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Archivio | giugno, 2014

 

Testimonianza e sfogo di un anziano pensionato  su “Giovani In piazza”:  “hanno “sparato” al sacerdote ma  feriti sono rimasti i giovani”

Testimonianza e sfogo di un anziano pensionato su “Giovani In piazza”: “hanno “sparato” al sacerdote ma feriti sono rimasti i giovani”

Enzo NuceraMUSSOMELI – E’ scontro da quando sarebbero apparse sulla stampa parole attribuibili all’assessore Enzo Nucera e diretti all’indirizzo del Rettore del Santuario don Ignazio Carrubba, definendo l’atteggiamento del sacerdote irrispettoso verso l’Amministrazione Comunale per non avere, per tempo, (secondo l’assessore), informato gli organi comunali preposti all’approvazione dell’iniziativa denominata “Giovani in Piazza”. Circostanza questa che sarebbe stata categoricamente ed immediatamente smentita dagli ambienti del Santuario.Come, del resto, sarebbero state definite un macigno le parole dell’assessore Nucera, che continuando nella sua filippica contro il sacerdote sempre sullo stesso argomento, così si sarebbe ulteriormente espresso: “Lui (il riferimento a Padre Ignazio) non è il padrone della città, forse a San Cataldo, nel suo paese si fa cosi, ma a Mussomeli ci si confronta con l’Amministrazione”. Parole da molti ritenute pesanti e che, comunque, si commentano da sole. Per dovere di cronaca va detto che l’iniziativa, a cui qualche mese fa avevano aderito alcune realtà vicine al santuario, ma già da un paio d’anni sprigionata dalla mente fertile di Padre Ignazio, aveva caricato pADRE-iGNAZIOdi entusiasmo gli stessi organizzatori i quali si sono fatti coinvolgere nell’iniziativa per le nobili finalità da raggiungere e tutto mirato a beneficio dei giovani. Adesso, dopo l’ingeneroso e provocatorio assalto verbale nei confronti del sacerdote, sembra essere calato su tutti quanti un silenzio tombale su cui qualcuno dovrebbe fare sentire la propria voce. Sull’episodio di questi giorni, sembrano emergere discordanti chiavi di lettura. “Sciarra” sì e “sciarra no”. Ma, in effetti, come stanno le cose? Così si è espresso, assai amareggiato, un signore della terza età: ”Comunque sia, con le parole riportate dalla stampa, attribuite all’Assessore Nucera, quest’ultimo ha voluto sparare al sacerdote, ma i veri feriti sono rimasti i giovani, in quanto lasciati allo sbando e, purtroppo, delusi dalle Istituzioni”.

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Festa Cuore di Gesù a Santa Maria: comitato non condivide cambio itinerario e non collabora

Festa Cuore di Gesù a Santa Maria: comitato non condivide cambio itinerario e non collabora

