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Archivio | giugno, 2017

 

Prima tra le “Banche piccole”: riconoscimento per la BCC “San Giuseppe” di Mussomeli

Prima tra le “Banche piccole”: riconoscimento per la BCC “San Giuseppe” di Mussomeli

ROMA – Presso gli studi di Cinecittà è avvenuta la premiazione dei vertici del gruppo bancario Iccrea e del consiglio di amministrazione di Iccrea Banca.  Del gruppo fa parte la BCC “San Giuseppe” di Mussomeli, una banca che oltre a proporre soluzioni integrate e opportunità innovative, punta soprattutto allo sviluppo del sistema locale.

Il Gruppo bancario Iccrea ha valorizzato le BCC che hanno sviluppato più business con prodotti e servizi del gruppo. Nell’ambito dei riconoscimenti, la Banca di Credito Cooperativo “San Giuseppe” di Mussomeli, inserita nella categoria “Banche piccole”, è risultata prima classificata a livello nazionale tra le banche di credito cooperativo appartenenti alla stessa categoria. L’attività presa in considerazione è quella sviluppata nel segmento institutional che comprende servizi come cartolarizzazioni, crediti, sistemi di pagamento, amministrazione titoli, servizi di recupero crediti, servizi web e di call center.

 

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Ladri in azione in un supermercato…rubano i carrelli

Ladri in azione in un supermercato…rubano i carrelli

CALTANISSETTA – Che la fantasia dei ladri, forse anche stuzzicati dalla crisi, non abbia spesso confini, lo dimostrata questo colpo. Che quanto a singolarità non pecca di certo.

Già perché è stato preso di mira un supermercato, uno dei punti Eurospin di Caltanissetta, ma non per rubare soldi o merce. No. Da lì i ladri hanno preso i carrelli metallici utilizzati dai clienti per fare compere.

Li hanno sganciati dalla zona esterna dove erano sistemati, proprio davanti l’ingresso del supermercato, e dopo averli caricati su un camioncino – peso e ingombro della refurtiva lo rendevano necessario – sono andati via.

L’azione è stata messa a segno durante la notte e nessuno, in zona, si sarebbe accoro di nulla. Niente, neanche un rumore.

Così i ladri, indisturbati com’erano arrivati, sono andati via con il loro carico di un centinaio di carrelli.

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Morì in ospedale, medici sotto accusa

Morì in ospedale, medici sotto accusa

CALTANISSETTA – Medici sotto accusa per la morte di un paziente. Deceduto in ospedale dopo essere rimasto per una giornata ricoverato in osservazione.

La vittima è l’ex minatore Calogero Cravotta, morto una sera di fine aprile di sei anni fa.

Per il suo decesso sono finiti alla sbarra due medici del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta,  Giuseppe Narbone e Michele Licata  – assistiti dall’avvocato Giacomo Butera – chiamati a rispondere di omicidio colposo.

Mentre i familiari della vittima non sono parte civile. In realtà non hanno neanche presentato denuncia. È stata la procura, autonomamente, ad aprire l’inchiesta.

Per l’accusa l’uomo sarebbe morto per problemi cardiaci che non sarebbero stati riscontrati.

Per la difesa, invece, è per una questione respiratoria legata all’attività professionale della stessa vittima.

Adesso i periti nominati direttamente dal giudice Valentina Balbo, un medico legale e un cardiologo, sarebbero giunti alla conclusione che i due sanitari chiamati sotto accusa non avrebbero responsabilità.

Il quadro clinico del paziente sarebbe stato già così compromesso da essere inevitabile il tragico epilogo. E per problemi respiratori, non cardiaci.

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Stalking a una prof, assolto ex marito

Stalking a una prof, assolto ex marito

CALTANISSETTA – Non ha perseguitato la sua ex moglie: una prof. Cadono nel vuoto le contestazioni a carico di un impiegato trascinato alla sbarra dalla denuncia presentata da  sua moglie.

Assoluzione per il quarantottenne Sandro Marcenò – difeso dall’avvocato Gianluca Amico – finito in giudizio per rispondere di stalking.

M ail giudice Giuseppina Figliola lo ha assolto con formula piena. Facendo cadere nel vuoto le richieste sia della procura, che ha sollecitato la condanna a un anno e sei mesi, sia della parte civile, ovvero la ex moglie quarantenne – assistita dagli avvocato Antonio e Salvatore Falzone. Che oltre a proporre un pronunciamento di colpevolezza ha pure chiesto il risarcimento dei danni.

Ma la sentenza ha chiuso le porte in faccia. Secondo la tesi accusatoria l’avrebbe tartassata con decine e decine di telefonate, Poi presunte minacce, anche in presenza dei suoceri.

