle strade. I manufatti devono necessariamente essere inseriti in tali contesti, anche perché forme

alternative potrebbero presentare difficoltà sicuramente maggiori alla risoluzione dei problemi tecnici ed a mantenere il sistema ambientale equilibrato. Per la prevalenza delle formazioni argillose il reticolo idrografico del versante è piuttosto sviluppato. I corsi d’acqua hanno regime torrentizio, sono secchi per quasi tutto l’anno e si ingrossano in occasione di precipitazioni originando rapide ed anomale forme di erosione”. “Nel complesso di tale sistema viario il territorio è interessato, altresì, dalla presenza di diffusi depositi salini nel sottosuolo, sfocianti anche a livello superficiale e culminanti con il centro minerario di Bosco- Palo, che hanno reso molto tormentata la vita manutentiva in modo particolare della provinciale n. 38 che costituisce il raccordo essenziale tra Mussomeli ed il territorio della zona Nord della provincia”. “Per poter affrontare l’attuale situazione di emergenza – conclude la nota – e per il parziale ritorno alla normalità con il ripristino essenziale della transitabilità e dell’utilizzo delle strutture in sicurezza, da una sommaria indagine si ipotizzano interventi che possono essere effettuati per un spesa di 6.000.000 di euro. Ciò premesso con la presente si chiede il riconoscimento dello stato di calamità con i consequenziali provvedimenti attuativi”.

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Niente pioggia. L’Arciconfraternita, al gran completo, in processione

Niente pioggia. L’Arciconfraternita, al gran completo, in processione

MUSSOMELI – Un mese di pioggia, alternata da vento, e da un sole malato ha caratterizzato il periodo delle quarantore a Mussomeli, che martedì sera chiuderà i battenti nella Chiesa di S. Antonio Abate. Quaranta giorni, assai partecipati,  e  molti, noncuranti del cattivo tempo, hanno assicurato la loro presenza per l’adorazione al Cristo Eucaristia durante le ore dell’Esposizione.. Ultima domenica di processione eucaristica, dunque, presieduta dal nuovo Arciprete Padre Pietro Genco e collaborato dal vice Parroco Padre Domenico Lipani. Ancor prima l’Arciprete aveva  celebrato la Messa solenne, animata dal coro parrocchiale. Una forte omelia, quella di Padre Genco, trattando le Beatitudini, i  Poveri, il Regno di Dio”. Un’ omelia, che ha attirato l’attenzione dei parrocchiani presenti e dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento che, massicciamente, ha partecipato con lo splendore  degli abiti confraternali. C’è da dire che “u russu da Matrici”, (così è graziosamente individuata l’Arciconfraternita)  ancora una volta, ha dato testimonianza di attaccamento alla pietà popolare, partecipando devotamente alla processione con cappe ed abitini. C’è da dire che, perdurando i lavori presso la torre campanaria, la processione è snodata dal portone secondario della chiesa, attraversando le tradizionali strade del centro storico.Certamente, archiviato il periodo delle quarantore, ne incomincia un altro con la Quaresima. Sarà compito del nuovo cappellano, l’Arciprete Padre Pietro Genco, a guidare i confrati e le consorelle nel cammino di fede da tempo intrapreso e che ha necessita di una sua rivitalizzazione, come è stato detto in più occasioni nel periodo delle quarantore. Da notare che le processioni domenicali di gennaio e febbraio, anche se minacciate dalla pioggia, intorno a mezzogiorno, il tempo si è fatto sempre clemente, permettendo così lo svolgimento delle processionie eucaristiche. A quella di ieri, oltre all’Arciconfraternita del SS. Sacramento, hanno partecipato, la congregazione dei falegnami e la Congregazione di San Pasquale ed una lunga fila di parrocchiani, animata dal canto con inni eucaristici.

