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Archivio | ottobre, 2017

 

Picchiato dal «branco» scattano quattro arresti

Picchiato dal «branco» scattano quattro arresti

San Cataldo – Lo hanno rinchiuso in un garage e malmenato. In quattro lo hanno pestato a sangue per parecchi minuti. Fino a quando pure loro si sono resi cono che la situazione si era fatta estremamente critica.

Ora a distanza di otto mesi il branco è stato smascherato e arrestato.

Sono quattro ragazzi di San Cataldo si età compresa tra i 18 e i 20 anni. Uno di loro al momento dei fatti era ancora diciassettenne. E per lui è arrivato il collocamento in comunità.

Gli altri tre, maggiorenni, sono stati arrestati e ammessi ai domiciliari.

Sequestro di persona aggravato e lesioni personali gravissime le contestazioni mosse dalla procura ordinaria e da quella per i minori interessati alla vicenda.

I fatti risalgono alla sera del 21 gennaio scorso quando dopo un diverbio in un locale, un minorenne è stato sequestrato e rinchiuso in un garage.

Lì è iniziato il brutale pestaggio andato avanti per mezz’ora. Poi lo hanno abbandonato in strada.

Il ragazzo, che ha pure riportato uno sfregio permanente al volto, è finito in ospedale con parecchie ferite.

Le indagini dei carabinieri, in questi mesi sono riusciti a risalire all’identità dei presunti aggressori che, adesso, sono stati tutti e quattro arrestati.

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Open day all’I.C. P. Emiliani Giudici di Mussomeli. L’istituto ha aperto le porte al territorio

Open day all’I.C. P. Emiliani Giudici di Mussomeli. L’istituto ha aperto le porte al territorio

MUSSOMELI – Con una pioggia di stelle e Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry, giovedì 26 ottobre 2017 dalle ore 16:30 alle ore 18,30, l’Istituto Comprensivo P. Emiliani Giudici di Mussomeli ha aperto le porte al territorio per rendere visibile il percorso formativo dell’Istituzione Scolastica.

Tutta la scuola in modo creativo, si è trasformata in un magico viaggio tra pianeti, guidati da un piccolo principe, alla ricerca di “legami”, al fine di coinvolgere gli alunni in una sorprendente avventura, per conoscere, come per magia tra realtà e fantasia, la scuola in cui diventeranno “i grandi di domani”.

Gli alunni giocando hanno mostrato come è bello trasferire le proprie conoscenze disciplinari dal piano teorico alla pratica nella realizzazione di percorsi didattici creativi ed entusiasmanti che favoriscono un approccio positivo verso questa nuova dimensione di scuola.

L’open day è stato fortemente voluto dal dirigente scolastico Alessandra Camerota e dai docenti della scuola primaria per rendere visibile le logiche educative e le strategie metodologiche adottate dalla scuola.

Il Dirigente Scolastico ha illustrato brevemente, a una platea numerosa di utenti, il Piano dell’Offerta Formativa accompagnato dalla visione di un filmato che dà visibilità alla qualità della scuola, alla professionalità, all’apertura al territorio, alla partecipazione a vari progetti, iniziative e laboratori.

Ai genitori è stata data possibilità di conoscere le insegnanti delle future classi prime:

  • Plesso P.P. Puglisi Mussomeli: Francesca Muni’- Antonella Augello – Geppina Messina – Carmelina Scannella;
  • Plesso Sac. Giuseppe Messina Mussomeli: Gabriella Alaimo – Maria Calogera Piparo – Patrizia Giovino – Infantino Maria;
  • Plesso S.G. Bosco Acquaviva Platani: Angelica Di Giovanni – Giovanna Schillaci –Patrizia Giovino

In un prossimo incontro, il dirigente scolastico, interloquirà con i genitori che avranno la possibilità di visitare le scuole dell’Istituto nelle loro singole strutture e di visionare i numerosi laboratori, le aule dotate di tecnologie avanzate, gli uffici e i servizi offerti.