Una situazione che sarebbe andata avanti per un paio di anni, fino a quando lei ha deciso di rivolgersi ai carabinieri per presentare una denuncia,

Le indagini hanno fatto il resto, ma adesso le accuse non hanno retto al dibattimento.

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Beni in odor di mafia, maxisequestro della Dia

Beni in odor di mafia, maxisequestro della Dia

CALTANISSETTA – Beni in odor di mafia sui quali mette le mani lo Stato. Il provvedimento è stato emesso dal tribunale su proposta del direttore della Dia, Nunzio Antonio Ferla. Il decreto di sequestro, eseguito dagli agenti della Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, ha colpito una coppia gelese.

Lui il quarantacinquenne Valerio Longo, in realtà è di origini tedesche. Lei, la quarantatreenne Monica Rinzivillo è di Gela.

Entrambi, marito e moglie, nel dicembre di undici anni fa sono stati tra i novantuno coinvolti nella maxi inchiesta antimafia ribattezzata “Tagli pregiati”.

A loro sono stati adesso sequestrati 6 attività commerciali attive a Gela nei settori della costruzione, assemblaggio, montaggio e manutenzione di impianti industriali e chimici, , diversi rapporti bancari e assicurativi e 5 immobili.

Marito e moglie da quell’inchiesta antimafia del 2006 ne sono poi usciti con la condanna divenuta definitiva. Secondo i magistrati sarebbero stati con le loro imprese a totale disposizione della famiglia Rinzivillo di Gela.

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Mafia e politica, l’elenco degli arrestati nel blitz “Polis”

Mafia e politica, l’elenco degli arrestati nel blitz “Polis”

CALTANISSETTA – Cento euro per ogni voto e promessa di assunzioni. Questo, mediamente, il prezzo che sarebbe stato pagato per ogni voto “comprato”. É quanto è emerso tra le pieghe dell’indagine della polizia,nome in codice “Polis”.

L’inchiesta per voto di scambio con la mafia ha coinvolto, oltre l’ex sindaco di Niscemi, Francesco la Rosa, anche l’ex assessore ai Lavori pubblici Calogero “Carlo” Attardi, i fratelli Salvatore e Giuseppe Mangione, Francesco Alesci ritenuto vicino all’ex boss, ora pentito Giancarlo Giugno anch’egli al centro dell’inchiesta e, ancora, Giuseppe Attardi, Salvatore Ficarra che poi sarebbe stato assunto nella dita del padre di Attardi e, infine, Francesco Spatolo.

Secondo la spaccato tracciato dai magistrati della Dda nissena, l’ex sindaco e attuale consigliere comunale

La Rosa, Salvatore e Giuseppe Mangione, Giuseppe e Calogero Attardi sono stati tirati in ballo per voto di scambio con la mafia.

L’ex boss Giugno, Alesci, Spatola e Ficarra sono accusati di associazione mafiosa.

Alcuni, tra gli indagati, si sarebbero impegnati per la campagna elettorale di Attardi. In particolare – per l’accusa – Alesci e i fratelli Mangione.

Per i magistrati l’elezione di la Rosa, e non soltanto la sua, sarebbe stata “sponsorizzata” da Cosa nostra. Con gli ex boss Giugno e Barberi che si sarebbero impegnati in prima persona. Gliincontri tra i capi mafia sarebbero avvenuti in aperta campagna. Tutto filmato dagli investigatori.

Lo steso La Rosa faceva parte di quella giunta comunale di Niscemi che tredici anni addietro era stata sciolta per infiltrazioni mafiose.

E Barberi avrebbe pure chiesto ad Attardi per la sua elezione a consigliere prima 20 mila euro e poi altri 22 mila.

É attraverso le indagini che gli inquirenti sarebbero riusciti ad appurare interessi di Cosa nostra nella politica e nell’elezione di alcuni candidati, a sindaco ed al consiglio comunale nella tornata del 2012. 

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Al via dal primo luglio la stagione dei saldi, decalogo per i consumatori

Al via dal primo luglio la stagione dei saldi, decalogo per i consumatori

CALTANISSETTA – Al via dal primo luglio la stagione dei saldi. Si andrà avanti fino al 15 settembre. Lo hanno ufficializzato Confcommercio Caltanissetta e il sindacato provinciale di Federazione Moda Italia.

E, nel frattempo, è stato approntato un decalogo per i consumatori.

I capi in vendita devono avere carattere stagionale. Il commerciante deve indicare prezzo iniziale di vendita, sconto in percentuale e prezzo finale. Per il pagamento anche durante il periodo dei saldi va accettato il pagamento con carte di credito.

