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Categoria | Cronaca

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«Prese a pugni agente penitenziario», psichiatra stabilirà se era sano di mente

Su loro l’accusa di avere pestato un agente di polizia penitenziaria fino a fratturagli il naso. Ma adesso il legale di uno dei due sospetti aggressori ha messo in dubbio la lucidità mentale del suo assistito.

Così ha chiesto che sia sottoposto a perizia psichiatrica per stabilire se nel momento in cui ha picchiato l’agente polpen, sia stato in grado d’intendere e di volere.

A passare per l’esame che ne dovrà stabilire le capacità psichiche è il trentasettenne nisseno Michele Mirisola – assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini – alla sbarra insieme al ventiquattrenne Riccardo Federico Ciulla – difeso dall’avvocato Salvatore Candura –  perché chiamati a rispondere di lesioni aggravate.

In più il solo Mirisola è accusato pure di minacce aggravate.

Reati che si sarebbero consumati ai danni  di Vincenzo C., 33 anni – assistito dall’avvocato Rosario Di Proietto – l’assistente penitenziario che sarebbe finito in ospedale per le botte ricevute.

I fatti in questione risalgono al maggio dello scorso anno. E il pretesto per appianare vecchie ruggini, sembrerebbe, sarebbe stato un pitbull appartenente a Ciulla e che avrebbe terrorizzato le figlie dell’agente.

Quella sera i due, soprattutto Mirisola secondo l’accusa, avrebbero preso a pugni il malcapitato fino a procurargli, tra le altre ferite, anche la rottura del naso.

 

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