VigroEuronics
1 in alto sinistra

 

 

 

 

monticelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Archivio | maggio, 2016

 

Scuole calcio giovanili: presente anche l’ASD DON BOSCO di MUSSOMELI  – Galleria Fotografica

Scuole calcio giovanili: presente anche l’ASD DON BOSCO di MUSSOMELI – Galleria Fotografica

fotogruppoMussomeli – Festa finale “PICCOLI AMICI”  a San Cataldo per le seguenti scuole calcio autorizzate dal S.G.S. della lega:asd Averna-asd CL Calcio-Pol.invicta CL-Pol.Nuova Pro Nissa-asd Real Sommatino-asd Real Sommatino-asd Real Nissa-fcd Serradifalco-asd Sport Club Nissa 1962-apd Riesi 2002 e la ASD Don Bosco Mussomeli quasi 130 ragazzi la maggior parte del 2008 alla presenza del Presidente del Comitato Provinciale Prof.Giuseppe Anzaldi e del suo collaboratore Angelo D’Auria e di un numeroso pubblico formato principalmente dai genitori si sono divertiti tantissimo affrontantosi in mini partie di 7 contro 7 e 4 contro 4.Al di la del risultato delle mine partite si è notata l’educazione e la semplicità di tutti i ragazzi ma anche la cordialità tra i vari mister e responsabili delle “SCUOLE CALCIO”.
Per l’ASD DON BOSCO MUSSOMELI che con il gruppo di ragazzini tra i più numerosi ha ben figurato nelle partite alla guida dei tecnici Daniele Misuraca-Nino Lanzalaco e del coll.del settore Domenico Tulumello erano presenti:Lorenzo Belfiore-Giovanni Cavarretta-Antony Corradengo-Paolo Favata-Pietro Genco-Andrea Messina-Giulio Messina-Vittorio Minnella-Davide Misuraca-Samuele Misuraca-Cristian Piazza-Simone Romito-Riccardo Sola-Mario Vigna.Alla fine saluti e abbracci con foto finale e un arrivederci al prossimo anno

1.632 Letture

 

 

Scritto in SportComments (0)

 

Mussomeli,  anziano spruzza l’alcool sul barbecue e si ustiona

Mussomeli, anziano spruzza l’alcool sul barbecue e si ustiona

barbecueMUSSOMELI. E’ stato trasferito d’urgenza al Centro grandi ustioni di Palermo un anziano dell’agrigentino che nell’accendere il barbecue per l’arrosto domenicale, sembra abbia utilizzato la classica quanto temibile bottiglia di alcool poi esplosagli addosso. L’uomo, un settantenne dell’agrigentino che risiede da tempo in Lombardia, a quanto è dato sapere, domenica all’ora di pranzo era impegnato nell’accendere la carbonella del barbecue per arrostire della carne. Probabilmente per accelerare i tempi della combustione avrà pensato di adoperare una bottiglia d’alcool, irrorando la carbonella. Al momento di allentare però la pressione sulla bottiglia, si sarà originata una pressione negativa dell’aria tale da provocare appunto un ritorno di fiamma tanto potente quanto devastante. Quindi l’esplosione della bottiglia di alcool e le fiamme che hanno investito il malcapitato in pieno petto, alle braccia ed al viso. Immediatamente soccorso, l’uomo – che si trovava nel suo paese d’origine, Casteltermini – è stato trasportato quindi all’ospedale “Maria Immacolata Longo” di Mussomeli, dove il personale in servizio domenica pomeriggio s’è preso cura di lui. Si è poi reso indispensabile il trasferimento presso un centro specializzato nella cura delle grandi ustioni. Essendo tuttavia l’elicottero già impegnato in un altro trasferimento, l’uomo è stato accompagnato a Palermo a bordo di ambulanza. Per fortuna le sue condizioni, seppure serie, non destano preoccupazioni per la vita.

4.072 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Arti Mariziali Koshido Budo: cverimonia di consegna – galleria fotografica

Arti Mariziali Koshido Budo: cverimonia di consegna – galleria fotografica

4b5426f5-ed20-4830-805d-d5c23e411d76Mussomeli -Si è concluso  l’anno “marziale” per gli allievi della Scuola di Arti  Marziali Koshido Budo. Dopo gli esami di cintura e la cerimonia di  consegna,  i piccoli allievi si sono esibiti venerdì 27 maggio  nella performance di fine anno.

I bambini che si esibiranno domani,  fanno parte del progetto  Koshido Budo Compagno di Vita, un progetto sposato dal I° e dal II°  Circolo Didattico di Mussomeli diretti dal Prof. Salvatore Vaccaro e  dalla prof.ssa Alessandra Camerota. E’ il secondo anno infatti che i due  dirigenti, danno la possibilità agli alunni della scuola dell’infanzia,
primaria e secondaria di primo grado di frequentare i corsi di arti  marziali all’interno della loro scuola. La disciplina del Koshido Budo,  ideata dal Sensei Michele Lattuca,da anni ormai collabora con scuole e  università per la crescita dei ragazzi, affiancando e coadiuvando il  lavoro dei docenti. La Scuola, è ormai riconosciuta a livello nazionale  da molti enti di promozione sportiva e dalla Fijlkam, l’unica  federazione in Italia riconosciuta dal Coni.