I docenti si ritengono soddisfatti perché hanno potuto accentrare per due ore l’interesse sulla didattica e sulle sue metodologie di applicazione, un piccolo assaggio della professionalità che li vede impegnati di giorno in giorno nella costruzione continua di situazioni di insegnamento/apprendimento che alimentano i processi cognitivi e affettivi dei loro alunni.

Un’occasione, dunque, per visitare “dall’interno” una realtà educativa che funziona, una scuola del “saper fare”.

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Palermo – Agrigento: spuntano altri 2 autovelox, monta la protesta degli automobilisti

Palermo – Agrigento: spuntano altri 2 autovelox, monta la protesta degli automobilisti

una fase dell’installazione dell’autovelox

San Giovanni Gemini – Se completassero  i lavori con la stessa velocità con la quale proliferano semafori e autovelox la Palermo Agrigento sarebbe ultimata da anni. Invece questa arteria, trasformata in un mausoleo della lentezza e del disagio e  dove la riduzione degli operai lascia presagire una conclusione dei lavori alle calende greche, sembra  essere la via prediletta per balzelli comunali. Gli ultimi in ordine  di tempo e al centro di un infiammato dibattito tra i tanti automobilisti costretti a percorrere la SS 189, sono stati installati  nel tratto  compresto tra il km 23+300 e  il km 23+700, all’altezza del bivio Tumarrano. Rilevatori di velocità fissi la cui gestione, per i prossimi tre anni,  sarà cura della Professional Consulting SRL. Vessazione o sicurezza? Lo scontro di opinioni è  accesissimo tra chi li ha voluti,  il Comune di San Giovanni Gemini, e i cittadini che temono di  cadere nelle grinfie del temibile  marchingegno.  “Sono due – ha già spiegato, al Giornale di Sicilia, l’amministrazione comunale tramite l’assessore ai Lavori Pubblici Gero Barbasso – gli strumenti di rilevazione noleggiati al Comune di San Giovanni Gemini con modalità istantanea. Oltre che dall’Anas, l’installazione dei due autovelox è stata autorizzata dalla Prefettura di Agrigento”. Indignati gli automobilisti che in questi giorni attraverso social e programmi di messaggistica istantanea  condividono sdegno e immagini dei rilevatori, stigmatizzando la decisione del comune agrigentino. Tra gli attivisti del fronte dei contrari l’avvocato Amedeo Cumella, spesso in transito lungo la Palermo-Agrigento, che stizzito osserva: “Per l’incolumità degli automobilisti in quel tratto sarebbe stato opportuno pensare alla rotatoria e ad illuminare l’incrocio! E’ inutile non dire le cose come stanno. La sicurezza è passata in secondo piano. I rilevatori servono più  a fare cassa a tutti i costi.  La misura è colma, non si può più abusare della pazienza degli automobilisti”.  Intanto qualcuno con amara ironia ha ribattezzato la strada “SS dei 189 semafori e autovelox”, facendo riferimento  ai  tanti i dispositivi elettronici che rallentano, sovente a passo d’uomo, gli sventurati automobilisti costretti a percorrere la Palermo Agrigento.

 

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Con l’escavatore dentro un laghetto, muore un operaio

Con l’escavatore dentro un laghetto, muore un operaio

immagine di repertorio

Con l’escavatore dentro un laghetto. Così ha trovato la morte un operaio di Riesi il cui corpo, alla fine, è stato recuperato dai sommozzatori.

La vittima è il sessantenne Michele Di Leo deceduto in contrada Favara, nelle campagne a cavallo tra Riesi e Mazzarino.

L’uomo, con il suo escavatore, stava effettuando alcuni lavori. D’improvviso, per cause che le indagini dovranno accertare, il pesante mezzo è scivolato in acqua.

Immediatamente sono scattati i soccorsi ma, com’è intuibile, per il malcapitato non c’è stato nulla da fare. Era ormai troppo tardi.

In zona sono intervenuti i sommozzatori dei vigili del fuoco per recuperare il corpo.

