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Categoria | Attualità

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“Non solo fisco” (a cura della dott.ssa Gabriella Panepinto) 1/ Aprire la partita Iva con il regime forfetario

Oggi trattiamo un argomento indirizzato soprattutto ai giovani  e a tutti coloro che hanno un sogno nel cassetto, quello di mettersi in proprio, ma hanno paura di realizzarlo per non farsi travolgere dal vortice delle imposte, delle scadenze,  degli adempimenti burocratici.

Aprire la partita iva comporta il sostenimento di costi annuali, sia fissi che variabili. Si va dal pagamento dei contributi inps, alla parcella del commercialista, alle imposte sui redditi.

Prima di avventurarvi nel mondo del lavoro autonomo è bene quindi sapere a cosa si va incontro. Proverò a darvi una mano con questo articolo.

Spesso la domanda che viene rivolta da chi vuole aprire un’ attività è la seguente: “ Quanto costa in un anno in termini di imposizione fiscale, mettersi in regola? ”.

Sembrerebbe una domanda da un milione di dollari, ma in realtà è possibile stabilire un punto di partenza, innanzitutto  nella scelta del regime fiscale da adottare.

Capita spesso, infatti, che ancor prima di iniziare, appena il cliente sente parlare di iva, irpef, irap, ires, inps, inail, spesometro, liquidazioni periodiche,aliquote a scaglione,  eccetera, eccetera, pensa che io stia parlando un’altra lingua e rischia di non fare il grande passo.

Non tutti sanno che esiste, dal punto  di vista fiscale e amministrativo, un modo semplice e quasi indolore per mettersi in proprio.

L’art. 1 commi da 54 a 89 della legge 190/2014, ha introdotto, infatti,  nel nostro ordinamento il cosiddetto “Regime Forfetario”, per le imprese e lavoratori autonomi di piccole dimensioni.

Tale regime di fatto annulla e sostituisce il vecchio regime dei minimi, mantenendone alcuni aspetti e apportando significative modifiche al criterio di determinazione del reddito.

CARATTERISTICHE PRINCIPALI DEL REGIME FORFETARIO

Il regime forfetario è l’unico regime agevolato che può essere adottato sia dai contribuenti che intendono intraprendere una nuova attività sia dai soggetti che sono già attivi, previa la verifica della sussistenza dei requisiti di accesso nell’anno precedente a quello di adozione del regime stesso. In caso di inizio attività l’accesso al regime va effettuato presumendo il rispetto dei requisiti.

Ma vediamo insieme quali sono questi requisiti:

dal punto di vista soggettivo, cioè dei soggetti che possono adottarlo, il regime è fruibile dalle persone fisiche esercenti un’attività d’impresa, arte o professione incluse le imprese familiari. Ne sono escluse quindi le società.

Dal punto di vista oggettivo, tali soggetti devono rispettare contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • Limite dei ricavi e compensi da  €25.000 a €50.000 a seconda dell’attività esercitata
  • Spese di lavoro dipendente non superiori a € 5.000 lordi
  • Costo complessivo dei beni strumentali non superiore a € 20.000

Tali requisiti, come già detto, dovranno essere verificati per coloro che sono già in attività sui dati dell’anno precedente, mentre per chi inizia su dati presunti.

Il limite dei ricavi cambia a seconda del settore di attività ed è individuabile in una tabella in cui ,per tipologia di codice ateco, viene individuato il limite di fatturato corrispondente. Ad esempio per il commercio all’ingrosso e al dettaglio il limite di fatturato è di €50.000 annui.

Quali sono le semplificazioni contabili e fiscali previste dal regime forfetario?