LA GALLERIA FOTOGRAFICA

 

 

1.714 Letture

 

 

Scritto in EventiComments (0)

 

Prostituzione, droga e mafia: mano pesante della procura

Prostituzione, droga e mafia: mano pesante della procura

prostituzioneCaltanissetta – Dieci condanne per mafia e un sospetto giro di prostituzione e droga. Le ha chieste la procura nei confronti di altrettanti imputati coinvolti nella maxi inchiesta dei carabinieri, nome in codice «Kalyroon», e che hanno chiesto di essere giudicati in abbreviato. Altri sono sotto processo con il rito ordinario.

Passando già per lo sconto di pena di un terzo previsto dal rito abbreviato è di 24 anni la richiesta di pena per il presunto boss sancataldese Maurizio Calogero Di Vita;  27 anni e 4 mesi di carcere per Antonio Domenico Cordaro e 8 anni e 8 mesi per il figlio, Calogero Luca Cordaro; proposti  12 anni  a carico di Vincenzo Scalzo così come per Vincenzo Ferrara e Elis Deda albanese d’origine; segue Fabio Ferrara sul pende pende una richiesta di 4 anni;  9 anni ciascuno per i sancataldesi Angelo Giumento e Pietro Mulone; infine, 10 anni per Salvatore Cordaro (fratello di Antonio Cordaro). Questo il quadro, severo, che il pm Stefano Luciani ha prospettato al gup Alessandra Giunta a carico dei dieci imputati che,  a vario titolo, sono chiamati a difendersi dalle accuse di prostituzione anche minorile, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, associazione mafiosa aggravata dall’essere armata e traffico di droga.

Tutto nel gran calderone di un’inchiesta della polizia che nel marzo dello scorso anno ha fatto scattare una pioggia di ordini di custodia cautelare per un’operazione che, secondo gli inquirenti, avrebbe inferto un duro colpo ala mafia di San Cataldo.

210 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Usura e finanziarie imbrogliate, quattro nei guai

Usura e finanziarie imbrogliate, quattro nei guai

usura_01Caltanissetta – È per truffe a società finanziarie che in quattro sono chiamati sul banco degli imputati . Sono due sospetti usurai, il loro debitore che poi sarebbe stato costretto a divenire a sua volta complice di un grosso imbroglio e  un autosalonista compiacente. Tutti coinvolti in una storia, secondo la tesi della procura nissena, che segue  un cliché già visto e rivisto. Sì perché l’accusa ha ritenuto che avrebbero effettuato compere  utilizzando documenti falsificati. E, nel caso specifico, l’acquisto sarebbe legato a un Suv. Auto, peraltro, poi rivenduta a un autosalonista anch’egli finito nel vortice dell’inchiesta perché ritenuto consapevolmente accondiscendente. Questi i contorni di una vicenda un po’ intricata e partita da un prestito in denaro con pretesa di restituzione a condizioni da cravattaro. Fino a costringere il debitore – che già aveva saldato il sospeso perdendoci per una lussuosa auto – a trasformarsi in complice. Per mettere in piedi una presunta truffa ai danni di una finanziaria per l’acquisto di un’auto. Suv che sarebbe stato acquistato accendendo un finanziamento ottenuto attraverso la presentazione di documentazione fasulla. E che sia stata taroccata lo ha confermato l’ipotetico richiedente quel fido, che era all’oscuro di tutto. Sì perché i documenti presentati in concessionaria, foto a parte che sarebbe stata quella dei sospetti truffatori, riportava invece le sue generalità.

1.336 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Camion giu’ da un viadotto, muore autotrasportatore

Camion giu’ da un viadotto, muore autotrasportatore

viadotto-420x315Caltanissetta – Nuova tragedia sulla bretella autostradale della A19 Palermo-Catania. Un autotrasportatore ha perso la vita finendo giu’ da un viadotto. La tragedia s’e’ consumata a tardissima sera lungo il raccordo dell’autostrada all’altezza del bivio per Santa Caterina. Francesco Di Falco, 47 anni, di Vittoria e’ finito giu’ da un ponte dopo avere perso il controllo del suo camion. Stava trasportando, per conto di una ditta ragusana, frutta e verdura. Improvvisamente ha perso il controllo del suo “Iveco” e dopo  avere sfondato le barriere metalliche e’ finito nel vuoto. Poi il tremendo impatto dopo un volo di parecchi metri. Inutili i soccorsi. Quando ambulanze, carabinieri e vigili del fuoco sono arrivato sul luogo della tragedia non v’era piu’ nulla da fare. Le condizioni del camionista erano gia’ disperate e da li a poco e’ deceduto.
Secondo una prima ricostruzione investigativa potrebbe esser stato un malore o un colpo di sonno la causa dell’ennesiama sciagura dell strada che si consuma su questo tratto gia’ tristemente noto alle cronache perche’ altro sangue s’e’ versato in passato.