È stato poi chiesto l’intervento di pompe idrovore da Agrigento, Enna e Palermo per prosciugare il laghetto e recuperare l’escavatore che si trova ancora al fondo.

L’episodio è adesso al vaglio dei carabinieri di Butera.

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Gli esami hanno confermato, nuovo caso di meningite al «Sant’Elia»

Gli esami hanno confermato, nuovo caso di meningite al «Sant’Elia»

CALTANISSETTA – Gli esami avrebbero confermato: si tratta di meningite. Il nuovo caso s’è presentato nelle scorse ore all’ospedale «Sant’Elia».

Lì è arrivata con i classici sintomi una donna quarantenne. Al pronto soccorso le sono state prestate le prime cure ma la sintomatologia ha presto indirizzato i medici sulla diagnosi che poi si sarebbe rivelata esatta.

È meningite e della peggiore specie, di tipo batterico.

Subito è stato adottato il protocollo di profilassi anche nei confronti di familiari ma del personale che le ha prestato assistenza.

Poi la paziente è stata trasferita al reparto di malattie infettive dove, costantemente monitorata, si trova attualmente ricoverata in prognosi riservata.

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Furti su auto e danneggiamenti, sono loro gli autori

Furti su auto e danneggiamenti, sono loro gli autori

Caltanissetta-Una banda che avrebbe messo a segno furti su auto. Questa l’etichetta che gli inquirenti avrebbero affibbiato a cinque giovani che erano stati arrestati dalla polizia.

Ora due di loro hanno deciso di chiudere il conto con la giustizia patteggiando la pena e sono tornati liberi. Scelta che è stata adottata dal ventiseienne Davide Ambra e dal trentunenne Giuseppe Scimonelli – difesi dall’avvocatessa Maria Francesca Assennato – che hanno raggiunto l’intesa per la condanna a 6 mesi. E sono stati pure scarcerati. Erano ai domiciliari.

Niente patteggiamento, invece, per un presunto complice, il trentaseienne Marco Iacona – assistito dall’avvocato Giuseppe Panepinto – pure lui accusato di furto aggravato in concorso.

Imputazione che, infatti, condivide con la trentenne Francesca Romè  e il ventisettenne Alessandro Walter Gangi  – assistiti dall’avvocato Walter Tesauro – che invece saranno processati con rito ordinario.

Il quintetto, secondo la tesi accusatoria, una sera d’estate dello scorso anno avrebbe preso di mira auto parcheggiate all’esterno di una discoteca alla periferia di Caltanissetta.

Ma una segnalazione anonima alla sala operativa della questura ha fatto scattare l’intervento della polizia che li ha presi, poi, praticamente con le mani nel sacco.

Recuperando la refurtiva che era stata arraffata da alcuni mezzi in sosta che, peraltro, erano stati pure danneggiati.

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UIA di Mussomeli, accertati i danni da eccesso di caldo in tutto il comprensorio

UIA di Mussomeli, accertati i danni da eccesso di caldo in tutto il comprensorio

MUSSOMELI – A seguito dell’avviso per la presentazione delle segnalazioni alle produzione agricole per eccesso di caldo, nel periodo luglio-agosto c.a. da parte del Dipartimento dell’Agricoltura dell’Assessorato Regionale dell’Agricoltura dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, pubblicato in questo quotidiano il 29 agosto 2017, l’UIA di Mussomeli, comunica di aver concluso le fasi di accertamento danni nei comuni del comprensorio che sono:  Acquaviva Platani, Bompensiere, Campofranco,  Marianopoli, Milena, Montedoro, Mussomeli, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba:

Le fasi di accertamento dei danni subiti dalle colture – dice il Direttore dell’UIA di Mussomeli Dr. Agr. Giuseppe Calafiore – da parte dei tecnici F.D. Pasquale Morreale e Dr. Agr. Sebastiano Sorce, sono iniziate mediante sopralluoghi puntuali nelle ditte che hanno presentato le segnalazione.