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A maggio arriva l’attore Riotta per uno stage di recitazione

A maggio arriva l’attore Riotta per uno stage di recitazione

MUSSOMELI-Mussomeli si appresta a vivere uno dei momenti più significativi della sua storia artistica e a curarne la realizzazione sarà l’associazione culturale Symposium presieduta da Salvatore Giardina. A maggio, è previsto uno stage intensivo di recitazione cinematografica che verrà diretto dal noto attore italo-inglese Vincent Riotta, artista con alle spalle ventotto anni di esperienza cinematografica e un curriculum di tutto rispetto. Protagonista di rilievo nel film “Il capo dei capi” (nel ruolo di Tommaso Buscetta), nonché nel film “L’ultimo dei corleonesi”, l’attore di origini siciliane (i genitori sono il padre, Giuseppe Ricotta di Mussomeli e la mamma, Giuseppina Tinnirello di Cammarata), grazie all’attaccamento alle sue radici nonché all’amicizia con Salvatore Giardina è apparso molto entusiasta nel portare avanti il progetto che avrà la finalità di insegnare le tecniche di recitazione ai corsisti, i quali dovranno utilizzarle dinanzi alla macchina da presa. Lo stage che avrà la durata di circa 6 giorni prevede a conclusione del progetto la realizzazione di un Dvd di una scena filmata per ciascun corsista, da poter impiegare per eventuali provini televisivi. Lo stage, a numero chiuso, sarà destinato a 16 cosrsisti. “E’ un gran risultato – dichiara il presidente Giardina – poter contare sugli insegnamenti di un attore di esperienza mondiale, Vincent è una persona molto seria nonché umile, sono certo si tratti di un progetto di alto spessore”. “Si tratta di un progetto autorevole – continua il consulente artistico dell’associazione, Tonino Calà –  che ho sposato con entusiasmo, sono contento che a Mussomeli ci sono delle associazioni che si impegnano nel portare avanti iniziative lodevoli”.

Per ulteriori  informazioni contattare Salvatore Giardina,

Info: Cell. 380.8111974 – Email: symposiumassociation@alice.it

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65° Edizione per la “Sagra del Mandorlo in Fiore”

65° Edizione per la “Sagra del Mandorlo in Fiore”

AGRIGENTO-La fioritura dei mandorli annuncia nella Valle dei Templi il ritorno della primavera e non solo. Agrigento fulcro geografico e storico del mediterraneo, diventa anche il centro della concordia e della cultura dei popoli grazie alla rinomata “Sagra del Mandorlo in Fiore”. Lo spirito di gioia, pace e fratellanza che aleggia nell’antica Akragas durante la Sagra del mandorlo oltrepassa ogni barriera ideologica o razziale. Un appuntamento che si ripete da oltre mezzo secolo e che è diventato un punto di ritrovo tra i popoli della terra. Storia, folklore ed arte, si fondono armoniosamente durante una delle feste folkloristiche più famose del mondo. La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce nel 1934 a Naro da un’idea del Conte Dott. Alfonso Gaetani, lo scopo era quello di esaltare la primavera agrigentina regalando una giornata di festa e spensieratezza a tutti i contadini della Valle del paradiso. Quest’anno, la sagra  giunta alla sua 65° edizione vedrà la partecipazione di 15 gruppi folkloristici provenienti da Armenia, Bosnia, Bulgaria, Cipro, Georgia, Guatemala, Malesia, Messico, Perù, Portogallo, Romania, Senegal, Serbia, Spagna, Ucrania mentre sono tre le bande musicali provenienti da Spagna, Turchia e Italia. All’interno del programma relativo all’evento non è da dimenticare il “Festival Internazionale del Folklore – I BAMBINI DEL MONDO”, giunto alla decima edizione ed inserito nel contesto della Sagra del mandorlo in Fiore. La manifestazione in programma dall’11 al 17 febbraio 2010 è organizzata dall’ AIFA, Associazione International Folk Agrigento. “Un progetto mirato non solo alla diffusione del folclore e delle culture dei paesi partecipanti – spiega Claudio Criscenzo, presidente dell’Aifa – ma rivolto anche alla solidarietà, all’importanza di un gesto d’amore, un aiuto a chi vive una situazione di disagio, alla promozione della pace nel Mondo”. Partecipano al “10° Festival Internazionale del Folklore – I BAMBINI DEL MONDO” i gruppi di : Bulgaria “Children Folk Dance Ensemble Nessebar”; Georgia “Aragvi”; Serbia “Srem”; Slovacchia “Klenka”; Polonia “Folk Song Dance Company Lublin”; Spagna “Queixumes do Pinos”; India “Rang Puhar”; Korea “Jang in Sook Dance Company Seul”. Con loro i piccoli dei gruppi agrigentino. L’atteso evento agrigentino ha avuto inizio il 12 febbraio e terminerà il 21 corrente mese.

