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Categoria | Attualità

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«Cuccioli abbandonati dal Comune? Solo una fake news», tuona il presidente del WWF

«Attacchi gravissimi, sconsiderati e diffamatori. Nessun cucciolo abbandonato, solo cani adulti vaccinati, microchippati e sterilizzati come previsto dalla legge. Chi propalerà ancora menzogne verrà denunciato alla magistratura». Senza tanti giri di parole è l’avvertimento lanciato dal presidente del Wwf Sicilia centrale, Ennio Bonfanti,che è sceso in campo contro quella che ha etichettato espressamente come una fake news. Che sarebe stata legata al presunto “abbandono di cuccioli da parte del Comune di San Cataldo”.

« Il Wwf Sicilia centrale – ha spiegato Bonfanti – interviene sulle recenti polemiche relative alla sterilizzazione, vaccinazione, microchippatura e reimmissione sul territorio di 13 cani adulti, precedentemente prelevati dal territorio comunale e detenuti in un canile privato convenzionato, decisa dal Sindaco di San Cataldo, Giampiero Modaffari in base alla legge regionale sulla prevenzione del randagismo».

Sempre secondo lo stesso presidente dell’associazione di protezione ambientale, dopo la liberazione di tredici cani adulti – effettuata alla presenza di una squadra della polizia municipale, una guardia zoofila volontaria del Wwf e un addetto della società convenzionata –  avrebbe preso corpo «una colossale fake news, propalando notizie false, gravi e tendenziose con le quali si è scatenata una psicosi collettiva che, come spesso accade, ha trovato sfogo sui social network dove la diffusione è avvenuta in maniera incontrollata e virale. Così, una ordinaria e benemerita azione di contrasto al randagismo – ha aggiunto – è stata trasformata in una incredibile e catastrofica fake news: la notizia montata ad arte, infatti, riferiva di 16 o 17 poveri “cuccioli” amorevolmente accuditi in un canile che, all’improvviso e per una folle scelta del sindaco, sarebbero stati deportati dal canile e abbandonati “a pioggia” sul territorio».

E, soffermandosi ancora sulla questione, Bonfanti ha rimarcato come «la prima grave falsità riguarda proprio le caratteristiche degli animali, perché nessun cucciolo è stato abbandonato, ma tutti i cani reimmessi erano adulti. Poi erano tutti di provenienza randagia, nessuno è nato in canile»

E as’è poi soffermato anche sull’aspetto sanitario dela vicenda chiarendo che «tutti gli animali sono stati precedentemente vaccinati, sterilizzati e microchippati; prima della reimmissione sono stati sottoposti a visita medica da parte del veterinario responsabile della struttura di detenzione, che ha certificato lo stato di salute per ogni soggetto; ogni animale, inoltre, è stato preventivamente monitorato per accertarne l’indole docile e l’idoneità a tornare a vivere libero sul territorio».

 

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