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Spettacolo teatrale al Virgilio di Mussomeli al termine dell’anno scolastico

MUSSOMELI – Si è rivelato di grande successo lo spettacolo teatrale “Scirocco” messo in scena al termine dell’anno scolastico gli studenti del Liceo Scientifico e dell’IPSEOA dell’Istituto “Virgilio” di Mussomeli, presso l’Auditorium dello stesso Istituto, con la regia e il coordinamento delle prof. sse Grazia Visconti, Daniela Fiandaca e Maria Modica.

Nella presentazione del progetto teatrale si era già accennato al valore formativo ed educativo dell’attività teatrale in generale, laddove se ne è sottolineato il linguaggio privilegiato attraverso il quale è possibile esprimere la propria cultura, la storia, le tradizioni , gli usi e i costumi. In quella sede, inoltre, l’attività teatrale è stata valutata come importante strumento per promuovere, fra i giovani, la conoscenza di culture, tradizioni e lingue differenti. Si è fatto, inoltre, riferimento al precetto aristotelico della mimesis teatrale e dell’azione catartica del teatro: la prima intesa come tecnica di trasmissione di valori condivisi; la seconda, come effetto finale della finzione scenica sulla presa di coscienza dello spettatore che, pur comprendendo le passioni degli interpreti, se ne distacca per raggiungere un livello superiore di conoscenza.

“Scirocco”, così, si è presentato come un richiamo alla tradizione, un omaggio alla memoria, un canto di denuncia corale e insieme di fresca speranza. Il vento caldo del sud, che con forza inesorabile spira, tinge di sé quella parte della Terra che ad esso si oppone con voce secca e inaridita , con un sibilo sommesso che, tuttavia, mai s’arresterà. Un incontro, dunque, di “flatus vocum” che dialetticamente si risolve nella orgogliosa appartenenza al sud del mondo.

Lo spettacolo “ Scirocco” si è snodato in momenti di musica, canti e danze, che accompagnano il passaggio del “vento”, ma che, contemporaneamente, s’impongono alla vista dello spettatore, palesando la loro doppia valenza semantica: i colori, infatti, sono quelli del deserto, del mare siciliano e del variopinto paesaggio del Sud; ma, simbolicamente, richiamano anche la passione, il dolore, l’estatica intonazione che diventa rabbia, reazione, speranza nella danza e nel canto del popolo meridionale. Una voce univoca nel rispetto delle diverse identità culturali (si noti l’uso del dialetto siciliano e di quello napoletano). Lo Scirocco è il vento del sud, ma è anche il vento del mondo con i suoi colori e le sue zone d’ombra; una parte del tutto. “Scirocco”, così, diventa una macchia di colore della variopinta speranza in un mondo migliore.

La rappresentazione, inoltre, comprende tre momenti denominati “Intermezzo di rime” che parafrasando l’opera dannunziana si propongono come momenti evocativi dell’arte poetica siciliana. Essi riecheggiano la voce dei poeti Jacopo da Lentini, Ignazio Buttitta e Salvatore Quasimodo, quali segmenti di un unico asse poetico, che vede la Sicilia protagonista di una grande forma d’arte: la poesia.

A tal proposito, meritano una nota particolare gli interventi artistici del maestro Nonò Salamone, che ha magistralmente intonato alcuni brani del suo vasto repertorio di canti popolari, e della prof.ssa Daniela Fiandaca che ha abilmente recitato in dialetto siciliano un testo poetico di Ignazio Buttitta.

Degni di nota sono soprattutto gli studenti ( Bullaro, Marianna Sorce, Francesca Sorce, Sara Cardinale, Maria Chiara Caruso, Ilenia Spoto, Giorgia Faelli, Marta Castiglione, Mariangela Geraci, Elia Di Carlo, Francesco Maida, Alessio Mantione, Maria Chiara Mongiovì, Francesca Antinoro, Gero Morreale, Sara Capodici e Irene Noto, che si sono cimentati in modo professionale nella danza, nel suono di strumenti musicali e nella declamazione di testi poetici, mostrando straordinarie inclinazioni artistiche.

Le proiezioni-video e gli effetti scenici hanno sottolineato il taglio moderno dello spettacolo oltre a rendere più incisivi i messaggi sottesi.

Il pubblico ha risposto entusiasticamente partecipando, nella fase finale, all’intonazione di un famoso canto popolare, e applaudendo con standing-ovation per i protagonisti e per gli organizzatori dello spettacolo, e per la Dirigenza Scolastica che ha creduto nella bontà del progetto.

 

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