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Categoria | Cronaca

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Si è spento l’illustre chimico mussomelese Giuseppe Messina. Lavorò anche con un premio Nobel

MUSSOMELI– Sì è spento ieri in Sardegna dove viveva il dottore Giuseppe Messina, era nato a Mussomeli il 23/12/1936.Molte persone lo conoscevano,perché, come tanti mussomelesi che vanno via da giovani dal paese,ritornava spesso tra le mura domestiche, portando con sé la moglie lombarda  e i tre figli, innamorati delle buone tradizioni siciliane e memori ancora oggi delle allegre e copiose tavolate campestri dove si cimenta il senso “tutto nostro “della famiglia. La vita lo aveva portato lontano,a Bologna, Milano, Sassari e in America. Era l’ultimo dei cinque figli du “zi Nofriu” che manteneva la famiglia gestendo una “putia” di vino, mestiere ritornato in voga oggi col nome più glamour di “wine bar”  Poiché  i soldi non bastavano per fare studiare tutti,il piccolo era stato ritirato ,dopo gli studi elementari. Ma le insistenze e i pianti accorati del bambino  che voleva a tutti i costi studiare,avevano spinto la sorella più grande,la maestra Teresa,a prepararlo per gli esami di ammissione.Superati a pieni voti,non si era più fermato. Iscritto in chimica a Palermo,non soddisfatto dell’ambiente, si era trasferito a Bologna, aiutato da una zia benestante e munifica, sorella del noto gesuita padre Giuseppe Messina, e qui aveva conseguito la sua bella laurea. Conteso subito da diverse ditte aveva scelto dapprima Milano, poi ,a seguito di una vantaggiosa offerta,l’Enichem (attualmente Eni) di Porto Torres con l’incarico di direttore del Centro ricerche, incarico che lo porterà per alcuni anni a Cleveland per collaborare con uno studioso insignito poi del Nobel per la Fisica.Egli è stato  un esempio per le nuove generazioni, che oggi pensano che il diritto allo studio sia una cosa scontata e perdipiu’ una noiosa scocciatura. Ritornato in Sardegna,ad Alghero , fu chiamato a collaborare anche con l’Università di Cagliari. Nonostante la lontananza  il dottore Messina, fino alla fine, ha mantenuto vivi i rapporti affettivi con la famiglia e i vecchi amici mussomelesi che vivevano fuori. Tra questi,il suo compagno di studi Giovanni Russo,anche lui chimico,fratello del noto pediatra Giuseppe Russo.  E l’artista della fotografia noto a livello internazionale, Melo Minnella,che spesso dopo averlo ospitato a Palermo,lo accompagnava a Mussomeli dove si fermava con immenso piacere a gustare le prelibatezze della tavolata che la famiglia del fratello Nicola, con parenti annessi, allestivano in campagna.

 

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