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Rilanciare Mussomeli, ecco gli ingredienti

Rilanciare Mussomeli, ecco gli ingredienti

MUSSOMELI – «Una politica “di qualità”, che porti avanti progetti e idee, e nella quale scenda in campo non chi possiede titoli culturali ma chi ha alle spalle anni di esperienza e tanto amore per Mussomeli». Sarebbero questi, secondo Piero Amico, gli ingredienti essenziali per rilanciare una cittadina appena uscita da una lunga agonia amministrativa e provata da una crisi finanziaria per la quale il Comune rischia ormai il dissesto. Per lui, ex candidato nella lista della Margherita e oggi militante “indipendente” nel Pdl, occorrono solo passione e intraprendenza per riportare Mussomeli al ruolo di capitale del Vallone, «perché ha tutte le risorse artistiche e umane per farlo – dice – a patto che vengano sfruttate». Per lui, ex cantante che ha avuto importanti collaborazioni nel mondo della musica internazionale, e che oggi non disdegna la possibilità di candidarsi come sindaco alle prossime elezioni amministrative, si dovrebbe puntare sul turismo, sul rilancio del centro storico, sull’arredo urbano. Insomma sul recupero di quegli angoli d’arte e di storia che, se valorizzati, farebbero di Mussomeli un vero gioiello della provincia e non solo. «Purtroppo – aggiunge Amico – per amministrare bene occorre che ci sia una squadra forte e capace, perché un sindaco da solo non può far nulla. Per questo mi auguro che nelle prossime elezioni, si faccia avanti solo chi non ha interessi personali ma voglia spendersi per la crescita di questa città».

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5 anni fa… I 105  anni della nonnina Maria Schillaci

5 anni fa… I 105 anni della nonnina Maria Schillaci

MUSSOMELI – La Terra di Manfredi continua a stupire. E’ il caso di dire che a  Mussomeli i centenari sono di casa, se si pensa che ci sono già altri candidati che aspirano a raggiungere il traguardo dei 100 anni. Ma in via Santa Croce al n. civico 46 c’è di più. Qui è ubicata l’abitazione della famiglia di Nino Geraci dove, proprio in questa abitazione, da qualche anno a questa parte, vive l’ultracentenaria Maria Schillaci, che esattamente lo scorso venerdì  ha compiuto 105 anni. Un vero primato di vita vissuta, raggiunto appunto dalla splendida nonnina. C’è da ricordare che lei, da poco centenaria, saliva ancora sulla sedia per pulire i vetri della finestra  e spolverare i lampadari con grande stupore di chi la vedeva così indaffarata. . Una nonnina, insomma, che sa il fatto suo, anche se, per muoversi  all’interno della casa, ormai  ha bisogno di essere sorretta dalle nipoti, che amorevolmente la stanno assistendo . C’è da dire, poi,  che nonna Maria, dal visino sereno e sorridente,  ha anche una sorella di 98 anni   “za Caluzza”,  mentre un’ altra sorella Giuseppina è deceduta, anni or sono,  all’età di 101 anni. In casa Schillaci, dunque, complessivamente 10 figli : 5 maschi  e 5 femmine, nati da Salvatore Schillaci e Carmela Vullo. Una famiglia a cui la campagna, in tempi remoti, diede costantemente  mezzi di sostentamento. C’è da dire che la nonnina, appena diciannovenne, sposò Giuseppe Calà, deceduto quasi alla fine del 1975, Una vedovanza, la sua, durata 35 anni. La  vita coniugale della nonnina è durata 51   anni , durante  la quale sono nati sette figli, di cui quattro sopravvissuti Antonina, Carmela, Giuseppe e Giuseppina, e che, proprio oggi pomeriggio, le faranno festa, riversando su di lei tutto l’amore filiale. Per la famiglia Schillaci il 12 febbraio è diventato un appuntamento annuale sempre più interessante per il prezioso dono della prolungata vita, riservata a Nonna Maria. Dunque, oggi pomeriggio, anche se con due giorni di ritardo per dare la possibilità agli altri figli di essere presenti, Nonna Maria spegnerà un’altra candelina e certamente aggiornerà il suo lungo  diario che continua a costellare di cielo la sua gioiosa esistenza. Oltre i quattro figli, faranno lieta corona a nonna Maria  10 nipoti, 13 pronipoti, ed altri familiari .Tutti brinderanno ai suoi 105 anni. Tuttavia, non sarà presente l’Amministrazione comunale, in quanto da un mese decaduta, dopo la sfiducia al sindaco Mancuso, e tuttora in attesa della nomina del Commissario regionale.. Da ricordare che per i suoi compleanni centenari, nonna Maria Schillaci è stata omaggiata dagli ex sindaci Gero Valenza prima e Gigi Mancuso dopo.

