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Strage in discoteca turca, Riccardo Piparo: “Sconvolto, il Reina uno dei posti migliori in cui ho suonato”

Riccardo Piparo, a sinistra al rRina

Riccardo Piparo, a sinistra al Reina

MUSSOMELI – La strage di Capodanno avvenuta a Istanbul dove hanno perso la vita 39 persone ha impressionato, per modalità e ferocia con la quale è stata eseguita, tutto il mondo e, forse, ha suscitato sentimenti di sgomento ancora più forti tra chi è stato nel night club dove si è consumata una vera e propria carneficina di innocenti.

Tra questi, il dj  Riccardo Piparo che al “Reina” ha suonato una decina di anni fa. “Sono sconvolto,  -racconta il produttore – nonostante siano  passati oltre 10 anni da quando ho lavorato in quella discoteca, è uno dei locali che più mi ha colpito favorevolmente, sicuramente uno dei posti  più belli, ricercati tra le tantissime discoteche dove ho lavorato. Ha lasciato in me un ricordo indelebile. Mi sono esibito con i  De-Javu, eravamo primi in classifica in Turchia,  in occasione di una serata party organizzata dal noto brand di whiskey Jack Daniels. Questo rende l’idea di quanto il locale fosse laico e occidentale. Anche sul fronte della sicurezza era all’avanguardia, all’ingresso erano presenti i metal detector. La clientela era piuttosto facoltosa, molti arrivavano con lussuose imbarcazioni, attraccando sul Bosforo. Restai letteralmente ammaliato dalla bontà dei ristornati, tanto che raccontai a mio padre, appassionato di cucina e buona forchetta, che lì mangiai il migliore   pesce di sempre. Il Reina mi piacque così tanto che espressi al mio tour manager  il desiderio di tornare a lavorarci il prima possibile. Credo che sia stato scelto come target dai terroristi  perchè, in Turchia, è il luogo simbolo dell’Occidente. Dentro non ci sono donne vestite con  veli o burka, si beve alcool, c’è cucina internazionale con le migliori prelibatezze degne dei migliori  ristoranti stellati e gli avventori vestono in modo ricercato. Non mancano fiumi di champagne e  donne bellissime, insomma si trova una clientela che potrebbe essere quella di un qualsiasi locale esclusivo di Ibiza o in America”.  A questo punto  chiediamo a Riccardo se,  dopo questi  fatti inquietanti, è possibile che il popolo della notte possa  disertare le discoteche per timori di attentati. “Penso e spero proprio di no. Gli attentati sono stati anche in ristoranti, nelle stazioni e negli aeroporti. La gente continua a viaggiare, a mangiare fuori e, sono certo, che continuerà a divertirsi. Del resto se si facesse il contrario, faremmo il gioco dei terroristi che, attraverso la paura, vogliono immobilizzarci. Al massimo aumenteranno le misure di sicurezza ma questo è un bene. Quello del 2016  è stato  il ventisettesimo Natale consecutivo trascorso a Mussomeli e in cui ho lavorato come dj, c’erano tanti ragazzi che non erano nati quando io ho iniziato a stare dietro i piatti. Cambiano le mode, gli stili musicali,  ma in fondo, la voglia di divertire e divertirsi che anima il popolo della notte è sempre la stessa. Non  farà tornare in vita le 39 persone morte  ma per questo 2017  mi auguro fortemente  che i responsabili dell’attentato di Capodanno  in Turchia vengano subito assicurati alla giustizia”.

Un breve video di Riccardo nel locale di Istanbul

 

di

- che ha scritto 444 articoli su Castello Incantato.


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