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Categoria | Cronaca

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Mussomeli, l’arresto del piromane: si difende ma resta in carcere

Resta in carcere il sospetto piromane arrestato il pomeriggio di ferragosto dai carabinieri di Mussomeli. Niente libertà nonostante si sia difeso strenuamente.

Così per il trentaquattrenne Paolo Mancuso – assistito dall’avvocato Pietro Sorce – accusato d’incendio boschivo, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate.

Il giovane, originario di Grotte ha respinto ogni contestazione sostenendo di non essere lui il piromane che avrebbe bruciato un’area boschiva tra Campofranco, Milena e Comitini.

I carabinieri hanno sostenuto di averlo preso mentre stava appiccando le fiamme nella zona del bivio Grotte. Lui ha negato. Sostenendo, rispondendo alle domande dei magistrati, di non essere neanche sceso dal suo furgoncino e che passava da lì perché stava tornando dalla sua campagna, non distante da quella zona.

Quanto alla fuga, l’ha spiegata «con una improvvisa crisi di panico». Che sarebbe scatta nel momento in cui  i militari gli hanno messo le manette ai polsi.

È stato allora che è scappato a piedi per la campagna e poi s’è lanciato pure in un piccolo burrone.

Ma i carabinieri dopo un più che movimentato inseguimento lo hanno acciuffato. E tra l’arrestato e gli stessi militari ne è nata una colluttazione. Poi tutti e tre sono finiti in ospedale con ferite giudicate guaribili in pochi giorni

Ora, così  come chiesto dalla procura nissena,  il gip Antonia Leone, ha disposto la custodia cautelare in carcere del presunto piromane. Che era e rimane rinchiuso in una cella del carcere Malaspina.

 

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