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Categoria | Cronaca

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«Diffamò su Facebook poliziotti che lo avevano arrestato», condannato

Caltanissetta – Sulle pagine di Facebook avrebbe diffamato i poliziotti che un anno prima lo avevano arrestato. Una sorta di vendetta che, adesso, ha finito per pagare a caro prezzo.

Già perché s’è vista piovere sul capo una condanna per diffamazione aggravata su internet.. Che il giudice ha sentenziato nei confronti del quarantaduenne Giuseppe Marchese – difeso dall’avvocato Francesco Di Giovanna – al quale sono stati inflitti sei mesi di reclusione oltre al pagamento dei danni in favore della stessa parte civile.

Sì, perché nei suoi confronti s’è costituito in dibattimento – d’altronde è stata la sua denuncia a trascinarlo in giudizio – l’agente della Squadra mobile nissena, Elio Figliuzzi – assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini – che una notte di metà maggio di cinque anni fa è rimasto ferito dopo che un’auto, che sarebbe stata guidata dallo stesso imputato, ha forzato un posto di controllo.

Un anno dopo, sul noto social network, il quarantaduenne avrebbe postato sulle sue pagine un paio di messaggi particolarmente offensivi nei confronti di quei poliziotti che un anno prima lo avevano arrestato. Apostrofandoli in maniera particolarmente pesante, con espressioni a dir poco popolaresche.

Da qui la denuncia a suo carico e uno dei due agenti ha deciso di andare fino in fondo costituendosi parte civile nel procedimento che adesso s’è chiuso con il verdetto di colpevolezza a carico dell’imputato.

 

di

- che ha scritto 1987 articoli su Castello Incantato.


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