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Categoria | Società, Tecnologia

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Ospedale e intervento Cgil

MUSSOMELI – “Prendiamo atto con compiacimento che il commissario dell’Asp prof Virgilio, ha annunciato il potenziamento del servizio di endoscopia al Sant’Elia. Ogni iniziativa intrapresa in favore dell’utenza non può che essere bene accetta da questo sindacato. Al contempo rimaniamo in attesa che anche presso l’ospedale di Mussomeli dove esistono le attrezzature, e così come da impegni ufficiali assunti dal prof Virgilio lo scorso 15 febbraio, venga attivato tale servizio, magari inviando almeno una volta la settimana l’equipe per dare risposta anche agli utenti del Vallone. Non è più tollerabile che un paziente debba sobbarcarsi cento chilometri per una gastroscopia, con grave aggravio di spesa e di risorse umane, oltre che agli innumerevoli disagi a cui va incontro chi già è sofferente nel percorrere le disastrate strade del Vallone”. Così ieri la Rsu Cgil ospedaliera che ha ripreso quanto dichiarato da Lillo Polito nel corso del Consiglio provinciale straordinario tenutosi nell’aula consiliare di Mussomeli. Il sindacalista aveva denuniciato: “Noi abbiamo 82 posti letti di cui 50 per acuti e 32 per lungodegenza e riabilitazione, ma questi ultimi li abbiamo sulla carta, ma di fatto non esistono. Chiediamo quindi a chi di competenza che tali due Unità Operative vengano attivate. Un anno e mezzo fa in questa sala, dove si riunirono tutti i sindaci, si parlò anche di tutte le attrezzature in dotazione all’ospedale che però non vengono messe in funzione. Da dieci anni noi denunciamo queste disfunzioni e da dieci anni non riusciamo a fare attivare queste attrezzature. Il dott. Cantaro si era impegnato, ma gli impegni sono rimasti sulla carta. Noi dobbiamo scendere nei problemi. Il dott. Gervaso oggi e il commissario straordinario Virgilio l’altra volta in conferenza stampa, ha detto che la nostra Asp registra molti utenti che si rivolgono ad altre strutture e questo impoverisce il nostro budget. Allora dobbiamo chiederci perché questo avviene? Ho fatto l’esempio banale che per operarsi di emorroidi ci si rivolge a Licata. Per quale motivo questi pazienti vanno a Licata quando all’ospedale di Mussomeli abbiamo cinque chirurghi che potrebbero benissimo operare? Io parlo chiaro ed anche se mi procurerò delle inimicizie non mi interessa, perché o si è incisivi o altrimenti facciamo soltanto passerella. E come ha detto il commissario straordinario, se l’indice occupazionale di questo o quel reparto è basso, l’assessorato regionale chiuderà quei reparti. Cosa dobbiamo quindi aspettare ancora? Che si provveda dunque una buona volta, basta andare a vedere le cose che non vanno”.

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