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Archivio | marzo, 2016

 

Giornate Fai: “Centro storico bello ma sporco e degradato” di Matteo Spera

Giornate Fai: “Centro storico bello ma sporco e degradato” di Matteo Spera

imMONDIZIAMussomeli – Pubblichiamo l’articolo inviato alla redazione e redatto da Matteo Spera, giornalista in erba  della Prima B presso L’Istituto comprensivo”Paolo Emiliani Giudici”

 

Nelle giornate del 19 e 20 marzo 2016 si sono tenute le iniziative di tutela ambientale e culturale del FAI, presso molti comuni italiani. La manifestazione è stata un successo con più di 700.000 visitatori in tutta Italia.

Lo scritto.

Anche a Mussomeli, noi ragazzi della prima media dell’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici” abbiamo partecipato a queste giornate nazionali e mentre eravamo presso il quartiere della chiesa madre abbiamo ammirato la bellezza del nostro centro storico, ma anche il degrado e la sporcizia che abbondava nei cassonetti.

Questo articolo ha come scopo quello di invitare l’amministrazione comunale a rimuovere i cassonetti dalla piazza antistante la chiesa madre e di far togliere i ganci che penzolano dai balconi pieni zeppi di immondizia; far collocare dei cestini in vimini dislocati nei vari luoghi del centro storico, inserire dei vasi pieni di fiori per abbellire alcuni scorci suggestivi, rimuovere le erbacce dai vicoli in modo che i vari animali non lascino i loro escrementi vicino ad essi.

La colpa è soprattutto di noi cittadini che dovremmo avere più rispetto del nostro paese.

Nel nostro paese ci sono poche aree verdi, molto importanti per il nostro piccolo comune.

Anche le strade del nostro paese sono molto sporche, esse sono piene di cartacce, cicche di sigarette e altri rifiuti.

La colpa non è soltanto dei cittadini ma anche del comune che dovrebbe occuparsi di smaltire i rifiuti.

In questi ultimi tempi la gente sporca le strade perché i cassonetti sono troppo pieni.

Per rimuovere i rifiuti dal centro storico dovremmo realizzare un’attenta raccolta differenziata per riciclare tutte le risorse rinnovabili.

Questo piccolo gesto da parte di tutti noi, oltre a rispettare la natura, eliminerebbe parte dell’inquinamento atmosferico, provocato da discariche e inceneritori.

Tutto ciò dovrebbe essere fatto in modo da incrementare il turismo e dare un nuovo impulso all’economia mussomelese.

Matteo Spera 1 B

Istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici”

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Diminuto il limite di velocità a Castronovo, pioggia di multe  con l’autovelox

Diminuto il limite di velocità a Castronovo, pioggia di multe con l’autovelox

AUTOVELOXMUSSOMELI – A diversi automobilisti che, più o meno frequentemente, percorrono la Palermo- Agrigento, in questi giorni  sono stati recapitati verbali per eccesso di velocità.

Conducenti dal piede pesante? Tutt’altro.

Il motivo è presto spiegato: la variazione del limite di velocità dell’autovelox situato nei pressi di Castronovo di Sicilia, esattamente al km 15,370 della strada statale 189. La riduzione a 40 chilometri orari (in precedenza era di 70) sarebbe da attribuire ai lavori in corso sul quel tratto stradale. Lavori che si sarebbero dovuti completare, secondo il cronoprogramma entro febbraio 2016. Per la verità, ormai da anni, la famigerata Palermo Agrigento è un perenne cantiere, un vero e proprio percorso ad ostacoli.

A causa dei lavori di ammodernamento gli automobilisti  del Vallone, peraltro costretti a

il tratto con il nuovo limite

il tratto con il nuovo limite

utilizzare questa strada che è l’unica arteria di collegamento verso il capoluogo, devono fare i conti con semafori, interruzioni, restringimenti di carreggiata e, ora, anche con la mutata situazione dell’autovelox. Così parecchi conducenti, comprensibilmente contrariati per la sanzione pecuniaria e la decurtazione dei punti, si sono recati dai legali per ricorrere contro il Giudice di Pace competente: quello di Lercara, dove, per ironia della sorte, è presente un altro autovelox.

