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Categoria | Cronaca, In Primo Piano

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«Non disse il vero su un delitto», condannata donna di Mussomeli

MUSSOMELI –  È per falsa testimonianza su un delitto che una donna originaria di Mussomeli è stata condannata in appello. Così com’era già avvenuto nel primo processo.

Quando la settantacinquenne Concetta Luvaro è stata condanna a un anno e 8 mesi perché – è l’impianto dell’accusa – avrebbe indotto il cinquantaseienne Gaetano Lauricella Ninotta a non dire il vero su un omicidio.

Tutti e due erano stati chiamati in causa come testimoni per il delitto dell’agricoltore settantaduenne Angelo Anello, ucciso a Serradifalco, in contrada Grottarossa in particolare, nel luglio di dodici anni fa. Sarebbe stato assassinato per la compravendita di un suo vigneto.

Ad ucciderlo sarebbe stato il possidente cinquantenne Gaetano Gioacchino Mario Marturana che nell’aprile scorso è stato condannato al carcere a vita per il delitto in questione. Verdetto che è stato blindato dalla cassazione che lo ha reso definitivo.

E Luvaro e Ninotta, in quel procedimento, erano stati chiamati sul banco dei testimoni.

Secondo l’accusa lo donna  mussomelese avrebbe indotto il coimputato non dire la verità in aula a fronte di una ipotetica ricompensa da parte dell’imputato del procedimento principale per omicidio.

 

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- che ha scritto 1085 articoli su Castello Incantato.


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