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Archivio | maggio, 2017

 

La follia di «Blue Whale» investe ragazzina del Nisseno, salvata a scuola

La follia di «Blue Whale» investe ragazzina del Nisseno, salvata a scuola

Caltanissetta – Lo chiamano il gioco della morte. La follia di “Blue Whale” tocca anche il Nisseno. Stringendo nella morsa una ragazzina quattordicenne che è stata salvata in tempo.

Una ragazzina di Riesi che s’era chiusa in bagno, a scuola, e v’è rimasta per parecchio tempo. Così da fare preoccupare insegnanti e, soprattutto, i compagni di classe che sapevano che la ragazzina era entrata nel tunnel di quel gioco infernale. Che nell’arco di cinquanta giorni, passando per una serie di forme di autolesionismo che sfiorano la tortura e con totale aberrazione mentale inducono il giovane partecipante al suicidio.

Una follia del terzo millennio che ha già seminato morte uccidendo decine e decine di giovani anche in Italia.

Ora anche il Nisseno, che finora era rimasto fuori da questa spirale, è stato lambito. È il primo, concreto campanello d’allarme.

Per buona sorte in questo caso i compagni hanno lanciato l’allarme e sono stati allertati i soccorritori. Con la ragazzina che s’era barricata dentro cominciando le prime incisioni alla mano. Lo ha poi ammesso agli stessi soccorritori.

Segnale, questo, che era entrata tra i partecipanti da una settimana. Perché il sistema perverso, con un “curatore”  che passo dopo passo induce al suicidio sotto l’infame slogan «riprendi la tua vita», è scandito da tappe ben precise.

Con prove progressivamente sempre più allucinanti che prevedono prima incisioni alle mani, poi al labbro, poi alle braccia e via via notti in bianco a visionare film horror, ad ascoltare musiche sataniche e altri riti su questa falsa riga che annientano, pian piano la resistenza di chi si lascia tentare da questa follia.

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Maxi inchiesta su truffe e droga, in 27 dal gup: vanno tutti a giudizio

Maxi inchiesta su truffe e droga, in 27 dal gup: vanno tutti a giudizio

Caltanissetta – Associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, associazione a delinquere finalizzata al traffico di cocaina, singoli episodi di spaccio di droga e  ricettazione.

Con queste accuse nelle scorse ore il gup Francesco Lauricella ha rinviato a giudizio 27 imputati coinvolti in più inchieste che poi sono state riunite in un unico dossier della procura nissena.

Il lungo elenco comprende i nomi di Santo Giammara,  49 anni. Salvatore Sardo di 30 anni Salvatore Falzone,  53 anni,   Rosario Felice Gagliano di 63,   Paolo Greco, 45 anni,   Orazio Arcidiacono,  47 anni,    Michele Giarratana, 42 anni,   Michele Daniele Giambri di 42,     Michelangelo Botta di 38,    Luigi Matera, 45 anni    Joseph Massimo D’Alberti, 37 anni, Ivan Zebb Matera di 37,    Giuseppe Lo Re di 37,    Giovanni Cordaro di 44,   Giorgio Pio Lo Magno, 36

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Meccanici “ripulivano” nel Varesino auto rubate, arrestati padre e figlio nel Nisseno

Meccanici “ripulivano” nel Varesino auto rubate, arrestati padre e figlio nel Nisseno

Via Barrali 64 zona Rocca Cencia la compagnia CC Frascati ha scoperto capannone dove sezionavano auto rubate, tutte di grossa cilindrata – Via Barrali 64 zona Rocca Cencia la compagnia CC Frascati ha scoperto capannone dove sezionavano auto rubate, tutte di grossa cilindrata – fotografo: Mario Proto

Caltanissetta – La loro officina sarebbe stata trasformata in una sorta di centrale per il riciclaggio di auto rubate. Questa la contestazione che i carabinieri di Saronno hanno mosso, tra gli altri, anche a due gelesi coinvolti in una operazione dei carabinieri che ha toccato le province di Varese, Milano, Torino e Caltanissetta.

Inchiesta che alla fine ha fatto scattare sette provvedimenti cautelari emessi dal gip  di Varese, di cui cinque in carcere e due sottoposti con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Nella rete sono finiti anche padre e figlio di Gela, i meccanici Crocifisso Massimo Trainito e il figlio Giampaolo Giuseppe, quarantanovenne il primo, ventenne l’altro. Ma è interessata anche la moglie del primo, una donna quarantottenne sottoposta ad obbligo di firma in caserma.

A lor carico, ma anche degli altri coinvolti nell’operazione, la procura di Saronno ha contestato i reati, a vario titolo, di Sono accusati a vario titolo di furto pluriaggravato, riciclaggio e ricettazione.

L’indagine ha preso corpo dopo il ritrovamento di alcuni fuoristrada di provenienza furtiva che erano all’interno di un cortile. Era un anno fa. Lì i militari sono arrivati seguendo il segnale di un antifurto satellitare installato su un potente suv.