I discussi lavori che stanno interessando l’arteria (ricordiamo che un viadotto è crollato dopo meno di dieci giorni dalla sua apertura) non solo procedono a rilento ma arrecano intollerabili disagi a chi percorre la strada. Non sono in pochi a rimpiangere la vecchia strada che, ancorchè vetusta e pericolosa, consentiva di raggiungere Palermo da Mussomeli in poco più di un’ora. Oggi, per lo stesso tragitto, se si impiegano due ore abbondanti ci si può ritenere fortunati.

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Mafia di Campofranco: Sospetti capi e affiliati sul banco degli accusati (di Vincenzo Falci)

Mafia di Campofranco: Sospetti capi e affiliati sul banco degli accusati (di Vincenzo Falci)

grande valloneCALTANISSETTA -È stata la Cassazione, poco meno di un anno fa, a rimettere tutto in discussione. O almeno in parte.

Tracciando un nuovo scenario a carico di cinque tra gli originari trenta, e anche più, coinvolti nel maxi blitz antimafia dei carabinieri, nome in codice «Grande Vallone». Che ha inferto un duro colpo a Cosa nostra in quell’area del Nisseno, che storicamente rappresenta lo zoccolo duro della mafia, concentrandosi ancor più approfonditamente sulla zona di Campofranco. E adesso, di quella

nutrita pattuglia di presunti uomini di spicco e affiliati alle cosche, in cinque sono alla sbarra. Per l’appello bis dopo il passaggio in Cassazione che ha annullato il precedente verdetto di secondo grado. Quello che ha riconosciuto colpevoli, con pene oscillanti da un minimo di diciotto mesi e un massimo di sei anni e mezzo, il boss di Campofranco, Angelo Schillaci (difeso dall’avvocato Danilo Tipo), il fratello Alfredo Schillaci (difeso dagli avvocati Antonio Impellizzeri e Rosita La Martina), l’imprenditore campofranchese Angelo Calogero Modica, la moglie Rosalia Rita Nicastro (assistiti dall’avvocato Ninni Reina) e un altro imprenditore, ma di Sutera, Antonio Calogero Grizzanti (difeso dall’avvocato Pietro Sorce). Sono adesso chiamati al cospetto della corte d’Appello presieduta da Salvatore Cardinale (consiglieri Miriam D’Amore e Giovanni Carlo Tomaselli) perché accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa e intestazione fittizia di beni. Più in dettaglio il capo d’imputazione che ipotizza l’esistenza di una testa di legno per la titolarità di azienda è contestata all’unica donna in giudizio.

A sostenere il teorema della procura generale è il sostituto Fernando Asaro. Con Provincia e Ance (assistiti dall’avvocato Giuseppe Panepinto) nelle vesti di parti civili.

Nel precedente appello Alfredo Schillaci è stato condannato a quattro anni e otto mesi per mafia, Rosalia Rita Nicastro a un anno e sei mesi per intestazione fittizia di beni, Angelo Schillaci a 4anni e 6 mesi in continuazione, Angelo Calogero Modica a sei anni e mezzo e Calogero Grizzanti a 4 anni e 8mesi.Mase peri primi due – Alfredo Schillaci e la Nicastro  la Suprema Corte ha annullato totalmente, per gli altri tre imputati ha inferto un parziale colpo di spugna,perché in realtà è arrivata l’indicazione per una rideterminazione delle pene, senza mettere in discus-sione la colpevolezza di fondo degli accusati.

Ora sono stati sentiti gli amministratori giudiziari di aziende che fanno capo a Modica e che sono state sequestrate al momento del blitz dei carabinieri. Secondo gli stessi amministratori, la contabilità non sarebbe stata tenuta in maniera regolare e vi sarebbe stata una certa cointeressenza tra varie società.

