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Categoria | Cronaca

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E’ uscito “Nove anni a Tientsin”, film girato a Sutera

SUTERA – Dopo due anni di lavorazione sta uscendo in questi giorni ad Acireale il film “Nove anni a Tientsin”, tratto da una storia vera della seconda guerra mondiale e girato in parte a Sutera ed in parte ad Acireale ed Acicatena.

Proprio a Sutera, nell’autunno del 2015 vennero girate le scene iniziali al museo etnoantropologico, al Rabato nelle vie intorno alla Madrice ed in piazza Sant’Agata. Molte persone suteresi vi fecero da comparse insieme ad attori professionisti della zona di Catania. Il paese oltre a godere di uno straordinario panorama ha conservato intatto, al Rabato, un impianto urbanistico di altri tempi ed al museo due stanze di inizio Novecento. Il Comune, inoltre, aveva messo a disposizione tutto quello che poteva servire. Anche la diocesi di Acireale, il cui vescovo ai tempi della guerra aveva svolto un importante ruolo di intermediario tra i familiari ed i prigionieri, aveva dato un sostegno concreto al regista Marcello Trovato mettendo a disposizione i locali della curia e le chiese, come anche il comune di Acicatena. Era poi seguito il montaggio e la musica, il tutto in meno di due anni e senza finanziamenti, né pubblici né privati.

Esce così un film indipendente, a cui il regista di Acireale pensava da anni, poiché Pietro, il protagonista, era suo nonno, mandato insieme al battaglione San Marco in Cina, nella legazione italiana di Tientsin, qualche mese prima della seconda mondiale. Milletrecento uomini davvero dimenticati, a cui non giungevano notizie dalla famiglie e che non riuscivano ad averne, gli uni e le altre in ansia, tra le ristrettezze e i bombardamenti di una guerra che si sentiva perduta e, poi, l’invasione angloamericana. Né gli uomini del San Marco se la passavano meglio, presi come prigionieri nel ’43 dai giapponesi e poi dagli americani. Il regista ricorda che di tanti ne tornarono soltanto due, il nonno ed un suo amico calabrese di Tropea. Tanto dimenticati che il nonno venne accusato di diserzione, quasi che fosse andato in giro per il mondo per un suo capriccio. L’accusa, manifestamente inconsistente, fu subito ritirata. La seconda parte del film è girata in chiave psicologica, con gli sforzi del protagonista di riadattamento ad una vita normale accanto alla moglie ed alla bambina, ormai cresciuta, che aveva lasciato di appena undici mesi.

Una storia raccontata con fedele attenzione ai particolari storici e di costume e che permette di portare in giro per l’Italia, e far conoscere, anche Sutera, dovunque il film sarà proiettato.

IL VIDEO

 

 

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