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Categoria | Cronaca

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Mafia e pizzo, chieste pioggia di condanne

Sono colpevoli e vanno condannati. Non ha dubbi la procura generale nel chiedere l’affermazione di responsabilità, anche per coloro che furono assolti, nei confronti degli imputati tornati alla sbarra dinanzi la corte d’Appello nissena per mafia e pizzo. Per un’inchiesta che in più fasi s’è sviluppata sull’asse Sicilia-Nord Italia.

La condanna più severa a quattordici anni di reclusione è stata avanzata nei confronti di Emanuele Monachella, segue poi per entità, con dodici anni, Armando D’Arma; sarebbero otto anni e sei mesi per Giuseppe Piscopo, nove anni per Salvatore Burgio, stessa pena ad Aldo Pione, quattro anni e quattro mesi per Alessandro Farruggia, due anni e mezzo per il collaborante Fortunato Ferracane, tre anni e sei mesi ciascuno per Giuseppe Truculento ed  Angelo Greco e condanne, infine, per Claudio Conti, Pietro Caielli e Sebastiano Pelle e per i pentiti Nunzio Licata e Rosario Trubia, gli ultimi cinque assolti al termine del primo grado del giudizio.

Alle richieste della procura generale si sono associate anche le parti civili costituite, ossia associazione “Gaetano Giordano”, Confindustria, Comune di Gela e federazione antiracket.

 

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