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Categoria | Cronaca

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«No al 41 bis», boss si appella al tribunale di Roma

Boss di Cosa nostra si rivolge al tribunale di Sorveglianza di Roma per dire «no» ad altri due anni di regime detentivo speciale.

Quello comunemente noto come “41 bis”. A tentare di evitare l’ennesima proroga è il capomafia riesino, Pino Cammarata che già da ben oltre una quindicina di anni è sottoposto a regime carcerario duro.

Ora attraverso l’avvocato Vincenzo Vitello ha chiesto ai giudici della Capitale di revocare la proroga disposta dal ministro della Giustizia.

Atto che per altri due anni lo costringerebbe a rimanere sottoposto a questo status con il quale è recluso praticamente dall’inizio del suo periodo detentivo.

Che risale agli inizi degli anni duemila dopo un breve periodo di latitanza interrotto dalla cattura dei carabinieri.

Nel frattempo sul suo conto sono arrivate parecchie condanne: da una trentina di anni in totale per mafia ad ergastoli per delitti di mafia. Ma ha inanellato anche qualche assoluzione.

È sulla base di questo suo spessore criminale, che i magistrati gli hanno sempre affibbiato, che con cadenza regolare per il capomafia è scattato negli anni  il regime di 41 bis.

Così sarà per altri due anni ancora, a meno di un pronunciamento favorevole da parte del tribunale di sorveglianza di Roma.

 

di

- che ha scritto 1501 articoli su Castello Incantato.


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