Innanzitutto,  i contribuenti che adottano tale regime operano in franchigia da iva, cioè sono esonerati dall’applicazione dell’imposta e da tutti gli adempimenti connessi ovvero:

  1. Non si addebita l’iva sulle fatture emesse, né sugli scontrini o ricevute fiscali;
  2. Di contro non si detrae l’iva sugli acquisti;
  3. Esonero dalla tenuta dei registri iva delle fatture emesse, dei corrispettivi e degli acquisti;
  4. Esonero dalla liquidazione e versamento dell’iva;
  5. Esonero dalla dichiarazione iva e dallo spesometro;

I contribuenti che operano all’interno del regime dovranno soltanto numerare e conservare le fatture di acquisto e certificare i ricavi mediante l’emissione delle fatture, degli scontrini o ricevute fiscali. L’emissione della fattura rimane quindi obbligatoria senza comunque l’addebito dell’iva, dovrà invece essere indicato che si tratta di “un’operazione senza l’applicazione dell’iva” con l’indicazione della norma di riferimento. Sulle fatture, scontrini o ricevute superiori a €77,47 si dovrà invece applicare l’imposta di bollo da € 2.

SEMPLIFICAZIONI IN MATERIA DI IMPOSTE DIRETTE

Per quanto riguarda le imposte sul reddito dovute dai contribuenti in regime forfetario la più importante  semplificazione riguarda le imposte da pagare: infatti mentre il regime di tassazione ordinaria prevede l’applicazione dell’irpef con un’aliquota minima del 23% e dell’irap con un’aliquota del 4,82%, nel regime forfetario tali imposte sono escluse e sostituite da un’unica imposta sostitutiva del 15%.

Infine ulteriori esoneri sono:

  • esclusione dall’irap
  • esclusione dagli studi di settore e parametri

COME SI CALCOLA IL REDDITO E L’IMPOSTA

Come dice lo stesso nome, nel regime in esame il reddito viene calcolato forfetariamente applicando al fatturato il coefficiente di redditività previsto in funzione del codice ateco che contraddistingue l’attività svolta, e sul reddito così determinato al netto dei contributi previdenziali versati, si applicherà l’imposta sostitutiva del 15%.

Tabella dei codici ATECO per il Regime Forfettario

Gruppo di settore Cod. Attività ATECO 2007 Valore soglia ricavi/compensi

2016

Coefficiente di redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10-11) 45.000 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio 45 – (da 46.2 a 46.9) – (da 47.1 a 47.7) – 47.9 50.000 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40.000 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 – 47.89 30.000 54%
Costruzioni e attività immobiliari (41 – 42 – 43) – (68) 25.000 86%
Intermediari del commercio 46.1 25.000 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (55 – 56) 50.000 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari e assicurativi (64 – 65 – 66) – (69 – 70 – 71 – 72 – 73 – 74 – 75) – (85) – (86 – 87 – 88) 30.000 78%
Altre attività economiche (01 – 02 – 03) – (05 – 06 – 07 – 08 – 09) – (12 – 13 – 14 – 15 – 16 – 17 – 18 – 19 – 20 – 21 – 22 – 23 – 24 – 25 – 26 – 27 – 28 – 29 – 30 – 31 – 32 – 33) – (35) – (36 – 37 – 38 -39) – (49 – 50 – 51 – 52 -53) – (58 – 59 – 60 – 61 – 62 – 63) – (77 – 78 – 79 – 80 – 81 – 82) – (84) – (90 – 91 – 92 – 93) – (94 – 95 – 96) – (97 – 98) – (99) 30.000

Ma cerchiamo di capire meglio con un esempio:

il signor Rossi ha un’attività di commercio al dettaglio il cui fatturato è di 40.000 euro (limite 50.000 euro). Nella tabella dei coefficienti di redditività per il settore commercio si applica il 40%: ciò significa che per calcolare il reddito imponibile basta moltiplicare il fatturato per il coefficiente di redditività

Reddito imponibile lordo = 40.000*40%= 16.000

Contributi previdenziali pagati nell’anno = 2.700

Reddito imponibile netto= 16.000 – 2.700= 13.300

Imposta sostitutiva 15% = 13.300*15%= 1.995

ULTERIORI AGEVOLAZIONI PREVIDENZIALI E PER LE NUOVE ATTIVITA’

Gli artigiani e commercianti iscritti alla corrispondente gestione inps potranno scegliere di applicare la riduzione del 35% sui contributi previdenziali obbligatori entro il minimale. Ciò comporta che la rata inps trimestrale sarà ridotta del 35%

Infine un’ultima e importante agevolazione riguarda le nuove attività, che potranno usufruire per i primi 5 anni dell’ulteriore riduzione dell’imposta sostitutiva dal 15% al 5%.

 

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