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Archivio | dicembre, 2017

 

Buon anno!

Buon anno!

 

Il direttore e la redazione di castelloincantato augurano a tutti un felice 2018!

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«Sono rapinatori e ladri», quattro nei guai

«Sono rapinatori e ladri», quattro nei guai

Dalle rapine ai furti. È un pesante fardello quello che la procura ha appioppato loro. Fino a chiedere che siano trascinati alal sbarra.

Nei guai il ventiseienne Gianluca Clizia,  il trentanovenne Giovanni Clizia, il ventinovenne di Serradifalco, Alfonso Clizia – tutti e tre serradifalchesi – e il trentatreenne Luciano Valenti.

Il quartetto – difeso  dagli avvocati Gaetano Costa,  Giuseppe Barba e Luigi Di Natale – è tirato in ballo per le ipotesi, a vario titolo, di rapina aggravata, sequestro di persona, furto, tentato furto e porto di oggetti atti ad offendere.

A loro, seppur con ruoli differenti ed alterni coinvolgimenti, carabinieri e procura hanno ricondotto qualcosa coem tre rapina in casa, due furti e un fallito colpo.

Tutte azioni che sono state effettuate nell’arco di cinque mesi, tra febbraio e luglio di un anno addietro.

Azioni anche violente quelle messe a segno ai danni di una donna novantenne , di un sessantasettenne e di un altro malcapitato ai quali sarebbero stati rapinati, complessivamente, oltre 35 mila euro in denaro contante e parecchio oro.

Mentre tra i furti, uno singolare ha avuto come bottino arnie con api e miele e un secondo raid analogo, a distanza di pochissimo giorni, è poi fallito.

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«Gli rubò la pistola», ex fidanzata resta in carcere

«Gli rubò la pistola», ex fidanzata resta in carcere

L’anno nuovo, per lei, inizierà così come si conclude il vecchio. In carcere era e in carcere rimane. Niente libertà alal giovane donna accusata di avere rubato una pistola al suo ex fidanzato.

Colpo che la ventottenne Genifer Tortorici – assistita dall’avvocato Ernesto Brivido – secondo l’accusa avrebbe compiuto con il ventottenne Checco Domenico Giovanni Calandra – assistito dall’avvocato Giuseppe Iannello – di Santa Caterina.

Il tribunale del riesame ha blindato l’arresto della giovane donna che rimane rinchiusa al carcere di Agrigento per il furto di una «beretta» ai danni del suo ex fidanzato.

La stessa ragazza, peraltro, è stata ritenuta pure l’autrice della rapina ai danni di un armiere nisseno, episodio per il quale è stata già condannata a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Ma per quest’ultima azione è arrivata l’ordinanza di custodia cautelare anche nei confronti della sorella, la trentenne Catena Tortorici – difesa dall’avvocatessa Maria Francesca Assennato  – e lo zio, il sessantasettenne Rosario Nicosia – difeso dall’avvocato Calogero Buscarino – pure loro in carcere.

E le loro richieste saranno vagliate dal tribunale ad inizio gennaio. Fino ad allora resteranno rinchiusi, così come ha stabilito adesso lo stesso «Riesame» per Genifer Tortorici.

Gli altri suoi parenti sono tirati in ballo per la rapina ad un armiere nisseno al quale nell’ottobre dello scorso anno è stata rapinata una «Taurus» e 150 munizioni. Avrebbe fatto da “palo”, in tempi diversi, mentre Genifer Tortorici avrebbe prima semi narcotizzato l’armiere per poi prendere pistola e munizioni.

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«No al 41 bis», boss si appella al tribunale di Roma

«No al 41 bis», boss si appella al tribunale di Roma

Boss di Cosa nostra si rivolge al tribunale di Sorveglianza di Roma per dire «no» ad altri due anni di regime detentivo speciale.

Quello comunemente noto come “41 bis”. A tentare di evitare l’ennesima proroga è il capomafia riesino, Pino Cammarata che già da ben oltre una quindicina di anni è sottoposto a regime carcerario duro.

Ora attraverso l’avvocato Vincenzo Vitello ha chiesto ai giudici della Capitale di revocare la proroga disposta dal ministro della Giustizia.

Atto che per altri due anni lo costringerebbe a rimanere sottoposto a questo status con il quale è recluso praticamente dall’inizio del suo periodo detentivo.

Che risale agli inizi degli anni duemila dopo un breve periodo di latitanza interrotto dalla cattura dei carabinieri.

Nel frattempo sul suo conto sono arrivate parecchie condanne: da una trentina di anni in totale per mafia ad ergastoli per delitti di mafia. Ma ha inanellato anche qualche assoluzione.

