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Categoria | Cultura, Società

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Tratti e Ritratti: Antonio Mistretta, il medico col vezzo della memoria

ROMA – Antonio Mistretta è un medico con il vezzo della memoria. Vive tra Catania e Roma ma il suo cuore continua a battere per Mussomeli. Attualmente, oltre ad avere la cattedra di Igiene all’università etnea, dirige, nello stesso ateneo, il corso di laurea in scienze infermieristiche e collabora ad attività di ricerca epidemiologica nel campo nutrizionale.

In tema di prevenzione ha ideato, per conto dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, “L’isola dei fumosi” che una giuria ha premiato come migliore app no-profit d’Italia per persuadere i giovani e i giovanissimi dei danni provocati dal tabacco. Grande successo ha avuto pure il kit di didattica ludica per l’educazione alimentare chiamato “Mangioco” voluto dalla sezione regionale dell’Airc, mentre altre iniziative sono in cantiere. Ma il professore Mistretta, la cui famiglia ha radici a Mussomeli e Villalba, cerca di far rivivere un mondo che esiste, ormai, solo nella memoria di chi lo ama. E’ così che Mussomeli ritorna la città europea in cui gli intrecci familiari sono storia politica, delle lettere e delle idee. Scavando (con metodo e disposizione all’indagine psicologica) nel punto di intersezione in cui memoria, racconto ed affetti diventano, praticamente, indistinguibili sono nati i due romanzi “Casa di pietra” e “Archivi del sud”. Quest’ultimo rovescia il punto di vista dell’opera di Marguerite Yourcenar, per raccontare la saga dei Sorce-Malaspina, l’antica famiglia della Lunigiana della quale Antonio è discendente. 

“Pur non avendo mai vissuto a Mussomeli ed essendo, anzi, colpevolmente latitante, il legame è rimasto molto forte. La figura chiave della mia infanzia, quella alla quale resto debitore del mio amore per la cultura, è la zia Maria Mistretta, animatrice, nel secolo scorso, insieme con altri personaggi femminili, della vita culturale del Vallone. A pensarci, nel cuore della Sicilia, per un pò di tempo, si è vissuto come se ci si trovasse a Vienna o a Parigi”.

Proprio domani cade il 15° anniversario della scomparsa del padre di Antonio: il medico, professore di fama e dirigente di istituzioni culturali Antonino Mistretta, al quale, due anni fa, è stata intitolata una strada di Mussomeli e “la cui assenza – dice Antonio – ha fatto risalire in me il legame ancestrale con il paese di origine”. Certo che anche la personalità poliedrica di Antonino rimanda alla temperie culturale della  Mussomeli di un tempo. Se Roma è il luogo dove Antonio si incontra con la moglie Flavia, docente di diritto europeo che ha deciso di abbracciare la carriera di chef ottenendo riconoscimenti persino del prestigioso New York Times, a Catania il professore Mistretta torna sempre nella sua casa del centro storico. Lì custodisce cimeli di famiglia, carteggi, fotografie di antenati, personaggi della cultura isolana e persino la testimonianza di qualche scrittore che ha fatto la storia della letteratura. D’altra parte, lettere e medicina sono spesso andate a braccetto, fino a toccare i vertici di Anton Čechov o di Arthur Conan Doyle.

 

di

- che ha scritto 112 articoli su Castello Incantato.


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