Dai proprietari di quell’area è arrivata l’indicazione, girata ai militari, che a chiedere di lasciare lì quei mezzi sarebbero stati padre e figlio, meccanici e loro conoscenti.

Le indagini, poi hanno squarciati i veli su un presunto sistema di “ripulitura” della auto rubate che si sarebbe nascosto all’interno dell’officina dei due Trainito. Dove sarebbero stati modificati numero di telaio e quant’altro era utile all’identificazione dei mezzi rubati. Qualcosa come una decina i mezzi rubati durante l’operazione dei carabinieri.

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Nisseni nel mondo, premi alla pittura e alla cultura

Nisseni nel mondo, premi alla pittura e alla cultura

Caltanissetta -Premio per l’edizione 2017 della manifestazione Nisseni nel mondo. Sarà anche l’occasione per l’inaugurazione del nuovo monumento creato dall’artista Lillo Giuliana dedicato proprio al tema della manifestazione.

I due premiati che si sono distinti ed ai quali andrà il riconoscimento sono componenti della Società nissena di storia patria presieduta da Antonio Vitellaro.

Sono Oscar Carnicelli per la sua opera pittorica e Luigi Santagati per la cultura. La cerimonia è in programma per la sera del 31 maggio, a partire dalla 19.30, alla villa Amedeo di Caltanissetta.

Il leitmotiv della manifestazione è “con il territorio nel cuore per trarre spunti di rilancio e sviluppo, per celebrare e onorare personalità positive.

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Corsi pilotati al «minorile», ex direttrice chiamata in tribunale

Corsi pilotati al «minorile», ex direttrice chiamata in tribunale

Caltanissetta – È stata chiamata in tribunale perché dovrà subire un processo per l’inchiesta dei carabinieri relativa ai corsi professionali per ragazzini detenuti.

È la ex direttrice del carcere minorile di Caltanissetta Alfonsa Micciché che si sottoporrara a dibattimento insieme ai figli Fabrizio e Federica, i responsabili della cooperativa «Iopervoiperio»  William Daniele Antonio Di Noto e dell’Enaip, Salvatore D’Antoni, la dipendente della Onlus l’«Araba fenice» Gaetana Rosaria Migali e Emiliano Maria Longo incaricato come docente per corsi professionali destinati ai minori reclusi-

I sette – difesi dagli avvocati Davide Anzalone, Raffaele e Riccardo Palermo, Emanuele Limuti, Walter Tesauro,  Diego Giarratana, Rudy Maira, Robert Ranieli e Carlo Petitto – sono accusati,  a vario titolo, di associazione a delinquere e reati contro la Pubblica amministrazione. E si va dalla corruzione, all’abuso d’ufficio e, ancora, induzione indebita.

È sull’onda di una inchiesta dei carabinieri che i sette – ma v’è un’ottava posizione stralciata – sono finiti nell’occhio del ciclone per i sospetti corsi pilotati. Che – secondo l’impianto accusatorio – sarebbero stati affidati a società compiacenti in cambio d’incarichi a familiari o amici della ex direttrice dell’istituto penale minorile. E sono quattro i corsi finiti al centro del dossier dal 2013 fino al 2015.

A settembre saranno chiamati in tribunale quando, nei loro confronti saranno parte civile la Cgil  e il ministero della Giustizia (assistiti, rispettivamente, dagli avvocati Massimiliano Bellini e Giuseppe La Spina).

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Sabato prossimo a Mussomeli 2° memorial “Vincenzo Ricotta” all’insegna della solidarietà

Sabato prossimo a Mussomeli 2° memorial “Vincenzo Ricotta” all’insegna della solidarietà

MUSSOMELI – Anche quest’anno l’ ASD Mussomeli insieme con l’Associazione Vivi ricorderà la figura  di Vincenzo Ricotta scomparso alcuni  anni fa  a causa di un male incurabile.

Sabato 3 giugno, presso la palestra comunale, avrà luogo il 2° memorial “Vincenzo Ricotta” per ricordare un giovane esempio di dolcezza e sensibilità d’animo, come ha detto l’allenatore della scuola calcio Salvatore Castiglione al quale hanno fatto eco le parole dei mister Michele Torquato  e Salvatore La Mattina.  

A quella che sarà  una giornata  all’insegna  dello sport e dell’aggregazione sono state invitate alcune scuole calcio  della provincia di Caltanissetta e  Agrigento  che faranno giocare i bambini delle categorie piccoli amici pulcini  ed esordienti.

Il programma prevede   un momento di fraternità ed accoglienza alle h 15.00 e a seguire  tornei di calcio  a 5 e, grazie alla  collaborazione  con l’ associazione Vivi e Bimbilandia sono previsti altri momenti ludici.  Il responsabile del settore giovanile  del Mussomeli calcio, Vincenzo Sorce: “La giornata  del sabato  sarà un momento di solidarietà. Ogni  bambino porterà in dono generi alimentari per quelli bisognosi di Mussomeli”.