Continua il Direttore: “una volta accertato l’effettivo verificarsi di danni da eccesso di caldo per l’olivo, vite da vino, mandorlo, pomodori, meloni ecc., si è dato riscontro anche alle richieste delle Amministrazioni Comunali, le quali, sollecitate dagli agricoltori e dalle Organizzazioni di Categoria si sono fatti portavoce per i propri territori. Quindi si sono susseguiti ulteriori sopralluoghi che io personalmente ho effettuato insieme al tecnico Pasquale Morreale e corroborati da altro personale ausiliario.

Le Organizzazioni di Categoria sono state quelle di Vallelunga Pratameno, Villalba, Montedoro, Bompensiere e Milena. In particolare: la  CONFAGRICOLTURA di Vallelunga e Villalba nella persona del responsabile Mariano La Greca, la COLDIRETTI di Vallelunga e Villalba nella persona della responsabile Maria Di Bennardo, la CIA di Milena nella persona del Dr. Agr. Nuccio Oliva e l’ ALPA , sempre di Milena, tramite il responsabile Carmelo Manta.

Alla constatazione dei danni alle colture – afferma il Dott. Calafiore – hanno partecipato i rappresentanti sia delle Organizzazioni di Categoria che delle Amministrazioni Comunali. I Vicesindaci di Montedoro Renzo Bufalino, di Vallelunga Pratameno Rosolino Ricotta, di Milena Nicastro Vincenzo, e i Sindaci di Villalba Alessandro Plumeri e di Acquaviva Platani Salvatore Caruso.

Al termine delle operazioni di verifica, l’UIA di Mussomeli ha redatto apposita relazione esplicativa. Infatti, tirando le somme, il Dott. Calafiore comunica che: “ è stato proposto al Dr. Agr. Biagio Dimauro Dirigente dell’Ispettorato dell’Agricoltura di Caltanissetta e al Dr. Agr. Calogero Lunetta responsabile l’U.O. S7.06, di includere nella relazione provinciale la delimitazione di tutto il territorio del comprensorio di competenza dell’UIA di Mussomeli per le seguenti colture economicamente più rappresentative del territorio:

olivo danno del 50% alla Produzione Lorda Vendibile (P.L.V.);

vite da vino danno del 40% della P.L.V.;

ortive da pieno campo (pomodoro, melone, zucchine, fagiolini ecc.) danno del 60 % della P.L.V.;

frutta fresca (pesco, albicocco, susino, uva da tavola, fico d’india ecc.) danno del 30 % della P.L.V.  frutta secca (mandorlo, pistacchio e noce) danno del 35% alla P.L.V.

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LA NOSTRA “ BELLE EPOQUE” DI OLTRE 100 ANNI FA (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

LA NOSTRA “ BELLE EPOQUE” DI OLTRE 100 ANNI FA (a cura del Prof. Salvatore Vaccaro)

Nell’articolo di domenica scorsa nel parlare del truce e misterioso omicidio di Desiderio Sorce, detto Testadiferro, e degli intrighi di potere che bloccavano la crescita del nostro paese, ci siamo soffermati soprattutto sul suo prezioso e determinante impegno sociale che, insieme ad una classe illuminata di intellettuali benestanti, determinò una sorta di belle époque nostrana, in grado di imprimere una svolta  storica per il  nostro paese dei primi anni del ‘900,  una svolta dei cui frutti, fortunosamente, pur non del tutto consapevoli, ancora oggi beneficiamo. Tra gli ultimi anni dell’800 e fino al 1913, l’anno della tragica fine del benemerito sindaco Desiderio Sorce, vi fu, infatti, un grande fermento culturale che diede le basi per una rinascita della nostra comunità locale. Fu in quel periodo che, grazie a Desiderio Sorce, amministratore dei casati dei principi di Trabia e Scalea, oltre ai primi piccoli  consolidamenti delle parti più pericolanti, fatti alla fine dell’ottocento, si pensò al restauro del Castello Manfredonico che rischiava, ormai, come confermerà lo stesso architetto Ernesto Armò, di cui parleremo più sotto, di non lasciare alcuna traccia della sua imponenza monumentale.