OLYMPUS DIGITAL CAMERAMUSSOMELI –   “La Chiesa senza coinvolgere il comitato festa, ha cambiato itinerario della processione del Cuore di Gesù che si tiene da un secolo nel quartiere Santa Maria e noi per protesta annulliamo la festa”. Così ieri mattina il Comitato festa composto dal presidente Francesco Canalella e da Totuccio Giardina, dai fratelli Gianni e Antonio Lanzalaco, dai fratelli Piero e Michele Frangiamore e da Mario Cicero e Totuccio Schifano. E alla luce di quest’altra clamorosa protesta viene da chiedersi cosa sta succedendo a Mussomeli tra tanti fedeli e gli ecclesiastici. Lo scorso anno infatti, fu la confraternita Maria Ss. delle Vanelle a non partecipare alla processione del Corpus Domini protestando anche in quell’occasione per la variazione del percorso voluta dal parroco e il vescovo, il mese seguente, sospese la confraternita. Nelle scorse settimana la polemica ha investito il parroco di San Giovanni che con alcuni parrocchiani avrebbe voluto cambiare la denominazione di Piazza del Popolo in Piazza San Giovanni Battista già Piazza del Popolo. Denominazione non autorizzata dal Comune con conseguente invito al vescovo da parte del parroco, a non venire a Mussomeli lo scorso 24 giugno festa di San Giovanni. Quindi le polemiche sulla croce di Dozulè e sulla manifestazione Giovani in piazza col programma che si accavalla a quello comunale. E in passato, anche le proteste mai venute meno nel corso degli anni, per il veto di salutare in chiesa a conclusione dei funerali. Insomma, malumori a non finire. Di ieri quest’altra bomba scoppiata nel quartiere Santa Maria. Alcuni componenti del comitato lamentano: “Padre Lo Conte ha comunicato in chiesa il nuovo percorso della secolare processione del Cuore di Gesù che si festeggia il 6 luglio. Variazione proposta ed accettata in Curia senza che nessuno del comitato fosse interpellato. E questo nuovo percorso, proposto non è dato sapere da chi, ha escluso storiche strade del quartiere come parte di via Trento e Trieste e quindi via Francesco Salomone e via Santa Lucia, cuore di Santa Maria, includendo al contempo strade di un’altra parrocchia quella del Carmelo, dove vivono pochissime persone. Strade per altro in ripida discesa e pericolose, tant’è che siamo certi il vescovo neppure conosce altrimenti non avrebbe accettato tali variazioni. A tale proposito invitiamo il vescovo a venire in loco e a percorrere tali strade insieme a noi per rendersi conto delle nostre buone ragioni. Non solo, la gente del quartiere s’è rifiutata categoricamente di contribuire come ogni anno all’organizzazione della festa, e senza quattrini non si può pagare la banda musicale né garantire i giochi d’artificio. La gente non ha voluto partecipare perché contrariata da questo cambio di programma, ecco perché per quanto ci riguarda la festa è annullata. Ne abbiamo parlato anche con padre Lo Conte il quale però, dopo avere sentito il vescovo ci ha detto che il percorso rimane quello già deciso, a questo punto, se la facciano da soli la processione”. Il comitato per altro, pochi anni addietro raccolse 6.000 euro per realizzare la statua del cuore di Gesù collocato nel quartiere. Da parte sua padre Lo Conte dice: “I fatti stanno in maniera in diversa. Da dicembre scorso esiste a Mussomeli una nuova parrocchia tant’è che le processioni del Corpus Domini sono state riformante includendo anche quella nuova realtà, e la processione del Cuore di Gesù, che conclude di fatto tali festività, è stata a sua volta riformata, ad evitare che le processioni del Corpus Domini e del Cuore di Gesù passassero due volte nelle stesse strade, escludendone altre. Non è vero quindi che la processione non si farà, ma è soltanto il comitato che si oppone al nuovo percorso e certo non sono la banda né i giochi di artificio che potranno inficiare la processione religiosa. Da parte mia comunque, ho telefonato al nostro vescovo informandolo di questa protesta e il vescovo ha richiamato quello che già sapevamo, ovvero che si tratta di riforme per motivi pastorali, certo non per penalizzare alcuno in favore di altri. Non possiamo però accettare il diktat o si fa come l’anno scorso o la festa non si fa. Noi celebreremo la messa e mal che vada, faremo la processione soltanto in piazza”.

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Rocca Annivina e area abbandonata, erbaccia accatastata e proteste residenti

