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Categoria | Cronaca

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Peculato e concussione, azzerati e ricominciati processi a dirigente Asp

S’è ripartito daccapo. Ricominciando, dall’inizio, due distinti procedimenti a carico di un dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale nissena.

È Vito Milisenna  – difeso dagli avvocati Dino Milazzo e Sergio Monaco – tirato in ballo in una prima indagine per un presunto scambio di provette di sangue con la figlia e, in una seconda, perché non avrebbe versato nelle casse della stessa Asp le quote dovute per sue consulenze come medico legale.

Nel primo procedimento è chiamato a rispondere di induzione a dare o promettere utilità, imputazione che condivide con il medico di pronto soccorso Maria Tumminelli – assistita dall’avvocato Diego Perricone – mentre la figlia del dirigente è stata tirata in ballo perché sospettata di avere guidato sotto l’effetto dell’alcol anche se, secondo la tesi difensiva, le prove sarebbero state falsate solo da medicinali.

Nel secondo procedimento, che è ricominciato, invece, lo stesso dirigente è chiamato a difendersi dall’ipotesi di peculato. Per presunte perizia da lui effettuate fuori l’orario di servizio ma utilizzando le strutture ambulatoriali.

Il medico legale, secondo la tesi accusatoria, avrebbe effettuato consulenze professionali per diecimila euro nascondendole, però, all’azienda di appartenenza.

Da qui la presunta ipotesi di peculato che è stata al centro di un secondo dossier a carico del dirigente dell’Azienda sanitaria nissena.

Tutti e due i processi sono stati azzerati e adesso si è ripartito rinnovando le istruttorie davanti un nuovo Collegio giudicante.

 

di

- che ha scritto 1891 articoli su Castello Incantato.


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