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Categoria | Cronaca

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Mafia nel Vallone: “I beni del boss di Marianopoli vanno confiscati”

CALTANISSETTA – «I beni del capomafia di Marianopoli vanno confiscati». È la procura generale di Caltanissetta ad insistere per quel provvedimento che già la corte d’Appello di Caltanissetta aveva adottato nell’estate di tre anni fa. Prima che la Cassazione annullasse.

In sospeso il patrimonio del presunto boss di Marianopoli, Leonardo Lombardo e della moglie, Vincenza Montagna – assistiti dagli avvocati Walter Tesauro ed Alberto Fiore – il cui valore ammonterebbe a un milione di euro.

In origine sarebbe stato il doppio ma poi, nel primo appello, parte delle proprietà è  stata restituite alla famiglia Lombardo. In particolare un paio di aziende del settore agricolo, fondi e immobili.

Mentre la Corte ha disposto la confisca di una villa e una quindicina di terreni.

Poi la Cassazione ha annullato tutto disponendo un nuovo vaglio della corte d’Appello di Caltanissetta. Con la procura generale che, adesso, vuole la conferma della precedente confisca.

I provvedimenti patrimoniali  hanno preso le mosse dalle disavventure giudiziarie della stesso Lombardo.

Lui che venticinque anni addietro è stato coinvolto nella maxi inchiesta «Leopardo» per poi essere prosciolto dal gup.

In tempi più recenti, nel 2005, è entrato di nuovo nell’occhio del ciclone di un’inchiesta antimafia che s’è catalizzata sull’area del Vallone. È l’indagine ribattezzata «Deserto», da cui lo stesso Lombardo ne è poi uscito con la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione.

Successivamente la Dia di Caltanissetta ha proposto il maxi sequestro di beni che il tribunale ha concesso.

 

di

- che ha scritto 1274 articoli su Castello Incantato.


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