Era l’aprile di cinque anni addietro quando sono stati eseguiti una trentina e anche più di provvedi-menti cautelari e, tra le altre ditte, sono scattati ai sigilli a un impianto di calcestruzzo gestito da Angelo Calogero Modica e dalla moglie. Confisca poi esclusa dalla Cassazione.

Vincenzo Falci

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Giornalisti: oggi  a Caltanissetta assemblea dell’Ordine

Giornalisti: oggi a Caltanissetta assemblea dell’Ordine

Riccardo Arena

Riccardo Arena

PALERMO -L’assemblea dell’Ordine dei giornalisti si terrà oggi alle ore 12  al Centro  polivalente Abbate a Caltanissetta. Previsto un evento formativo, l’approvazione del bilancio preventivo 2016 e consuntivo 2015, la consegna di riconoscimenti ai giornalisti che hanno raggiunto i 35 e i 50 anni di iscrizione all’albo. L’assemblea sarà presieduta dal presidente dell’Ordine Riccardo Arena. In mattinata ci sarà un incontro  con una rappresentanza delle scuole superiori della città che potranno per l’occasione conoscere meglio il mondo del giornalismo, confrontandosi con il presidente dell’ordine Riccardo Arena, i componenti del direttivo e altri giornalisti di chiara fama.. Dalle ore 9,30 alle ore 11,30, l’evento formativo su “Testo unico dei doveri del giornalista”. Relatori: Teresa Di Fresco, vicepresidente Odg Sicilia; Giovanni Paterna, giornalista; Giovanni Liguori, avvocato; Nino Caleca, avvocato.

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Stasera a Canicattì “Miss Bella In Carne”, il concorso di bellezza per taglie generose

Stasera a Canicattì “Miss Bella In Carne”, il concorso di bellezza per taglie generose

missibelleincarneMUSSOMELI – “Miss Bella In Carne” sbarca in Sicilia.

Si terranno, infatti, oggi a Canicattì le selezioni per il Sud Italia della quinta edizione del concorso nazionale riservato alle bellezze over size le cui finali sono previste a Roma nel luglio prossimo.

L’appuntamento è fissato per stasera, alle 21,00, con ingresso libero, al Quinto Livello, noto locale del centro agrigentino. Ad organizzare l’evento è l’associazione “Amarsi un po’” della stilista romana Elisabetta Viccica in collaborazione con “Evha&Eva” e Pregiro. Le aspiranti “Miss Bella in Carne” devono essere maggiorenni, di nazionalità italiana e vestire taglie dalla 48 in sù, senza alcun limite; due le sezioni del concorso: “Under 35” e “Over 35”.

A condurre la serata saranno il dj agrigentino Bepi Amorelli e missebelleincarne2l’attrice Bonaria Decorato, testimonial di “Evha&Eva”. La composizione della giuria sarà resa nota nei prossimi giorni. Nella mattinata che precede l’evento, le partecipanti poseranno per un servizio fotografico in città.

<<Non cerchiamo modelle – spiega l’organizzatrice del concorso, Elisabetta Viccica – ma donne che vogliono mettersi in gioco dimostrando di star bene con se stesse a prescindere dalla taglia>>.

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Venerdi’ la Cool Jazz chiude la stagione con Nello Toscano e il suo quintetto

Venerdi’ la Cool Jazz chiude la stagione con Nello Toscano e il suo quintetto

cooljazzMUSSOMELI -Terzo ed ultimo appuntamento della decima stagione “Suoni per la città”, venerdì 1 Aprile, alle ore 21.00, organizzato dall’associazione musicale “Cool Jazz” che, nella splendida sala dell’ “Antica Pasticceria Normanna” di Mussomeli , vedrà esibirsi il Nello Toscano 5tet in Patchwork, formazione composta da: Nello Toscano contrabbasso, Rino Cirinnà tenore sax,  Carlo Cattano sax baritono e flauto, Seby Burgio piano, Peppe Tringali drums.