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Convegno catechistico diocesano

Convegno catechistico diocesano

CALTANISSETTA-Ieri, venerdì 12 febbraio p.v., alle ore 16.00, presso la chiesa San Pio X in Caltanissetta, ha avuto luogo un Convegno Catechistico Diocesano sul tema: «Dal pozzo di Sicàr alla vita… per educare al pensiero di Cristo». L’occasione del Convegno è stata data dalla ricorrenza del quarantesimo anniversario della pubblicazione del Documento di Base sul rinnovamento della Catechesi in Italia del 1970. Il programma del Convegno, dopo l’introduzione del Vicario Generale della Diocesi Mons. Giuseppe La Placa,  ha previsto quattro interventi: Il Rinnovamento della Catechesi, frutto della Chiesa del Concilio. Attualità di un progetto (Don Vincenzo Sorce, “Casa Famiglia Rosetta”); Il catechista: discepolo e apostolo, educatore e testimone (Don Giuseppe Ruta, Istituto Teologico “San Tommaso” di Messina); L’educatore alla fede e l’integrazione ecclesiale delle persone diversamente abili (Dott. Michelangelo Patanè, Presidenza Nazionale MAC); Per narrare la fede oggi (Don Salvatore Rumeo, Ufficio Catechistico Diocesano).A conclusione del Convegno il nostro Vescovo, Mons. Mario Russotto, ha poi presieduto una solenne Liturgia della Parola durante la quale ha consegnato il Documento di Base ai rappresentanti delle cinquantasei parrocchie della Diocesi e gli attestati di partecipazione ai catechisti e operatori pastorali che, negli ultimi tre anni, hanno frequentato la Scuola della Parola. 

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Intervento urgente per via Madonna del riparo

Intervento urgente per via Madonna del riparo

MUSSOMELI – La frana che ha divorato una parte di via Madonna del Riparo potrebbe allargarsi ancora di più. Il sigillo sulla sua pericolosità lo hanno posto l’altro ieri mattina i tecnici del Genio civile, arrivati per osservare da vicino il cedimento idrogeologico e che ha inghiottito una porzione della carreggiata. Secondo gli stessi tecnici non c’è tempo da perdere, anche in previsione dell’ondata di maltempo che si sta abbattendo su Mussomeli e sulla Sicilia in questo scorcio di inverno. Oggi verrà redatta una perizia che verrà inviata urgentemente all’Assessorato regionale ai Lavori pubblici per la richiesta di un finanziamento straordinario. Secondo una stima dell’Ufficio tecnico del Comune di Mussomeli, per rimettere in sicurezza l’area franata ci vorranno almeno 150 mila euro. “Alla Regione- spiega Carmelo Barba, dirigente del settore tecnico – verrà inviata la perizia dei tecnici del Genio civile di Caltanissetta. Di norma, per lavori di urgenza, l’Assessorato regionale entro 20 giorni riesce a disporre le somme. Quindi presumibilmente fra qualche settimana potrebbero partire i lavori. Questo ovviamente sarà possibile se lo stesso Assessorato avrà a disposizione i fondi necessari. In caso contrario dovremmo muoverci diversamente”. E qui sta l’incognita. Fondi propri il Comune non ne ha. Potrebbe richiederne, ma questo significa che la pratica dovrebbe seguire un binario certamente meno rapido e veloce. Ma il movimento della terra non sembra volere attendere più di tanto. Come gli stessi tecnici hanno appurato ieri mattina, lo smottamento potrebbe allargarsi ancora di più ed inghiottire l’intera rotabile. E’ allo studio dei dirigenti dell’Ufficio tecnico comunale, la possibile chiusura del tratto stradale. Un’ipotesi che potrebbe avere delle gravi ripercussioni. Via Madonna del Riparo è la strada d’accesso della zona nord della città. Chi arriva da Acquaviva non può che utilizzare questa via. Senza poi contare le numerose attività commerciali situate in contrada Bosco e Monticelli. Aree- come tra l’altro ha segnalato al Giornale di Sicilia il ricercatore universitario Dario Costanzo- fortemente minacciate da un persistente pericolo idrogeologico. Mussomeli tutta intanto sembra posta sotto il rischio di cedimenti e crolli. E le condizioni meteo non sembrano per nulla alleggerire il quadro.

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