Si ricostruiva, allora, nel 1907, la torre dell’orologio; si istituiva, dal 1910, la festa e la fiera del Castello per dare impulso allo sviluppo dell’agricoltura; si pensava, in quel periodo, alla costruzione dell’ospedale di Via Giacomo Longo, (struttura completata nel 1887 e servizio sanitario iniziato verso il 1903), un edificio di grande pregio storico-architettonico, forse dell’illustre arch. Ernesto Basile. Fu pure il periodo delle prime scuole pubbliche elementari, con le classi maschili a San Domenico, e le femminili sia all’istituto Sorce Malaspina che al Collegio di Maria; delle prime pubblicazioni storiche, vedi quella su Mussomeli del prefetto Giuseppe Sorge, nel 1910,  quella sul santuario della Madonna dei Miracoli del sac. Salvatore Scozzari, nel 1906, ma anche quella del sac. Giuseppe Calà, nel 1909, rimasto manoscritto. Come non pensare, pure, al primo settimanale locale, il Tin Ton, nel 1910/11, condotto da alcuni preti illuminati di Mussomeli, Gaetano Valenza, Salvatore Giacalone, Pasquale Mulè e… Salvatore Scozzari, in continuo contatto epistolare con Don Luigi Sturzo di Caltagirone, il fondatore del Partito Popolare e l’ispiratore delle prime casse rurali. Il Piccolo credito agrario, poi Cassa rurale ed artigiana San Giuseppe, che darà una boccata d’ossigeno all’asfittico sistema economico locale, nascerà nel 1903.

    Qui, con la relazione sulle “Condizioni attuali del castello” del 1909 e la pubblicazione sulla rivista L’Architettura Italiana, edita a Torino nel maggio del 1911, de “Il Castello di Mussomeli ed i suoi restauri”dell’arch. Armò (pubblicato da Progetto Vallone nel 1994), vorrei cominciare un piccolo interessantissimo viaggio intorno al nostro maniero, il bene storico locale più importante e più prestigioso che abbiamo, fatto dichiarare monumento nazionale nel 1908, proprio su richiesta dell’allora sindaco Testadiferro. Con la sua grafia ordinata e chiara, come si può vedere dalla riproduzione di parte del manoscritto qui pubblicato, l’Armò scriveva, prima dell’inizio dei restauri: “il Castello è talmente insidiato dall’opera devastatrice del tempo che richiede con la massima urgenza l’aiuto del costruttore e dell’amoroso restauratore. Andrò descrivendo ogni cosa, percorrendolo, e man mano andrò richiamando l’attenzione su quelle parti che hanno più bisogno di conservazione e di restauro”. Si tratta di un documento storico straordinario, che, con la sua meticolosa descrizione di tutti gli ambienti, ci dà un quadro completo di quelle che erano le condizioni del nostro monumento medievale. E’ innegabile, come si capisce anche dalle bellissime ed eccezionali foto della seconda metà dell’800, che, ormai, erano pochissimi i muri, le bifore, i portali e gli archi rimasti integri.  Molti conci, con l’inizio dei restauri, saranno recuperati dall’Armò sotto ed attorno al castello. E possiamo dire, senza ombra di dubbio, che se non ci fosse stato l’interessamento di Desiderio Sorce e di quel gruppo benemerito di intellettuali, oltre allo studio certosino ed all’opera altamente professionale dell’Armò, (nel 1904, fu pure incaricato dal rettore padre Giuseppe Calà, primo storico di Mussomeli, di disegnare e rifare l’altare principale del santuario della Madonna dei Miracoli), oggi, del nostro castello non ci sarebbero nemmeno i ruderi.