2.942 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Breccialfiorata 2016: la Galleria Fotografica

Breccialfiorata 2016: la Galleria Fotografica

?

?

Acquaviva Platani – Le foto della Breccilafiorata  di Acquaviva Platani del Corpus Domini  edizione 2016 .

Le foto

(clicca sulle immagini per ingrandirle)

123 Letture

 

 

Scritto in EventiComments (0)

 

Si ribalta auto in via Palermo

Si ribalta auto in via Palermo

autoribaltataMussomeli – Un incidente avvenuto in pieno centro.

Ieri sera poco dopo le 22, nella centralissima via Palermo, un’auto si è letteralmente capovolta.

La conducente è stata trasferita  all’ospedale ma pare che, fortunatamente, non abbia riportato lesioni gravi.

Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia municipale per transennare la zona e garantire la sicurezza della strada, mentre una folla di curiosi si è asssembrata nel luogo in cui è avvenuto l’incidente.

Ancora in fase di accertamento le cause e le dinamiche che hanno portato al ribaltamento dell’autovettura.

8.741 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

«Cemento impoverito», il verdetto della Cassazione

«Cemento impoverito», il verdetto della Cassazione

cementoimpoveritoCaltanissetta – Scandalo del cemento a una svolta. Già perché dal punto di vista processuale, almeno sotto l’aspetto penale, la  Cassazione ha scritto la parola fine. Perché sono prescritti i reati di frode in pubbliche forniture e truffa allo Stato nei confronti dell’ex dirigente della «calcestruzzi spa», Fausto Volante. Già nel procedimento d’appello le due ipotesi erano state giudicate troppo datate dalla Corte. E gli “ermellini”, in questo nuovo passaggio, non si sono espressi sulla legittimità proprio perché i fatti sono prescritti.

Tuttavia ha rimandato gli atti alla corte d’Appello civile perché nei confronti dello stesso imputato si era costituito paret civile il Comune di Gela per via di due opere che sono state ritenute tra quelle realizzate con cemento impoverito. E sono, in particolare il nuovo palazzo di giustizia e il porto isola entrambi di Gela. La corte d’Appello dovrà verificare eventuali responsabilità civili da parte dello stesso Volante nei confronti del Comune di Gela. Solo per ipotetici danni eventualmente da quantificare.

In precedenza il procedimento penale d’appello ha fatto pure registrare, nell’ottobre di due anni fa, l’assoluzione perché «il fatto non sussiste» per un’altra imputazione piovuta sul capo dello stesso ex capo area. La parte in questione di verdetto è riferita alla contestazione di illecita concorrenza aggravata dall’avere favorito Cosa nostra. Ora la parola passerà ai giudici civili.

1.254 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

Scandalo del Polo tessile, condanne definitive per due contabili

Scandalo del Polo tessile, condanne definitive per due contabili

riesi polo tessileCaltanissetta – Due condanne definitive per il Polo tessile di Riesi. Le ha fissate la quinta sezione penale della Cassazione che rigettato i ricorsi presentati da due professionisti che, in un secondo tempo, sono stati coinvolti nello scandalo del “Tessile”. Quello che poco meno di undici anni fa ha fatto naufragare definitivamente il sogno industriale di Riesi, facendo scattare pure provvedimenti restrittivi.

In quel dossier, in un secondo tempo, sono entrati anche i nomi di due commercialisti, Antonio Vetro e Cataldo Bancheri, che sono stati denunciati per bancarotta fraudolenta. La stessa imputazione che ha retto in tutti e tre i gradi del giudizio passando solo per uno sconto di pena. Per ultimo al cospetto della Suprema Corte che ha reso inappellabili, adesso, la condanna a 2 anni e 8 mesi per Bancheri ed a 3 anni e 4 mesi per Vetro, anche se la procura generale ha proposto l’accoglimento dei loro ricorsi.

In più dovranno versare provvisionali, in totale, per 200 mila euro – in ragione di 50 mila euro per ditta – in favore di quattro società che appartenevano allo stesso gruppo industriale e che sono state nelle veste di parti civili. Le quattro aziende in liquidazione sono la «Fima confezioni», la «Confezioni Italia», «Aurora confezioni» e la «Alice confezioni» a cui andrà anche un risarcimento dei danni in funzione dell’entità che stabilirà il giudice civile.

Secondo la tesi degli inquirenti i due professionisti avrebbero ”ritoccato” le scritture contabili delle aziende che fanno capo al Polo Tessile

1.173 Letture

 

 

Scritto in CronacaComments (0)

 

 

 

 

 

This site is protected by wp-copyrightpro.com