Patchwork project 3 è un lavoro musicale di Nello Toscano. Un progetto che ripercorrendo le emozioni più significative del jazz moderno e dell’area mediterranea si spinge su un terreno musicale che lo conduce a nuove sintesi senza mai perdere di vista la storia e i suoni della musica improvvisata del novecento. Al progetto  partecipano Rino Cirinnà, sax soprano e tenore, e Carlo Cattano, flauti e sax baritono. Entrambi i musicisti, dotati di grande sensibilità, nei momenti improvvisativi, raggiungono un’ottima sintesi e un’intensa espressività. Al pianoforte, un giovane musicista molto apprezzato, Sebi Burgio, dotato di raro talento, riesce a dare alla musica un sapore di spontanea naturalezza gioiosa nei brani dinamici e intenso lirismo nelle atmosfere riflessive. Alla batteria Peppe Tringali che riesce a cogliere e a valorizzare le intenzioni ritmiche di Nello Toscano, che talvolta sconfinano in territori non sempre legati alla tradizione del jazz.

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Forse i frati della Misericordia nel convento dei francescani

Forse i frati della Misericordia nel convento dei francescani

chiesa San FrancescoMUSSOMELI. Saranno verosimilmente i frati della Fraternita dei Servi della Misericordia della Copiosa Redenzione – fondata in Brasile da padre Wilton Morales Lopes e già operanti nella nostra Diocesi – a proseguire la secolare tradizione della presenza dei frati a Mussomeli.

Presenza che allo stato attuale è rappresentata soltanto dai francescani, attivi da cinque secoli nell’omonimo convento adiacente la chiesa del Poverello d’Assisi. Senonché, come è noto, a seguito di apposito decreto emanato dal Padre Generale dei francescani, il convento chiuderà i battenti il prossimo 30 giugno. E venendo a mancare i francescani che tanto bene hanno operato ed operano, per perpetuare la presenza dei frati in città, il vescovo Mario Russotto ha pensato di affidare ai Servi della Misericordia la chiesa di San Francesco.

La notizia è stata anticipata dall’arciprete don Pietro Genco durante la messa solenne in onore di San Giuseppe, lo scorso 19 marzo, vigilia della Domenica delle Palme, giornata in cui anche il vescovo avrebbe dovuto dare l’annuncio a tutta la comunità mussomelese, durante l’ora di preghiera alla madrice, alla presenza dei confraternite e congregazioni. Annuncio che tuttavia s’è preferito rimandare anche perché allo stato attuale i fraticelli tutt’ora presenti a Mussomeli, l’anziano fra’ Luigi Sapia e il superiore fra’ Antonio Caruso, al di là del decreto, non hanno ricevuto alcuna comunicazione da parte del ministro provinciale, circa la loro nuova destinazione. E così il vescovo, per rispetto alla tunica di San Francesco, ha preferito evitare nuove polemiche dopo quelle dello scorso anno quando, nonostante i suoi reiterati tentativi, non riuscì a mettersi in comunicazione col provinciale, fra’ Giambattista Spoto, per tentare di scongiurare la chiusura del convento (ufficialmente per mancanza di vocazioni) e quindi salvaguardare la presenza dei francescani in città, dove sono molto benvoluti.

Il vescovo scrisse anche un’accorata lettera al Ministro Generale dell’ordine, Padre Marco Tasca, 119° successore di San Francesco per perorare tale causa, ma fu tutto inutile. E così dopo mezzo millennio di umile servizio, se non interverranno fatti nuovi, i francescani saranno costretti a fare le valigie fra tre mesi. A darne notizia a fine messa lo scorso 3 gennaio, fu proprio fra’ Antonio Caruso che con voce rotta dalla commozione lesse il decreto datato 23 dicembre 2015, con cui si stabilisce che “Il Convento di San Francesco dell’Immacolata in Mussomeli, è soppresso a partire dal 30 giugno 2016”.