Rocca Annivina e area abbandonata, erbaccia accatastata e proteste residenti

area sporca a abbandonataMUSSOMELI -“Da settimane hanno falciato le erbacce alte quanto un uomo, ma nessuno ha rimosso i cumuli che sono rimasti lì e si sono seccati. Forse aspettano soltanto che qualcuno vi appicchi il fuoco e così il problema sarà risolto. Non è certo questo il modo di procedere, perché quando si fa un lavoro lo si completa”. Così un residente nella zona Annivina, ai piedi della caratteristica ed omonima Rocca, dove una quindicina di anni addietro quando l’intera Rocca fu messa in sicurezza, venne anche realizzata un’area verde che invero sarebbe un autentico angolo di paradiso se soltanto fosse tenuta come si deve. Ed invece, l’area si presenta sporca e abbandonata. Non solo cumuli di erbaccia falciata ma anche bottiglie di plastica, cartacce ed altro ancora a testimoniare uno stato di abbandono totale. Non solo, in quell’area, anni fa, venne anche allestito un presepe, e quindi furono costruiti capanni, ovili e focolari che nel tempo nessuno ha mai più rimosso. Uno degli operai che prese parte ai lavori di consolidamento della Rocca dell’Annivina ieri commentava: “Quando realizzammo tali lavori, si provvide appunto a realizzare anche quest’aera accessibile ai residenti ed oggi piange il cuore vederla ridotta in questo stato. In seguito furono autorizzati dall’amministrazione comunale i lavori estemporanei per dare vita alla scenografia del cosiddetto presepe del Casale, ma dopo quell’edizione, nessuno ha più provveduto a fare ripristinare lo stato dei luoghi. Un’occupazione temporanea insomma è diventata permanente e tutto questo dà un profondo senso di trascuratezza ad abbandono”. Insomma, alle diverse aree adottate nella parte alta di Mussomeli (Parco urbano, Villa Aldisio, Monumento ai caduti, Monumento Paolo Emiliani Giudici), fa da contraltare il disinteresse totale verso tali aree che versano da sempre in condizioni pessime (campo di bocce, campetti di tennis, abbeveratoio piazza Annivina).

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NEL SOLCO DELLO SPIRITO    (di don Salvatore Callari)

NEL SOLCO DELLO SPIRITO (di don Salvatore Callari)

P.Callari 11IL SERVIZIO DEL COMANDO ! L’espressione rivela una sorta di contraddizione; questo con una veduta puramente umana ( seppure anche in tale dimensione il concetto va … purificato ) chi comanda e chi serve: due categorie diverse. Nella Chiesa, invece, da sempre “l’autorità” è stata concepita come “strumento di servizio”. Gesù dice di se stesso: “ io sono in mezzo a voi come colui che serve”. La festività di questa domenica ci porta a queste riflessioni in modo diretto. E’ la festa dei Santi Pietro e Paolo. Se trova posto nella liturgia, in giorno di domenica, vuol dire che si tratta di una solennità importante. Sappiamo che sono denominati le colonne portanti della Chiesa. Con un servizio diverso, con carismi diversi, stanno alle fondamenta della Chiesa. Da sempre sono stati celebrati insieme, “in gioiosa fraternità”, volendosi esprimere la fecondità del connubio dei doni che loro hanno ricevuto e che hanno messo a disposizione della comunità cristiana. Sono due personalità diverse così come diversa è la loro estrazione sociale-culturale. Pietro, l’umile pescatore, Paolo addottorato maestro del fariseismo. Entrambi, prima di occupare il ruolo definitivo a cui li ha destinati il Signore., sono stati “ricoperti” da qualche ombra: Pietro nella debolezza ha tentennato, negando di conoscere il maestro: Paolo accanito persecutore dei cristiani. Ma entrambi sono stati “ribaltati” ed hanno espresso un grande amore capace di portarli al martirio per il maestro. Testimoni di una fede incrollabile che la persecuzione non ha potuto minimamente scalfire. E così, come canta splendidamente la liturgia: Pietro ha costituito la prima comunità con i giusti di Israele, e professò, col sangue, la fede in Gesù Cristo; Paolo illuminò la profondità del mistero, con la predicazione e gli scritti, il maestro e dottore che annunziò la salvezza a tutte le genti. Con diversi doni hanno edificato la Chiesa. I credenti hanno sempre riconosciuto i due apostoli come giganti della santità. La loro testimonianza è
“ servizio alla verità: servizio con la parola e la vita; servizio con la professione della fede” su cui è fondata la chiesa: una, santa, apostolica. Servizio con la dottrina che ha guidato, e guida la Chiesa nel suo terreno pellegrinaggio, garantendo la sicurezza nella via che conduce alla gloria e all’incontro con Cristo Signore.

