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Archivio | luglio, 2017

 

Il bilancio sociale promuove a pieni voti l’Istituto Virgilio di Mussomeli

Il bilancio sociale promuove a pieni voti l’Istituto Virgilio di Mussomeli

MUSSOMELI – Il dirigente scolastico Calogera Genco (foto) ha emanato il bilancio sociale dell’IISS Virgilio di Mussomeli  con esiti soddisfacenti: tra gli studenti che hanno superato l’esame di Stato 19 hanno conseguito la votazione di 100/100, di cui sei hanno ottenuto la lode.   L’offerta formativa è stata rafforzata con un processo di innovazione didattica, grazie alla professionalità dei docenti, alla ricerca-azione d’Istituto sui Bes e con il supporto delle tecnologie informatiche.

L’Istituto ha aderito alla rete di ambito “I castelli” e a diverse reti di scopo, ha siglato accordi e convenzioni con altre scuole, con le università regionali e con vari portatori d’interesse per progetti di vario tipo, in particolare contro il bullismo e il cyberbullismo. Tra i punti qualificanti il progetto Erasmus Plus 2016- “Con l’Europa”, Mobilità individuale per l’apprendimento- Ka102 ambito VET, grazie al quale 97 alunni della rete, di cui il Virgilio è capofila, hanno compiuto cinque settimane di tirocinio formativo all’estero.

La relazione finale evidenzia inclusione ed integrazione a supporto degli studenti con BES, DSA e diversabilità, la presenza di uno sportello permanente per i DSA , aperto al territorio. E stato autorizzato ad avviare il progetto PON FSE 2014/2020 “Includere, integrare, promuovere”. Grazie alla progettazione FSE e FESR, sono state acquisite ed impiegate ingenti risorse finanziarie, per l’incremento delle competenze e il miglioramento degli ambienti di apprendimento. Progetti sono in cantiere in coerenza con le finalità del PTOF e in risposta ai bisogni degli studenti e del territorio.

 

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Carenza di personale alle Poste di Caltanissetta, la Uil fa la voce grossa

Carenza di personale alle Poste di Caltanissetta, la Uil fa la voce grossa

CALTANISSETTA – Poco personale alle Poste di Caltanissetta e la Uil Poste fa la voce grossa. Così scende in campo attraverso il segretario territoriale Fabio Puzzanghera.

«Poste Italiane tra i suoi budget privilegia la politica del ragioniere, che guarda l’obiettivo della riduzione dei costi attraverso i tagli di organico. Questa strategia continua ad innalzare i numeri degli esodi per pensionamenti incentivati, in totale assenza di forme compensative da turn over», ha osservato il segretario.

E il disagio, secondo lo stesso sindacato, si acuisce particolarmente in questo periodo di ferie in cui la carenza di personale in tutto il territorio provinciale si fa sentire ancor più.

«L’esiguo numero di risorse applicate: al “servizio di consegna della corrispondenza”; all’interno degli “uffici postali”; al “servizio assistenza clienti nei siti di call center”; impatta negativamente sullo standard qualitativo offerto», ha aggiunto Puzzanghera.

Con un l ulteriore affondo perché, secondo lo stesso sindacato, «tutto ciò non risulta compatibile con le criticità connesse alla consegna della corrispondenza privata ai cittadini, a fasi alternate; con le estenuanti attese negli uffici postali per le indegne condizioni di sovraffollamento e lunghe code agli sportelli; con le lagnanze e proteste registrate attraverso il servizio assistenza clienti, il call center, sempre più sguarnito, malgrado la centralità strategica del ruolo di supporto assegnato.

Da qui la “ricetta” proposta dalla stessa Uil Poste secondo cui «è proprio da questo bacino che sarebbe auspicabile attingere per dare immediate soluzioni alle esigenze degli uffici postali, unitamente alla trasformazione dei contratti a tempo parziale che contano circa 60 unità nella nostra provincia, ed a forme di turn over per il recapito, attraverso assunzioni di unità provenienti dalle esperienze lavorative maturate nei contratti a tempo determinato attivati da Poste Italiane».

Da qui un auspicato confronto per «l’efficienza dei servizi resi, all’interno del necessario equilibrio con le tutele per i lavoratori».

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Casucci (Forza Italia): ” Strade gestite in linea teorica perchè le Province, a seguito della legge voluta dal governatore Crocetta, non ci sono più”

Casucci (Forza Italia): ” Strade gestite in linea teorica perchè le Province, a seguito della legge voluta dal governatore Crocetta, non ci sono più”

CALTANISSETTA – “Il centro Sicilia è l’epicentro di un territorio soggetto ad un forte dissesto idrogeologico, in cui la viabilità è fortemente compromessa e le strade sono dissestate e tali solo sulle mappe”, lo dice una nota di Calogero Casucci (foto), responsabile di Forza Italia, territorio e ambiente, per la zona nord della provincia di Caltanissetta.