Le motivazioni ufficiali circa la prossima dismissione del convento (saranno chiusi anche i conventi di Noto e Ragusa) chiamano in causa la crisi di vocazioni ma poiché qualche dubbio rimane, avremmo voluto chiederne conferma al ministro provinciale. I nostri tentativi di rintracciarlo però sono andati a vuoto.

Pare tuttavia che il provinciale dovrebbe tornare a Mussomeli a giorni per incontrare i due frati rimasti ed informarli della decisione del Definitorio circa la loro destinazione. L’ultima volta venne lo scorso dicembre quando insieme al vescovo celebrò il 50° di sacerdozio di Padre Sapia. E proprio padre Sapia sta concludendo un libro sulla secolare storia dei francescani giunti a Mussomeli nel lontano 1526. Certo non pensava l’anziano fraticello che sarebbe toccato proprio a lui l’ingrato compito di doverne scrivere anche la fine della permanenza nella terra di Manfredi.

I frati da parte loro preferiscono non parlare di questa dolorosa vicenda che li tocca da vicino, anche se lo stesso padre Sapia ha formulato una sua proposta ai propri superiori, ovvero che il convento di S. Francesco venga trasformato in eremo, in cui i frati francescani possano stare come volontari e non con lettera obbedenziale. “Questa – ha dichiarato – è stata la mia proposta al Definitorio provinciale: mi auguro che l’accettino e così almeno la presenza di noi frati francescani possa continuare”.

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Per la giornata del Fai i ragazzi documentano una profanazione del centro storico

Per la giornata del Fai i ragazzi documentano una profanazione del centro storico

il muro imbrattato immortalato dai ragazzi

il muro imbrattato immortalato dai ragazzi

MUSSOMELI – Hanno mostrato i tesori racchiusi nel centro storico e, loro malgrado, hanno testimoniato, attraverso una foto, l’atto di qualche sconsiderato che ha voluto imbrattare un antico edificio in prossimità della torre civica. Nelle giornate di sabato 19 e domenica 20 marzo, in occasione delle giornate Fai, gli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo “Paolo Emiliani Giudici”, hanno svolto il ruolo di  guide tra strade, vicoli e chiese del quartiere Madrice. Proprio nella Terravecchia, la sensibilità dei ragazzi per il patrimonio storico-artistico mussomelese, li ha spinti a immortalare, tra l’indignazione di tutti, uno scempio perpetuato ai danni della Terravecchia. In prossimità di via Chiaramonte, in una delle zone più antiche del paese, qualche incivile ha deturpato la parete di un  edificio con un orrendo ed improvvido  graffito raffigurante un cuore, realizzato, verosimilmente, con  bombolette spray. I ragazzi dell’Istituto diretto dalla professoressa Alessandra Camerota, da studenti si sono trasformati in insegnanti: impartendo una lezione di civismo a chi non rispetta, profanandoli, i luoghi che sono segno della nostra storia. Probabilmente l’autore o gli autori di questo atto vandalico avranno un’eta superiore a chi ha condannato, incondizionatamente, il loro gesto. Questo episodio è la prova dell’importanza dell’iniziativa scolastica di diffondere la cultura  e il rispetto per la propria storia, solo in questo modo si potranno formare coscienze vigili e attente alla tutela dei beni storico-artistici che pullulano nel paese manfredonico. Se, al contrario, noi adulti e mussomelesi,  profaniamo le bellezze e il passato che abbiamo ereditato, ogni discorso sulla valorizzazione del patrimonio artistico e conseguente potenziamento del turismo è destinato a rimanere nell’alveo delle buone intenzioni che mai troveranno attuazione.