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Le spoglie mortali di mons. Giovanni Spinnato nella Cripta del Santuario: E’ l’auspicio lanciato da Padre Ignazio nel 25° anniversario della morte (video)

Le spoglie mortali di mons. Giovanni Spinnato nella Cripta del Santuario: E’ l’auspicio lanciato da Padre Ignazio nel 25° anniversario della morte (video)

Spinnato  2MUSSOMELI – Riposeranno le spoglie mortali del nostro concittadino mons. Giovanni Spinnato nella cripta del Santuario della Madonna dei Miracoli? E’ l’auspicio lanciato alla comunità ecclesiale di Mussomeli , nell’omelia della messa vespertina di sabato sera, celebrata dal rettore Padre Ignazio Carrubba al Santuario diocesano della Madonna dei Miracoli, in occasione del 25° anniversario della morte del sacerdote scomparso. Presenti alla messa, in prima fila, i tre nipoti Francesco, Rosalia e Beatrice Spinnato con le rispettive famiglie. Presenti anche rappresentanti della Congregazione San Vincenzo Ferreri, Confraternita Maria SS. Dei Miracoli, la fraternita laica domenicana di Mussomeli, rappresentanti del Comitato festa, conoscenti ed estimatori del sacerdote scomparso. L’auspicio formulato da Padre Ignazio per l’eventuale tumulazione in chiesa del compianto rettore mons. Spinnato è stato accolto favorevolmente dai familiari e dai presenti. “Già nel santuario – ha sottolineato Padre Carrubba- riposano le spoglie mortali dei primi due fondatori domenicani Padre Langela e Pare Biondolillo”. “Vogliamo ricordare mons. Giovanni Spinnato in questa santa messa – ha detto preliminarmente il celebrante – come colui il quale ha dato vitalità , ha spezzato la Parola, il Corpo di Cristo e l’ha dato come nutrimento al popolo ecclesiale di Mussomeli. Sarebbe auspicabile, in un futuro prossimo, – ha continuato il sacerdote- fare anche riposare le sue spoglie, giù nella cripta, in un posto che lui stesso ha ben designato e desiderato, lasciandovi una lapide dietro la pietra del miracolo dove sta scritta questa incisione: “Mater Mea, Spes mea”, firmato Joannes Spinnato. E’ un augurio, un auspicio che faccio a tutta la comunità ecclesiale di Mussomeli perché bisogna riconoscere, in coloro che hanno lavorato e sudato nella verità evangelica di questo popolo, la santità di vita”.

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“Verde pubblico” in vetrina

“Verde pubblico” in vetrina

erbacce Istantanea 1 (28-06-2014 21-34)MUSSOMELI – Le erbacce nel centro storico sembrano avere messo a tacere gli stessi residenti e sembrano non fare più notizia. Secondo il sentire comune, la gente sarebbe addirittura rassegnata del generalizzato senso di abbandono in cui versano vicoli e viuzze del centro storico, Qui troverebbero loro abituale dimora gatti, piccioni, ratti e forse qualche sporadica famiglia che vive l’isolamento in tutti i suoi aspetti. Per non parlare, della vegetazione, lungo le strade, delle erbacce, ma, addirittura, anche sui tetti, di qualche solitario e rigoglioso ficodindia che appare indisturbato e protetto dalla mano devastatrice dell’uomo. E se le erbacce non fanno più parlare di sé, in quanto forse innocue, ci pensano le pettegoli comari, all’angolo della strada, a fare sfoggio del lungo elenco di strade, dove sarebbe florida, appunto, tale vegetazione, nonostante l’impegno dell’Amministrazione ad arginare tale situazione.. “Sono diverse le strade del paese in tale situazione, commentavano in un capannello, per cui ci sembra impossibile l’intervento, a vasto raggio, per una accurata e capillare pulizia del centro storico”. In effetti, il territorio, nella sua complessità, presenta non solo abitazioni fatiscenti con balconi cadenti, finestre chiuse, ed erba “decorativa” sui muri, il cui silenzio appare sempre più assordante. E in tale scenario, l’ottava del Corpus Domini, che si sta per concludere, sentita dalla comunità Residente Via Santa Margheritalocale, ha indotto chi di dovere di effettuare sopralluoghi per una verifica ambientale, in forte degrado, suggerendo, nella circostanza,anche percorsi alternativi. Infatti, le processioni eucaristiche dell’ottava, ridisegnate nel nuovo percorso, hanno subito, in corso d’opera, cambiamenti, esclusivamente, per via dell’ erbaccia che, in alcuni tratti, l’ha fatto da padrone. Intanto anche quest’ultimo percorso dell’ottava del Corpus Domini è stato modificato e le vie interessate, per la processione eucaristica partendo dalla Chiesa di San Giovanni, è la seguente: Via Santa Maria di Trapani, Via Agrigento, Via Francesco Salamone, Via S. Lucia, Via Vittorio Veneto, Via Gorizia, Via Lomanto, Via Marcuzzo,, Via La Rocca, Via Capodici, Via S. Maria dei Miracoli, Via D’Andrea, rientro nella Chiesa di San Giovanni.