“Le strade sono pericolose, in alcuni casi abbandonate, dissestate, piene di buche, non sicure e dove percorrere alcuni chilometri, specie nelle stagioni piovose, può essere un’impresa titanica. Questo è quello che si può notare facendo un giro per la provincia di Caltanissetta, in particolar modo nei comuni a Nord, quali Marianopoli, Mussomeli, Acquaviva Platani, Vallelunga Pratameno, Villalba, Resuttano, Santa Caterina Villarmosa, eppure gli interventi di adeguamento o di manutenzione sono limitati solo ad alcune arterie principali e totalmente assenti in tutte le altre strade, rendendo queste ultime prive delle minime misure di sicurezza, ed in molti casi rendendo il transito limitato, rischioso o nel peggiore dei casi interrotto. E’ sufficiente il ripetersi di eventi piovosi intensi, e la viabilità pessima crea per gli abitanti di questi luoghi dei disagi enormi.

I problemi sono innumerevoli, a partire dal problema che le strade provinciali sono gestite in linea teorica dalle Province che purtroppo in Sicilia dal 2013, a seguito della legge voluta dal governatore Crocetta non ci sono più. A sostituire le Province ci sono i Liberi Consorzi, ma le competenze, diciamo che sembrano essere molto “confuse”.

Un equivoco quello della competenza ex Province – Liberi Consorzi, che ha portato sicuramente confusione generale. Negli ultimi mesi alcuni Comuni della provincia, in particolar modo Mussomeli, Acquaviva Platani, Bompensiere, Sutera, Villalba e Vallelunga Pratameno, hanno presentato una proposta finalizzata alla modifica dell’attuale classificazione delle strade provinciali SP16, SP23, SP37, SP 38, SP46, SP40, SP112, SP121, ed SP19, per complessivi 84 chilometri, in strade di interesse nazionale, nel tratto di collegamento tra la SS189 AG-PA, la SS640 AG-CL e A19 PA-CT. Questa potrebbe essere una possibile soluzione al problema che io sostengo, ma i tempi della burocrazia sono lunghi, e gli abitanti di questi luoghi non possono certo attendere, ma hanno bisogno di risposte immediate, e soprattutto che le strade che ogni giorno percorrono siano quanto meno messe in sicurezza. Occorre avviare un confronto con la Regione ed anche con il Ministero Infrastrutture per dare così inizio ad un intervento risolutivo”.

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“Sfratto al commissariato”, chiesto intervento del ministro Alfano

“Sfratto al commissariato”, chiesto intervento del ministro Alfano

NISCEMI – «Lo sfratto incombente sul commissariato di Niscemi è un fatto grave sul quale chiederò nelle prossime ore un intervento del ministro dell’Interno Alfano». A sostenerlo è Giuseppe Rizzo alla guida del circolo “Caponnetto” d’Italia dei Valori di Niscemi.

« È intollerabile che un presidio di legalità sia posto in queste condizioni. Il governo ha annunciato un miliardo per la sicurezza, dunque risorse per intervenire sulla vicenda del commissariato di Niscemi sono certo ci saranno. A Niscemi un presidio di legalità è necessario ed imprescindibile, e noi ci mobiliteremo», è andato avanti.

Poi spazio a una disamina della problematica del commissariato. «Sul piano urbanistico è ben definita un’area destinata a tale obiettivo, basterebbe la reiterazione del vincolo urbanistico, una altra ipotesi è stata proposta con un emendamento alla delibera dei beni alienabili per il cambio di destinazione d’uso di un appezzamento di terreno proprietà comunale», è stato spiegato.

Sulla questione, infine, è stato osservato «che è già stato sollecitato il gruppo parlamentare al Senato della Repubblica, per l’intervento del ministero dell’Interno, perché è intollerabile che un presidio di legalità sia posto in queste condizioni, in quanto il governo nazionale ha annunciato un miliardo per la sicurezza, dunque alcune risorse per intervenire sulla vicenda del commissariato di Niscemi, possono trovare una sua certezza».

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Arresti e denunce, nei guai pure “baby ladro”

Arresti e denunce, nei guai pure “baby ladro”

CALTANISSETTA – Tre arresti e sei denunce, tra loro un sospetto “baby ladro”,  in un servizio di controllo del territorio effettuato dalla polizia. Il primo dei provvedimenti restrittivi in questione ha interessato il ventisette Alessandro Emanuele Pellegrino che deve espiare, in detenzione domiciliare, 3 anni, 2 mesi e 6 giorni perché condannato per reati aggravati contro la persona commessi nel 2015.