È sulla base di questo suo spessore criminale, che i magistrati gli hanno sempre affibbiato, che con cadenza regolare per il capomafia è scattato negli anni  il regime di 41 bis.

Così sarà per altri due anni ancora, a meno di un pronunciamento favorevole da parte del tribunale di sorveglianza di Roma.

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Mussomeli, conclusi gli interventi per la sostituzione dei contatori

Mussomeli, conclusi gli interventi per la sostituzione dei contatori

Mussomeli- Nel rispetto dei tempi indicati , Caltaqua – Acque di Caltanissetta SpA, gestore del servizio idrico integrato per il territorio della provincia di Caltanissetta, ha concluso i lavori per la sostituzione di poco più di mille contatori nel territorio di Mussomeli. L’intervento, che era stato avviato nelle scorse settimane, rientra nell’ambito dei lavori di ammodernamento e sostituzione della rete idrica e delle sue strutture di supporto e servizio (ID 129).

Con l’installazione dei nuovi misuratori – strumenti di precisione e sperimentata affidabilità oltre che di lunga durata – sale complessivamente a oltre 4mila il numero dei contatori sostituiti a Mussomeli a partire dallo scorso mese di giugno. Intervento che rientra nelle programmata azione di rimozione massiva dei vecchi contatori e della contestuale loro sostituzione con quelli di ultima generazione.

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Droga, altro ritrovamento di marijuana fiutata da «Asko»

Droga, altro ritrovamento di marijuana fiutata da «Asko»

È stato uno splendido esemplare di pastore tedesco, «Asko» dell’unità cinofili di Catania, a fiutare altra droga. L’ennesima partita scovata dalle forze dell’ordine nel cuore del centro storico nisseno, ormai dimostratosi una vera e propria centrale dello spaccio.

In questo caso una trentina di grammi di sostanza che poi s’è rivelata essere marijuana. Era stata occultata dietro alcuni tubi di scarico delle acque bianche.

Tra le pieghe dei controlli sono state verificate le posizioni di 76 persone, 37 delle quali stranieri, 10 sottoposti agli arresti domiciliari, ed eseguite 4 perquisizioni personali.

Il giro di vite – a cui hanno partecipato agenti di squadra mobile,volante,ufficio immigrazione, della  cinofili di Catania e reparto prevenzione crimine di Palermo – s’è catalizzato, in particolare, sullo storico rione provvidenza con un passaggio al pettine fitto di una vasta area.

La stessa che in questi ultimi mesi è stata più volte battuta dalle forze dell’ordine tutte, con il sequestro, complessivamente, di parecchia droga – soprattutto hashish e marijuana – e decine di denunce molte della quali a carico di pusher extracomunitari e, tra loro, anche diversi richiedenti asilo.

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Polizia, ecco il bilanci di un anno di attività

Polizia, ecco il bilanci di un anno di attività

Sono i “numeri” a rendere eloquente l’attività svolta dalla polizia nell’anno che sta per finire. Li ha illustrati il questore Giovanni Signer tracciando un bilancio ricco di risultati nell’affermazione della legalità.

Complessivamente sono state controllate 48.834 persone e 65.562 mezzi.

In tema di misure di prevenzione sono stati 44 gli avvisi orali, 16 i fogli di via obbligatori emessi, con divieto di fare ritorno in località della provincia di Caltanissetta, 12 Daspo inflitti per incontri di calcio, 6 ammoniti per stalking e per maltrattamenti in famiglia, 70 sono gli esposti presentati al questore per il componimento dei privati dissidi.

In calo i furti con 1.212 episodi, le rapine (27), ancor più le estorsioni calate del 40 per cento con 13 denunce e 33 le ricettazioni, mentre 101 i danneggiamenti seguiti da incendio con un incremento rispetto all’anni precedente.

Per quanto riguarda l’attività di contrasto, sono stati 211 le persone arrestate, delle quali 52 per associazione mafiosa, 32 per droga, 19 per furto, 55 su provvedimento dell’autorità giudiziaria per espiazione di pena e 54 per altri reati.

In tema di denunce sono state 754 di cui 77 per furto, 60 per lesioni personali, 54 per minacce, 49 per reati concernenti gli stupefacenti, 28 per danneggiamento seguito da incendio, 25 per ricettazione e 461 per altri reati.

Sei le operazioni messe a segno Praesidium, Polis, Extrafines, Far West, Effetto domino e un’operazione antidroga della Squadra Mobile a Mazzarino, con arresto in flagranza di 5 persone. Complessivamente sono stati 77 gli arresti, a vario titolo, per associazione mafiosa, intestazione fraudolenta, armi, scambio elettorale politico-mafioso, rapina, furti, danneggiamenti e droga.