I muretti antichi della prima rampa di accesso, ci riferisce l’Armò, già allora si stavano irrimediabilmente perdendo ed, oggi, purtroppo, non n’è rimasto quasi niente. Lo spazio alla fine della prima rampa, prima dell’ingresso principale, era utilizzato addirittura come rifugio di pastori (!!). La prima porta, sulla quale vi erano, a sinistra, allora decifrabile, lo stemma dei Castellar (le tre torri), a destra uno stemma ormai distrutto ed irriconoscibile, doveva essere liberata da una recente muratura, fatta per sostenere l’arcata che rischiava sicuramente di crollare. La volta della scuderia minacciava di venire giù ed il pavimento era tutto coperto di terra. Sul secondo ingresso, egli riusciva ad intravedere uno stemma con un’aquila che sormontava il vano del portone, e su un lato del muro il giglio e le tre torri dei Castellar. Molti muri del secondo recinto erano quasi tutti cadenti ed il  materiale di alcune bifore e feritoie in massima parte perduto. La sala dei baroni in quasi completa rovina, compresi i 5 grandi archi della sala delle armi sottostante. Era urgentissimo, scriveva l’Armò, consolidarli e collegarli con travature per ripristinare il solaio, e rafforzare ed incatenare le fabbriche eliminando anche le brutte sovrapposizioni in muratura che erano state fatte qualche decennio prima. La stanza delle tre donne doveva essere liberata da bruttissime recenti opere murarie e restaurata. Anche le tre sale successive, relativamente ben conservate, con finestre bifore molto rovinate, e coperte da volte a crociera con costoloni in buono stato, avevano bisogno di alcuni interventi necessari ed immediati. Le tre sale coperte a crociera, dice l’Armò, pare che non avessero mai avuto una copertura a tegole, e che un tubo di argilla attraversasse una delle crociere, nel suo spessore, per fare, forse, da portavoce (!!). Inoltre si doveva provvedere alla stabilità delle costruzioni del secondo recinto, ancora in piedi, al consolidamento del  mastio, il cosiddetto mulino, al restauro del portale della cappella, che come quella della sala dei baroni, era molto corrosa dal tempo ed in cattive condizioni di stabilità. Il suo interno, con volta a crociera, discretamente conservata, scrive, era stato barbaramente intonacato, e doveva essere scrostato accuratamente. Da ripristinare i merli delle mura attorno, di cui restavano solo poche tracce, e bisognava proteggere vani e bifore con adeguate chiusure per impedire la nidificazione di colombe e il conseguente gravissimo danno fatto dai cacciatori (!!) con i loro fucili sulle sacre mura del castello. Anche i sotterranei, con un sapiente scavo, andavano sgomberati dal materiale terroso, per liberare le vie di comunicazione, e gli eventuali passaggi segreti, tra i vari ambienti. Occorreva, riferisce il nostro architetto in quella sua relazione del settembre 1909, “un lunghissimo studio, una perseverante opera di ricerca e di restauro prima che il castello possa palpitare della sua vita e della sua storia”.

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“Aiutatemi, non ho i soldi  per l’ultima speranza di sconfiggere il cancro”. L’appello di Giovanni Del Moro

“Aiutatemi, non ho i soldi per l’ultima speranza di sconfiggere il cancro”. L’appello di Giovanni Del Moro

MUSSOMELI  –  Ha 52 anni,  di origine laziale ma mussomelese d’adozione, gli ultimi 5 dei quali impegnato a non darla vinta a un tumore del sangue. Ora si affida allla generosità delle persone per trovare i fondi necessari a curarsi.

IL DRAMMA. In un commovente appello pubblicato su un social network, Giovanni del Moro scrive: “Quando ti trovi per la prima volta a dover affrontare la parola Cancro, il terrore si impadronisce di te,ti crolla il mondo addosso e ti senti perso”.

LA MALATTIA. “Nel 2012 – ricorda l’uomo – mi hanno diagnosticato un mieloma multiplo,(tumore al midollo osseo,che colpisce prevalentemente le ossa,) all’ultimo stadio,naturalmente l’approccio non fu dei migliori,in quanto con molta freddezza il medico di Palermo mi disse che mi sarebbero rimasti non più di due anni di vita”. Per il cinquantenne fu un calvario reso ancora più insopportabile dalla sua condizione  padre separato di un figlio che all’epoca della diagnosi aveva 11 anni.