Per fatti droga del 2011, invece, è stato condannato il 33enne Calogero Orazio Peritore che, pure lui ai domiciliari, deve scontare adesso 9 mesi di reclusione.

Ultimo arresto della serie, a carico del 24enne Giovanni Emanuele Ventura, al quale è stato revocata la sospensione dell’ordine di carcerazione ed è stato rinchiuso per espiare un anno per un furto aggravato commesso a Niscemi nel 2012.

In tema di denunce, invece, un presunto ladro giovanissimo, il 17enne R.D.F. e un 27enne, A. R. F. sono accusati di  tentato furto in abitazione in concorso; un 34enne gelese, P.B., l’ha rimediata resistenza a pubblico ufficiale e ubriachezza; il 19enne L.C. per ricettazione; il 18enne F.R. per ricettazione e porto abusivo di oggetti atti ad offendere; un 23enne, C.I, per resistenza a pubblico ufficiale e maltrattamenti in famiglia; e, infine, due rumeni domiciliati a Gela segnalati per danneggiamento.

Completano il quadro del servizio – a cui hanno preso parte anche due  pattuglie del nucleo prevenzione crimine di Palermo –  648 persone e 293 mezzi controllati con 17 contravvenzioni per violazioni del codice stradale; verificate le posizioni di 24 arrestati domiciliari, 21 sorvegliati speciali, in detenzione domiciliare e in 12 sono stati sottoposti a perquisizione.

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A San Cataldo Valerio Ferrara si dimette polemicamente da segretario dei “Centristi per la Sicilia”

A San Cataldo Valerio Ferrara si dimette polemicamente da segretario dei “Centristi per la Sicilia”

SAN CATALDO – Valerio Ferrara (foto) si è dimesso da segretario dei “Centristi per la Sicilia”.  Ferrara ha posto fine anche al suo impegno all’interno del direttivo provinciale e regionale, a nome proprio e dei componenti sancataldesi del movimento ( il segretario giovani Alessia Ferrara, Maria Amico, Gianluigi Giglio, Rosario Alessi, Salvatore Mirisola, Rosario Riggi, Marta Pia Ferrara, Angela Ilardi, Aldo Orlando, Michael Riggi, Rosario Inglese e Domenica Miserandino). Dimettendosi da ogni carica esce, contestualmente con il proprio gruppo, dal movimento, “non riuscendo più a trovare all’interno dello stesso la spinta trainante per una vera e sana politica” precisa una nota.

“Sono sempre stato – prosegue – attivo all’interno dell’UdC prima e dei Centristi dopo mirando a creare un forte dialogo con la cittadinanza e in ciò spinto dalla condivisione dell’ideologia politica e perché riteneva che la presenza di personaggi di rilevanza regionale potesse fare da ponte dando voce ai sancataldesi presso il governo regionale”.

Ferrara e il suo gruppo fanno sapere di non sentirsi più rappresentati dal politico di riferimento provinciale  all’interno del movimento. “Tutti gli impegni di Gianluca Miccichè sono comprensibili, ci rendiamo conto che il suo non è un compito facile, ma pensiamo che tutto ciò non può portarlo a dimenticarsi di chi lavora attivamente nel territorio. Per poter risolvere le problematiche a livello regionale è necessario partire dai comuni ma Miccichè si è dimenticato di noi facendosi sordo e assente e confermando con le proprie azioni di perseguire il proprio impegno solo per pochi e non per tutti”.

 

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Rapporto Dia: Madonia non è solo il capo del mandamento di Mussomeli e Vallelunga

Rapporto Dia: Madonia non è solo il capo del mandamento di Mussomeli e Vallelunga

CALTANISSETTA – Non solo nei mandamenti di Mussomeli e Vallelunga è ancora il boss Giuseppe “Piddu” Madonia a controllare il territorio nisseno. È la Dia a sostenerlo nel suo rapporto semestrale, riferito alla seconda metà dello scorso anno, aggiungendo che «benché detenuto, lo eserciterebbe tramite vari reggenti, che si avvicenderebbero qualora arrestati».

Analisi, questa, partendo dalla premessa che «il territorio della provincia di Caltanissetta, sotto il profilo della criminalità organizzata, continua ad essere connotato dalla presenza di Cosa nostra storicamente strutturata nei quattro mandamenti di Mussomeli, Vallelunga Pratameno, Gela e Riesi».