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Gli abitanti di S. Enrico si riappropriano della “Brivatura” della Madonna delle Vanelle

Gli abitanti di S. Enrico si riappropriano della “Brivatura” della Madonna delle Vanelle

7496_1721732414728973_7285105160368172880_nMUSSOMELI – Nata da un’idea di Francesco Amico, grazie all’apporto di un gruppo di volontari, è stato possibile il recupero dell’abbeveratoio Madonna delle Vanelle, Ciò confermerebbe il fatto che viviamo in un tempo post ideologico dove semplici cittadini si mettono insieme per realizzare quella che viene chiamata cittadinanza attiva. Un’idea spontanea tesa a recuperare quindi la memoria vandalizzata e ferita di un bene culturale quale quello dell’abbeveratoio della Madonna delle Vanelle. Un tempo, l’abbeveratoio che dava da dissetare a uomini ed animali, nel recente presente si era ridotto ad essere immondezzaio e luogo disfatto delle bellezza passata. Con l’aggravante che il posto di passaggio non era poi tale se si pensa che era situato all’entrata sud-est del paese provenendo da Caltanissetta. Qualcosa di deturpato e di infamante che offendeva la vista dei tanti cittadini che si erano abituati ad uno dei tanti scempi paesaggistici del nostro amato paese. Forse, non un caso il fatto che diversi abitanti del quartiere, quello di Sant’Enrico, con spirito di solidarietà e di partecipazione, prontamente hanno risposto alla chiamata al lavoro di Francesco Amico: chi con la manodopera gratuita, chi offrendo materiale e mezzi, chi elargendo contributi in denaro per le spese necessarie al recupero. Ad opera conclusa e anche durante l’effettuazione dei lavori, gli abitanti del quartiere e tanti cittadini incuriositi hanno mostrato senso di riconoscenza e di gratitudine nei confronti di chi si è speso volontariamente per ripristinare ed abbellire un luogo diventato triste e segno di grave decadimento urbano ed architettonico. Il significato di questo gesto, nella convinta determinazione del gruppo di cittadini volontari, sta a evidenziare che non tutto è perduto in questo tempo di crisi, economica e valoriale, e che il desiderio del bello e della vivibilità del luoghi della città è sempre possibile laddove la buona volontà si mette a lavorare, al di là di pie intenzioni volontaristiche o di retoriche politiche che nulla hanno da dire e da fare. Ci sembra poco ringraziare questi cittadini che, senza alcuna sollecitazione, hanno deciso silenziosamente di operare per quello che viene chiamato il nostro bene comune. Non fosse altro per riaffermare il valore indiscusso di una identità storico-antropologica che aveva fatto della bellezza passata un segno concreto dell’essere tutti appartenenti alla comunità locale. Questo il punto di resistenza all’incuria di una presunta modernità che significa semplicemente ignoranza e bieca trascuratezza dei luoghi. E’ giusto dunque citare e ricordare i nomi di tutti quelli che sono stati protagonisti indiscussi del recupero dell’abbeveratoio Madonna delle Vanelle, nella speranza che simili iniziative vengano riproposte e siano da esempio e testimonianza per i nostri giovani: Francesco Amico, Gero Messina, Vincenzo Vigna, Giuseppe Spoto, Gianluca Licata, Calogero Guasto, Salvatore Caruso, Gianni Bertolone, Francesco Bertolone, Rosario Mingoia, Pasquale Messina, Vincenzo Dilena, Aliseo Lanzalaco, Gianni Falzone, Salvatore Falzone, Francesco Lo Muzzo, Francesco Messina, Silvio Messina, Calogero Scannella, Giuseppe Consiglio, Calogero Dilena, Gian Vincenzo Calà e Antonello Morreale.

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La Giunta di Pasqua2016 a Mussomeli: le foto e il video

La Giunta di Pasqua2016 a Mussomeli: le foto e il video

giunta pasqualeMussomeli – La tradizionale “Giunta” di Pasqua a Mussomeli, con l “annacata di li Santi” , ovvero  le statue di Gesù risorto,della Madonna di Pasqua e di San Michele e la relativa processione.

Le foto

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

e il video


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