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Categoria | Cronaca

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«Armi per attentare a carabiniere», una condanna confermata e altre 3 in parte annullate

Una condanna confermata mentre altre tre sono state in parte cancellate ma passando per alcuni distinguo. Così per  tre uomini e una donna tirati in ballo per differenti contestazioni.

Tra queste accuse per armi che, secondo la tesi degli inquirenti, sarebbero state destinate ad attentare alla vita di un maresciallo dei carabinieri.

Ma  Salvatore Faulisi, Raimondo Scalzo e Maurizio Porcello erano stati accusati di concorso aggravato in ricettazione, porto e detenzione abusiva di armi, mentre la moglie dell’ultimo, Francesca Cusimano,  solo di minacce aggravate.

Alla fine la Cassazione ha rigettato totalmente il ricorso presentato da Porcello che s’è visto confermare al pena a 5 anni e 6 mesi di carcere, mentre la moglie, la  Cusimano, tornerà in aula per un nuovo appello perché venga rideterminata la pena.

La donna è accusata di avere minacciato di morte un ventenne di Resuttano perché ritrattasse alcune accuse mosse nei confronti del marito, poi finito in carcere tra le pieghe del blitz scattato nel novembre di quattro anni addietro.

Annullamento della sentenza, ma parziale, anche per Faulisi e Porcello che in appello erano stati condannati entrambi a 3 anni e 6 mesi. Pure per la loro la pena dovrà essere rideterminata.

Secondo la tesi accusatoria, il progetto di attentato al sottufficiale – da qui il processo per la contestata movimentazioni di armi – sarebbe scattato perché questi avrebbe nutrito sospetti su qualcuno degli imputati per furti di materiale da una grossa azienda agricola che nel frattempo era stata confiscata perché in odor di mafia.

 

di

- che ha scritto 1834 articoli su Castello Incantato.


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