La polizia amministrativa ha eseguito 148 controlli su esercizi commerciali, sanzionandone 17, compreso tre provvedimenti di sospensione attività.

Sul fronte immigrazione sono stati .896 i permessi di soggiorno, a 52 cittadini extracomunitari è stato notificato decreto di espulsione del prefetto, ad altri 7 il decreto di allontanamento 1.565 stranieri trattenuti al Centro di Pian del Lago sono stati accompagnati alla frontiera.

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Acquaviva, minacce a sanitario della guardia medica

Acquaviva, minacce a sanitario della guardia medica

Acquaviva-Minacce a un sanitario della guardia medica di Vallelunga. L’episodio sarebbe al vaglio delle forze dell’ordine per meglio valutare l’accaduto.

Perché la vicenda si sarebbe sviluppata in più fasi, l’ultima delle quali all’interno dello stesso ambulatorio. Per quello che sarebbe stato un codazzo di quanto sarebbe accaduto prima in casa di un ammalato.

Qualche incomprensione poi, sembrerebbe, anche parole grosse. E si sarebbe passato per un successivo tentativo di chiarimento da parte dell’ammalato.

Ma in ambulatorio il medico non sarebbe stato aggredito fisicamente. La questione sarebbe rimasta confinata nell’ambito di un attacco verbale. Forte, anche dai toni parecchio accesi, ma senza travalicare oltre.

La questione riproprone ovviamente il tema della sicurezza per chi opera nel servizio di guardia medica. E purtroppo le cronache hanno dimostrato più volte come gli operatori siano costretti a muoversi quasi su un terreno di frontiera.

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Da «Casa Rosetta» ponte della solidarietà con il Mozambico

Da «Casa Rosetta» ponte della solidarietà con il Mozambico

Visita, per una “cinque giorni”, di una delegazione ufficiale della Unidos, Rede national sobre drogas e Hiv, del Mozambico, alle strutture ed ai servizi della associazione «Casa famiglia Rosetta».

«Costruiamo un ponte di solidarietà – è stato spiegato – capace di collegare due terre, Sicilia e Mozambico, separate da oltre seimila chilometri, ma unite da uno spirito comune, quello della lotta contro la droga, l’emarginazione e la povertà».

La delegazione è composta da Manuel Fernando Condula, educatore che opera sul fronte riduzione del danno Lucilia Rosina Agostinho. Al loro fianco il fondatore e presidente della associazione, don Vincenzo Sorce.

In agenda diverse tematiche sociali sul fenomeno delle dipendenze patologiche, soprattutto da sostanza, quale problema rilevante in Mozambico.

«La Rede National Unido – è stato evidenziato – si propone di creare comunità terapeutiche sul territorio mozambicano e collaborare con l’associazione “Casa Rosetta” per formare personale qualificato capace di dare risposte concrete ai bisogni della popolazione con particolare attenzione a quelle che sono le peculiarità e le diversità di genere». Realtà molto differenti ma ccomunate dalla volontà di fornire risposte concrete a chi le attende.

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Campofranco, denunciato titolare di agenzia di scommesse

Campofranco, denunciato titolare di agenzia di scommesse

A Campofranco una delle agenzie di scommesse in cui sarebbero state rilevate irregolarità. Secondo i poliziotti della divisione di polizia amministrativa della questura di Caltanissetta

Avrebbe operato in maniera illegale, perché sprovvista di concessione dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Stessa situazione è stata rilevata dagli agenti anche in un’altra agenzia scommesse di Caltanissetta.

Per queste violazioni i due titolari, un trentenne e un ventinovenne, sono stati denunciati alla procura della Repubblica.

In caso di condanna – hanno rilevato gli stessi investigatori – rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni e il sequestro dei locali.

Altro settore finito nel mirino dei controlli è quello dei compro-oro. Il titolare di un esercizio nisseno è risultato in difetto nella tenuta dei dati identificativi dei clienti. In questo modo è andato incontro – così come prevedono la normativa in materia e le leggi complementari – ad una sanzione amministrativa compresa tra i mille ed i diecimila euro, rischiando, inoltre, in caso di recidiva, la revoca della licenza di compro-oro.

I controlli si sono concentrati anche sulla sensibilizzazione in tema di vendita, assolutamente vietata, di sostanze alcoliche ai minori e in tal senso non sono state rilevate irregolarità.

Ultimo aspetto preso in esame è la prevenzione per la vendita illegale di giochi di artificio di genere vietato, tema delicato soprattutto in vista del capodanno.

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