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Al Castello turisti chiedono panchine

Al Castello turisti chiedono panchine

10474902_733355633395943_6654603274137717200_n(1)MUSSOMELI – “E va bene che il castello di Mussomeli non è dotato di ascensore per evitare ai più anziani di sobbarcarsi le erte fino in cima, ma perché non mettere alcune panchine per consentire appunto ai visitatori più anziano dopo quelle faticose salite di potersi riposare qualche minuto prima di proseguire la visita?”. Così domenica scorsa un gruppo di visitatori provenienti da Caltanissetta ma anche dal ragusano, dall’ennese e perfino da Reggio Calabria, hanno lamentato al nostro giornale, dopo avere percorse le salite che portano alla scuderia del maniero manfredonico-chiaramontano, e quindi la seconda erta per raggiungere le sale nobili. E che le stradine di accesso al medievale castello siano faticose da percorrere specie per chi è avanti negli anni e non ha più buone gambe, è dato di fatto dovuto alla storicità dei luoghi. E sotto quest’aspetto c’è invero ben poco da discutere. I visitatori però chiedono a chi di dovere, in questo caso l’amministrazione comunale, di predisporre alcune panchine (in legno o in pietra per ben mimetizzarsi con l’ambiente), così da consentire di tirare il fiato a chi a fatica è arrivato fino in cima. Una segnalazione che certo potrebbe e dovrebbe essere tenuta in debita considerazione. Il castello di Mussomeli infatti, con l’arrivo delle belle giornate, specie nei fine settimana e nei giorni di festa, viene visitato sia da singoli gruppi che da intere comitive e dotarlo di alcuni servizi in più non sarebbe male. Ricordiamo inoltre che sono anche disponibili le guide in lingua su ipad e ipod, per visite virtuali guidate con dovizia di spiegazioni e particolari sui luoghi visitati.

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Comune e azione legale proprietario canile

Comune e azione legale proprietario canile

Municipio-300x225MUSSOMELI – Ha promosso un’azione legale contro il Comune il sig. Elio Ferreri, titolare di un canile ubicato in contrada Bosco che per anni ospitò i cani catturati in zona e negli altri comuni. Canile che poi però fu chiuso per essere ammodernato (ed anche perché i vari comuni non pagavano in tempo le rette per il ricovero dei cani), e i cani vennero trasferiti in un canile in provincia di Crotone. L’atto di citazione al Comune è pervenuto lo scorso mese di aprile. In quell’atto, Elio Ferreri, 56 anni il prossimo ottobre, ha citato il Comune di Mussomeli a comparire dinnanzi il Tribunale civile di Caltanissetta in data 22 settembre 2014, per discutere in merito al diritto vantato dal sig. Ferreri circa la convenzione stipulata col Comune per la custodia e mantenimento dei cani randagi catturati. Il Comune ha quindi deciso di costituirsi in giudizio, al fine di tutelare i propri interessi e le proprie ragioni ed ha affidato l’incarico del legale patrocinio dell’Ente nella vertenza, all’avv. Roberto Indovina con studio in Palermo, che s’è reso disponibile all’incarico. Il canile di Ferreri era composto da 140 posti, ed oltre ai cani catturati nel comune di Mussomeli, ospitava altri randagi provenienti da diversi comuni. All’inizio di giugno del 2009, in accordo con l’amministrazione comunale di allora, gli addetti del canile rifugio “Mister dog” di Rocca di Neto in provincia di Crotone, trasferirono i cani in Calabria. Convenzione che è stata poi rinnovata (andrà a scadere a dicembre di quest’anno), ed il Comune ha continuato a pagare ogni mese il dovuto. L’ultima fattura, la n.152 del 3 giugno 2014, e relativa alla custodia ed al mantenimento dei cani certificati dalle apposite schede di ricovero nel periodo che va dal primo al 31 maggio 2014, ammonta ad € 2.378,88. Insomma mantenere i cani in Calabria costa. A tale servizio bisogna aggiungere anche i costi per l’accalappiamento. E tempo addietro il capogruppo Toti Nigrelli presentò anche un’interrogazione in merito.

