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Categoria | Cronaca

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Dal Nisseno a Catania per comprare droga da smerciare

Caltanissetta – Dal Nisseno a Catania per comprare droga da smerciare. Questa l’accusa che ha fatto scattare ancora una volta la colpevolezza a carico di due giovani.

Condannati, ora come allora, il ventiseienne Giuseppe Puzzanghera e  il ventitreenne Simone Alabiso (difesi dagli avvocati (difeso dagli avvocati Carmelo Terranova e Giovanni Sanfilippo e Giovanni Maggio), accusati di detenzione e spaccio di stupefacenti.

Per quei 300 grammi di hashish che avrebbero comprato nel capoluogo etneo, laddove erano stati arrestati dalla polizia nel giugno di due anni fa.

Ora, in appello, è arrivata la conferma della condanna a 2 anni ciascuno di reclusione a fronte di una richiesta di 3 anni e 6 mesi per Puzzanghera – che già aveva avuto grane per droga – e di 2 anni e 4 mesi per Alabiso.

I due, in sella ad uno scooterone, sarebbero partiti da Riesi alla volta di Catania per incontrare in fornitore. Ma lì, piazza Eroi d’Ungheria, zona nota per lo spaccio, sono stati immortalati dalle telecamere di sorveglianza.

La polizia li ha arrestati, insieme al presunto fornitore, al momento dello scambio soldi-droga. Poi in casa del grossista catanese sono stati trovati anche soldi.

Puzzanghera, un paio di mesi prima di finire nei guai a Catania, era stato sorpreso a Cefalù, insieme ad un altro ragazzo di Riesi, con 700 grammi di hashish.

Nel processo che ne è derivato, per l’episodio all’ombra dell’Etna, i due giovani, giudicati con il rito abbreviato, sono stati condannati in entrambi i gradi del giudizio.

E se Puzzanghera ha ammesso le sue responsabilità ma respingendo la teoria dello spaccio, l’amico ha sempre negato ogni coinvolgimento.

 

di

- che ha scritto 1705 articoli su Castello Incantato.


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