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Arresti e denunce dei carabinieri a Mussomeli, Villalba e Acquaviva

Arresti e denunce dei carabinieri a Mussomeli, Villalba e Acquaviva

MUSSOMELI – Una piccola piantagione di canapa trovata in casa a Villalba, che si affianca a tre denunce e un arresto che era stato effettuato pochi giorni fa. Questi gli esiti di un servizio di controllo del territorio effettuato dai carabinieri di Mussomeli.

A Villalba, nell’abitazione di un 62enne, P.I., i militari hanno trovato 14 piante di canapa indiana. Da qui la segnalazione alla procura per coltivazione illegale.

Ad Acquaviva, invece, un 51enne di Campofranco, C.S. è stato trovato con diverse munizione in auto. Altre ne sono state poi trovate nel suo appartamento. É stato denunciato per detenzione e porto illegale delle stesse cartucce.

Durante analoghi controlli i carabinieri di Vallelunga hanno fermato a un posto di controllo un 34enne di Valledolmo che aveva con se un po’ di hashish. Gli è stata ritirata la patente di guida ed è finito per essere segnalato in via amministrativa alla prefettura.

Nel frattempo i militari di Vallelunga hanno scoperto un 33enne, L.O., che s’era messo al volante dopo avere bevuto troppo. É stato smascherato dalla prova dell’etilometro. Anche per lui è arrivata la denuncia, in questo caso per guida in stato di ebbrezza.

Queste le risultanza del servizio effettuato dai carabinieri della compagnia di Mussomeli, sotto il coordinamento del capitano Luigi Balestra.

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Bulli in azione, giovani immigrati picchiati a sangue

Bulli in azione, giovani immigrati picchiati a sangue

GELA – Se la questione razziale sia stato l’elemento scatenante o no è uno delle zone grigie dell’inquietante vicenda. Legata a un vero e propri pestaggio notturno ad opera di un gruppo di bulli.

Che a tardissima sera hanno preso di mira due giovanissimi immigrati. Due etiopi che sono stai pestati a sangue proprio davanti una sala giochi nel centro storico di Gela.

Un pestaggio voluto e cercato, secondo una prima ricostruzione della polizia che sta indagando sull’accaduto. Durante l’aggressione sarebbe saltato fuori anche qualche coltello. Già perché uno dei due giovani stranieri, una volta accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale, avrebbe presentato diverse ferite da arma da taglio.

Un pestaggio gratuito. Senza alcuna ragione. Con i due malcapitati che sarebbero stati colpiti con tutto: probabilmente anche con un bastone, oltre a quel coltello che sarebbe saltato fuori.

Quando la polizia è arrivata degli aggressori non v’era più traccia. Sono state raccolte alcune testimonianze ma da alcune immagini che la polizia potrebbe trarre indicazioni preziose per smascherare i colpevoli. Le indagini, in tempi non lunghi, potrebbero approdare a una svolta.

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Mussomeli: l’arrestato si difende: non ho minacciato nessuno

Mussomeli: l’arrestato si difende: non ho minacciato nessuno

MUSSOMELI – «Non ho minacciato nessuno». Così s’è difeso nelle scorse ore l’agricoltore di Mussomeli arrestato per resistenza a pubblico ufficiale.

Il cinquantacinquenne M. S. – difeso dall’avvocato Massimiliano Bellini – comparso dinanzi il giudice per la convalida, s’è difeso. E dopo la conferma del provvedimento restrittivo è stato rimesso in libertà. Ma dovrà presentarsi in caserma, dai carabinieri, per firmare il registro di presenza.

Dovrà subire un processo che è figlio della testardaggine che lo ha cacciato nei guai.

Perché per tre volte s’è presentato nel terreno di un vicino, con la convinzione, invece, che fosse suo. «Me lo ha affittato mia sorella», ha replicato ai militari in uno dei tre interventi durante i quali gli sono state sequestrate, in tempi differente, tre zappe.

«Questa proprietà è mia» ha risposto ai militari intervenuti in quel fondo di contrada Indovina, appena dietro la sua abitazione di via Leonardo da Vinci.

E quando i carabinieri, prima di arrestarlo, gli hanno ricordato che una sentenza del tribunale di Caltanissetta aveva riconosciuto che quella proprietà non era sua, lui è come andato in tilt.

«Siete corrotti, come lo è stato il giudice e difendete uno che ha un atto falso. La proprietà è mia, io so come sono messe le carte. Nella mia proprietà mi sequestrate le zappe ed a loro non gli fate nulla».

E quella resistenza, per quanto passiva, gli è poi costato l’arresto per resistenza. Ma ai domiciliari ha trascorso solo una notte. Poi, con la convalida, è tornato libero in attesa di giudizio.

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Torna il riunirsi il consiglio comunale di Mussomeli

Torna il riunirsi il consiglio comunale di Mussomeli

MUSSOMELI –  Convocato con urgenza il consiglio comunale dal presidente Calogero Valenza. L’assemblea cittadina si riunirà il 31 maggio alle ore 18. Tra gli argomenti in discussione l’istituzione dell’ufficio Europa oggetto di una recente  interrogazione, l’adesione alla zona franca per la legalità e la nomina del collegio dei revisori per il triennio 2017-2020.

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