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Categoria | Attualità

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Perchè l’Intelligenza Artificiale fa paura. Ne abbiamo parlato con lo sviluppatore Pasquale Pellitteri

PALERMO – Con lo sviluppo di realtà virtuale, nuove tecnologie e Intelligenza Artificiale,  quali scenari più o meno apocalittici ci attendono nel breve e medio periodo? Ne abbiamo parlato con Pasquale Pellitteri che ha lasciato Mussomeli da 20 anni e ha lavorato per diverse grandi aziende bancarie e di telecomunicazioni, tra Milano e Torino, come sviluppatore.Ha collaborato con diverse università e come correlatore ha firmato varie tesi di laurea.Oggi lavora, a Torino,  in una delle più grandi software house italiane, Engineering.

Pasquale Pellitteri che fai  nello specifico?

Mi occupo di progetti per grosse aziende e gestisco un team di sviluppatori, lavoro in Engineering, azienda con oltre 10.000 impiegati e un miliardo di fatturato presente in oltre 20 nazioni.

Lavori in un campo a rapidissimo sviluppo, cosa puoi dirci?

E’ vero oggi i campi sono i più svariati dalle applicazioni mobile al cloud,  dai sistemi IOT (internet delle cose) ai big data, dalla realtà aumentata alla realtà virtuale fino a quella che considero la più enigmatica l’ AI cioè l’intelligenza arificiale.

In che senso la più enigmatica?

Vedi delle altre tecnologie che ho menzionato si è sempre pensato come a una evoluzione normale, ma l’IA è qualcosa di diverso e per certi versi incontrollabile.

Pensa che c’è stata una petizioni di svariati scienziati tra cui Stephen Hawking, per gettare l’allarme e dicono che “potrebbe essere il peggior evento della storia della nostra civiltà”.

Inquietante, ma perché?

Perchè la “singolarità” accadrà e non è più questione di se, ma solo di quando.

Cito Jürgen Schmidhuber, uno dei padri dell’intelligenza artificiale “Per singolarità tecnologica si intende il raggiungimento di un punto nello sviluppo di una civiltà, in cui il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani”.

Si pensa che possa avvenire entro 30 anni, altri dicono addirittura entro 15 anni, una data che sembra lontana ma in realtà è molto vicina.

Ma non necessariamente è un avvento negativo…

In realtà non lo sa nessuno, ma ti posso fare degli esempi che avverranno nei prossimi anni, quello di cui parlo sono sviluppi nei centri di ricerca e non di previsioni.

Entro 5 anni i sistemi di traduzione potranno tradurre un libro con le sottigliezze di un umano, le auto che si guidano da sole gironzolano già in California e in altri stati e presto in Europa e i sistemi potranno capire una domanda e dare una risposta coerente.

Questo vuol dire che perderanno il lavoro traduttori, taxisti e centralinisti esempi non marginali e potrei continuare, si pensa che siano a rischio entro 10 anni il 30% dei posti di lavoro in USA.

Un futuro da incubo…

Come dicevo l’Intelligenza Artificiale non è come qualsiasi tecnologia, comunque non necessariamente negativa perché maggior produttività significa anche meno ore di lavoro e più tempo libero, insomma un domani da reinventarci, c’è ancora tempo, il problema è che oggi nessun governo sa cosa fare, poche idee e molto confuse.

D’altro canto l’ IA è oggi presente e la usiamo tutti i giorni, con i traduttori, nei motori di ricerca, nel dare comandi vocali e si è dimostrata valida in tanti settori come la medicina.

E in Italia in questo campo come è la situazione?

Mi piacerebbe dirti buona  ma non è così, oggi c’è un duopolio Cina – USA, ma stanno facendo massicci investimenti anche Russia e India.

Si potrà parlare di coscienza in una Intelligenza Artificiale?

Si tende a determinare la coscienza dal comportamento, in altre parole se reagisce in un determinato modo ad un determinato stimolo siamo propensi a definire che abbia una coscienza, in realtà attualmente non ci sono metodi per determinarlo, il test di Turing da questo punto di vista è inadeguato.

Quindi quando una IA replicherà gli aspetti del comportamento umano saremo propensi a dargli una coscienza.

 

di

- che ha scritto 6710 articoli su Castello Incantato.


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