LA BATTAGLIA. Dopo lo storidmento iniziale, grazie anche al supporto di medici e amici nisseni, per Giovannì inizia la lotta contro questo infido nemico che si annida nel suo corpo, iniziando i primi cicli di chemioterapia.

IL PEGGIORAMENTO.  “Un mese fa – racconta Del Moro – ho sentito nuovamente quelle parole… ti rimane poco da vivere,fatti ripetuti accertamenti si evidenziavano crolli ripetuti delle vertebre,lesioni multiple sulle scapole,danni irreparabili sulla colonna vertebrale ,con rischio di paralisi ,lesioni dell’aorta.
In quest’ultima settimana ,sono gia due volte che mi rivolgo al pronto soccorso,per una terapia urgente del dolore ,per la quale sono arrivati purtroppo a dovermi curare con la morfina,in quanto qualsiasi tipo di medicinale non da nessun effetto”.

L’ULTIMA SPERANZA. “Unanime – prosegue l’uomo – è stato il consiglio dei dottori di rivolgermi,come ultima speranza ad un medico di fama mondiale, il medico Stefano Boriani,   l’unico ortopedico  che in Italia si occupa di Chirurgia Vertebrale Indirizzo Degenerativo Oncologico. Nonostante il terrore di sentirmi dire che non c’è nulla da fare, sono ottimista e dato che questa è l’ultima carta che mi posso giocare,vorrei tentare il tutto per tutto,purtroppo come sempre succede nello stato italiano, i migliori medici o le migliori strutture o le uniche che possono salvarti sono private, quindi inacessibili se non hai possibilità economiche”

L’APPELLO. Parlando “ai paesani,agli amici ,al buon cuore del popolo italiano ,che sempre davanti a queste problematiche ha dato senso di sensibilità ed amore verso il prossimo” Giovann Del Moro lancia il suo appello e scrive:

“Con un pò di vergogna.mi rivolgo a voi, vi chiedo di aiutarmi nel sostenere le spese per questa mia ultima possibilità.
Potete versare il vostro contributo in un conto solidarietà aperto presso  la Banca Mediolanum di Mussomeli
l’iban del conto è : IT 35 L 03062 34210 000001866038 intestato a DEL MORO GIOVANNI
 – Il Piacere di Leggere & Post Service Express di Sandra Mingoia
via Palermo 118 Mussomeli (CL)
Casuale :Fondo solidarietà.

Ps: tutti i versamenti saranno impiegati per: viaggi (Roma,Monza o Bologna)
visite ambulatoriali, acquisto medicinali, terapie, ricoveri ospedalieri
il tutto potrà essere documentato attraverso le fatture emesse dal Dr Boriani,
Vi ringrazio anticipatamente con tutto il cuore
Giovanni Del Moro
info : 3489817347/ 0934951555
email : tico28092001@msn.com”.

 

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Prostituzione, sanzionati “lucciola” e cliente

Prostituzione, sanzionati “lucciola” e cliente

Nuova sanzione per una “squillo” e un cliente. Era già accaduto. E il copione, adesso, si è ripetuto tra le pieghe di un controllo antiprostituzione effettuato dalla polizia.

È a tarda sera che una pattuglia della sezione volanti ha seguito le mosse di una giovane nigeriana, ai bordi della strada in attesa di clienti.

Da li a poco è arrivata un’auto e dopo una breve contrattazione la giovane è salita a bordo. È stato in quel frangente che i poliziotti hanno bloccato e identificato entrambi.

Lei una ragazza ventiseienne di nazionalità africana, lui un nisseno cinquantaduenne.

Ad entrambi, così come disposto dal sindaco di Caltanissetta in tema di contrasto al fenomeno della prostituzione, sono stati sanzionati. Dovranno sborsare 50 euro ciascuno.

Vincenzo Falci

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