Il capomafia è in carcere ormai da un venticinquennio, ma non avrebbe mai mollato, in questo lunghissimo lasso di tempo, lo scettro del comando.

Secondo il rapporto della Direzione investigativa antimafia – contenuto nella relazione del ministro dell’Interno al Parlamento – la famiglia Madonia eserciterebbe ancora il controllo delle attività illecite di Cosa nostra,.

Con la sola contrapposizione, nell’area di Gela, della Stidda. Ma le due organizzazioni, negli anni, sarebbero riuscite a convivere in nome degli affari illeciti. Che sarebbero rappresentati sempre da droga, estorsioni, imposizioni di forniture, appalti pubblici e commistioni con mondo politico, della pubblica amministrazione e dell’imprenditoria.

Fondi che l’organizzazione criminale finisce per destinare non solo alla propria sopravvivenza m anche al mantenimento dei familiari degli affiliati finiti in carcere.

Questo è sempre quanto è emerso tra le righe della relazione della Direzione investigativ antimafia riferita all’attività svolta nel secondo semestre dello scorso anno.

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Botte e abusi, arrestato ex “marito violento”

Botte e abusi, arrestato ex “marito violento”

Maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, rapina e tentata estorsione. Questo l’ampio ventaglio di reati che hanno fatto scattare l’arresto di un presunto “marito violento”.

In carcere è finito il diciannovenne Ionut Daniel Alecu difeso dall’avvocato Sinuhe Curcuraci –  che avrebbe pure picchiato e violentato la sua ex compagna, una ragazza connazionale che vive a Caltanissetta.

Sono stati i carabinieri ad arrestarlo in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dl gip Marcello Testaquatra.

Il pestaggio sarebbe avvenuto in strada, a pochi passi da una gelateria. Questo un paio di settimane fa.

Poi, qualche sera dopo, il ragazzo avrebbe sfondato la porta di casa di lei e ne avrebbe pure abusato sessualmente.

Ma non è finita qui, Perché prima di andare via l’avrebbe pure rapinata di soldi e documenti.

E per restituirle proprio i suoi documenti – secondo la tesi accusatoria – avrebbe tentato di estorcerle soldi.

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Cammarata, auto travolge un ciclista quarantenne di Mussomeli

Cammarata, auto travolge un ciclista quarantenne di Mussomeli

MUSSOMELI – Sulla S.P. 26 che collega i paesi di Cammarata e Castronovo di Sicilia, all’altezza degli impianti sportivi dei Salici, un’automobile ha investito A.D., un quarantenne di Mussomeli con la passione per la bicicletta.

Il ciclista mussomelese, vittima del brutto incidente, è stato soccorso prima dai sanitari del 118 che l’hanno portato al vicino ospedale di Mussomeli e poi subito trasferito con l’elicottero al Sant’Elia di Caltanissetta. Dalle prime indiscrezioni le condizioni sono subito apparse gravi, evidenziando fratture alle gambe ed al bacino e, per tale motivo, è stato immediatamente trasferito in eliambulanza.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri della compagnia di Cammarata per effettuare i rilievi e per gli accertamenti sulle cause del sinistro.

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«Accoltellarono un giovane», cugini vanno in cella

«Accoltellarono un giovane», cugini vanno in cella

In cella due giovani che nonostante si trovassero ai domiciliari avrebbero continuato ad avere contatti telefonici all’esterno. I due, peraltro cugini, erano stati arrestati per un accoltellamento di metà dicembre scorso.

Alla fine, su indagini dei carabinieri, una quarantina di giorni dopo sono stati arrestati per tentato omicidio. Era il gennaio scorso.

Ora Giampaolo Francesco Lombardo di 19 anni e Damiano Cosimo Lombardo di 21 – difesi dagli avvocati  Cristian Morgana e Walter Tesauro – sono finiti in carcere.

A loro carico è stato disposto l’aggravamento della misura restrittiva, con un colpo di spugna agli arresti domiciliari che avevano ottenuto.

La vicenda giudiziaria è legata all’accoltellamento della notte dell’11 dicembre dello scorso anno. Allora due gruppi di giovani, forse per questioni di donne, si sono scontrati.

Nella violenta zuffa esplosa poi nel piazzale di un rifornimento di carburante di viale della Regione, a Caltanissetta, è saltato fuori un coltello. Con quell’arma un ragazzo è stato gravemente ferito.

È dalle immagini girate dall’impianto di videosorveglianza che poi i carabinieri sono risaliti ai protagonisti di quella notte turbolenta e che ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

Per tre ragazzi, in quel frangente, sono stati disposti gli arresti  domiciliari.

Ma adesso due di loro sono finiti in una cella del carcere Malaspina.

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