Il cliente ha il diritto di provare i capi, tranne la biancheria intima. E, infine, il comemrcainte deve impegnarsi a sostituire, se possibile, i capi acquistati che siano difformi.

Auspichiamo – ha detto il presidente di Federmoda Caltanissetta, Antonio Gumina – un incremento nello shopping d’occasione e invitiamo la clientela ad acquistare nei negozi seguendo il principio responsabile e consapevole di sostegno all’economia locale. C’è sempre grande interesse verso i saldi da parte dei clienti e sono sicuro che i colleghi avranno un approccio positivo alle vendite, forti dell’attrattiva dei loro punti vendita e della qualità della merce, fattori decisivi che stimolano gli acquisti. Ecco perché siamo fiduciosi sulla riuscita di questa stagione”.

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Mafia e politica, nel blitz coinvolto l’ex sindaco di Niscemi

Mafia e politica, nel blitz coinvolto l’ex sindaco di Niscemi

CALTANISSETTA – C’è anche l’ex sindaco di Niscemi tra i coinvolti in un’operazione che ha acceso i riflettori su presunti accordi tra mafia e politica. L’ex capo della giunta niscemese, Francesco La Rosa, appena sconfitto al ballottaggio, sarebbe coinvolto nel blitz insieme ad altre otto persone, tra le quali anche un candidato consigliere delle liste a lui collegate, un paio di suoi collaboratori ed Alessandro Barberi. Le nove ordinanza di custodia cautelare sono state emesse dal gip.

L’inchiesta è stata curata dalla polizia sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta.

Voto di scambio l’ipotesi avanzata dai magistrati nisseni. Che hanno puntato il dito contro presunti accordi politico-mafiosi.

Il periodo incriminato fa riferimento al 2012. L’ex sindaco – secondo la tesi degli inquirenti – per stringere accordi poco trasparenti avrebbe anche incontrato l’ex capo mafia Giancarlo Giugno adesso collaboratore di giustizia.

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Audizione all’Ars sulla grave situazione della viabilità

Audizione all’Ars sulla grave situazione della viabilità

MUSSOMELI  – Ieri c’è stata un’ audizione all’Ars, alla competente commissione, per discutere la proposta presentata, settimane fa, presso il comune di Mussomeli, finalizzata alla modifica dell’attuale classificazione delle strade provinciali SP 16 – SP 23 – SP 37 – SP 38 – SP 46 – SP 40, SP 112 ; SP 121; SP 19 per complessivi 84,0 km in strade di interesse nazionale, nel tratto di collegamento tra la SS189 AG-PA, la SS640 AG-CL e A19 PA-CT.

All’audizione erano presenti, oltre al presidente Maggio, i sindaci dei territori interessati.

Sono state segnalati: un ridimensionamento dell’operatività dei liberi consorzi ed, in particolare, di quello della provincia di Caltanissetta che ha subito una drastico taglio dei trasferimenti che impediscono interventi ordinari di manutenzione viaria; è stata lamentata una eccessiva incidenza in termini di estensione in km delle strade di competenza della ex provincia di Caltanissetta rispetto alle altre province di dimensioni e popolazione superiore e l’ esclusione delle aree del vallone e della provincia di Caltanissetta – nel suo complesso – dalla Snai – Strategia Nazionale Aree Interne e dal conseguente linea di contributi dedicati.

E’ stato rappresentato alla commissione e al funzionario dell’Anas quanto previsto dall’attuale quadro normativo che consente di classificare una strada come di interesse nazionale, tra le altre, quando la stessa costituisce diretto ed importante collegamento tra strade statali, situazione che coincide perfettamente con quanto elaborato dai sindaci del Vallone, in considerazione che il cambio di classificazione del tratto stradale previsto nella stessa proposta costituirebbe un diretto ed importante collegamento tra le SS189 AG-PA da un lato e la SS 122, la SS 640 AG-CL e, conseguentemente, con la Autostrada A19 PA-CT dall’altro.

 

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Incidente in campagna, grave un uomo di Marianopoli

Incidente in campagna, grave un uomo di Marianopoli

MARIANOPOLI – Un grave incidente è costato molto caro al conducente di una mietitrebbiatrice, nelle campagne di Mimiani. L’uomo – 46enne di Marianopoli –  era alla guida del mezzo quando si è improvvisamente ribaltato. L’elisoccorso è partito da Caltanissetta e, quando è arrivato, l’ha trovato incastrato. Il referto ha confermato che le sue condizioni sono gravi, come è subito apparso. Avendo riportato un politrauma si trova adesso ricoverato in progrosi riservata.

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