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Oggi ultimo  giorno  dell’ ottava del Corpus Domini. Processione dalla chiesa di San Giovanni (2 video)

Oggi ultimo giorno dell’ ottava del Corpus Domini. Processione dalla chiesa di San Giovanni (2 video)

Chiesa San GiovanniMUSSOMELI – Oggi l’ultimo giorno dell’ottava del Corpus Domini che vede in movimento la confraternita del SS. Sacramento di San Giovanni e la comunità parrocchiale di San Giovanni Battista, di cui è parroco don Ignazio Carrubba. Anche in questa parrocchia, il percorso processionale quest0anno è stato ridisegnato. Le vie interessate sono Via S. M. di Trapani, Via Agrigento, Via Francesco Salamone, Via S. Lucia, Via Vittorio Veneto, Via Gorizia, Via Lomanto, Via Marcuzzo, Viua La Rocca, Via Capodici, Via S. Maria dei Miracoli, Via D’Andrea e, in ultimo, rientro nella chiesa di San Giovanni. Intanto venerdì sera processione eucaristica verso le scuole di contrada Prato a cura della Parrocchia di S.Enrico, di cui si può visionale il video. Ieri sera c’è stata, invece, la processione eucaristica della Parrocchia del Carmelo.

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Croce di Dozulè sarà rimontata su area privata

Croce di Dozulè sarà rimontata su area privata

croce-di-Dozulè-e1320229706405MUSSOMELI  – Una nuova versione della croce di Dozulè, (stavolta in legno), sarà installata su un’area privata nei pressi della Rocca dell’Annivina, un centinaio di metri più sotto rispetto a dove sorgeva l’originaria croce di Dozulè in metallo, smaltata di azzurro. Gli irriducibili della croce di Dozulè insomma, che non si sono mai adeguati alle posizioni della Curia e non hanno mandato giù l’ordinanza del sindaco Salvatore Calà, che dopo tre anni di guerra fredda tra Curia e Comune ha fatto rimuovere la croce dal suolo pubblico, hanno già bella e pronta sia la croce che l’area dove collocarla. Non solo: questa volta la croce sarà illuminata e quindi assai più visibile della precedente, tant’è che i tanti che in quella croce si riconoscono, hanno già trasportato le travi (per altro già smaltate di bianco ed azzurro), in un ampio magazzino per consentire ad un’altra persona che a sua volta in quella croce crede, di montare l’impianto elettrico al suo interno. Insomma, se le polemiche istituzionali si sono concluse lo scorso mese di marzo, quando la croce venne tagliata dal suolo e quindi rimossa, quelle dei tanti che in quella croce credevano, tanto da averla realizzata e montata gratuitamente, non si sono mai sopite. Quei mussomelesi insomma che, in quella croce hanno creduto sin dalla prima ora, avevano infatti anche sepolto qualcos’altro nello scavo pubblico dove era stata interrata per un metro e mezzo la base di quella che soltanto in un secondo tempo si scoprì essere una croce di Dozulè, non accettata dalla Chiesa cattolica per i confusi richiami mistici che sottende. All’interno di un contenitore fu inserito un foglio con sottoscritte circa 200 firme dei tanti che, a vario titolo, avevano contribuito a realizzare la croce. E tra i nomi ce n’era anche qualcuno eccellente. I costruttori per altro non ne vollero mai saperne di rimuoverla e rispedirono al Comune l’onere e quindi le spese, per levare quel simbolo azzurro al centro di tanta curiosità. Non solo, hanno sempre ribadito che l’avrebbero collocata in un sito privato e a quanto pare, intendono davvero mantenere la promessa. Se la croce, che è alta oltre 7 metri, verrà installata come sembra sulla Rocca dell’Annivina, non solo sarà quindi visibilissima di giorno ma soprattutto lo sarà anche di notte, perché sarà tutta illuminata. Una sorta di rivalsa contro il vescovo da parte chi non ha mai accettato la rimozione della vecchia croce di Dozulè.

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