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Archivio | luglio, 2018

 

Finanza di Mussomeli, sequestro di merce e droga

Finanza di Mussomeli, sequestro di merce e droga

MUSSOMELI – Operazioni della Tenenza di Mussomeli e dei i baschi verdi della Compagnia di Caltanissetta. Con un nuovo sequestro di merce e di droga.

Sotto il coordinamento della Prefettura nissena, ha notevolmente intensificato il controllo del territorio su indicazioni della prefettura.

E, al termine dell’importante operazione sequestrando oltre 550 borse contraffatte, 600 dvd pirata. Sono stati sequestrati, inoltre, circa 15 grammi di stupefacente tra cocaina, marijuana e hashish.

Un giovane senegalese è stato segnalato alla procura della Repubblica per vendita di materiale contraffatto, riferito alle borse.

Mentre un altro giovane dello Sri Lanka è stato denunciato per droga. Per la cocaina e l’hashish che i baschi verdi hanno recuperato.

Sono stati segnalati alla prefettura pure sette assuntori perché i loro nomi fossero annotati nel registro degli assuntori.

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Sabato torna “Battichiè”, ieri la presentazione con Karla De Lara che donerà un murales a Mussomeli

Sabato torna “Battichiè”, ieri la presentazione con Karla De Lara che donerà un murales a Mussomeli

MUSSOMELI – Torna per la seconda edizione consecutiva l’evento “Battichiè” a cura dell’associazione “Futtitinni Sicily Experience”. “Sullo sfondo del quartiere San Giovanni,  – spiegano gli organizzatori –  nel cuore del centro storico mussomelese, come in una cartolina in bianco e nero,  sabato 4 Agosto a partire dalle 21, rivivranno le atmosfere degli anni del dopoguerra, segnate sì dalla povertà e dalle ferite della guerra, ma anche da una vitalità capace di guardare al futuro con fiducia e speranza. In questo contesto, i visitatori potranno vivere da protagonisti un’esperienza emozionale unica immergendosi in ambientazioni iconograficamente riconducibili ai modelli cinematografici del neorealismo ed arricchite dalla presenza di interventi teatrali, musicali, installazioni artistiche, mercatini dell’artigianato, balli, degustazioni ed auto d’epoca”. Tra gli ospiti, la pittrice messicana Karla De Lara, artista di fama internazionale, definita “madre della pop art iperrealista”- che per l’occasione realizzerà un murale ed una mostra dedicata al mondo cinematografico in bianco e nero- ed Angelo Sicilia, presente con il suo Teatro dei Pupi Antimafia. A dare ritmo alla serata gli Swingology Ensemble e i maestri della scuola di ballo palermitana Swing and Shot. L’abbigliamento a tema è gradito ma non obbligatorio. Evento gratuito”.

 

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Marianopoli, venerdì un laboratorio manipolativo dell’argilla

Marianopoli, venerdì un laboratorio manipolativo dell’argilla

MARIANOPOLI – Venerdì 3 agosto 2018 BCsicilia di Marianopoli parteciperà alla VI Giornata della Cultura organizzata dall’Amministrazione comunale con la realizzazione di un laboratorio manipolativo dell’argilla per sperimentare le tecniche decorative e pittoriche usate dall’uomo dalla preistoria fino all’età contemporanea.
Alle ore 10,00 i partecipanti saranno guidati all’interno delle sale del Museo Archeologico, in viale della Regione, nell’osservazione dei reperti esposti con particolare attenzione alle decorazioni incise e alle decorazioni pittoriche ornamentali a motivi geometrici, floreali e zoomorfi.
Successivamente, nel cortile esterno del museo, si lavorerà l’argilla per sperimentare le tecniche preistoriche e si decoreranno manufatti in terracotta per riprodurre quelle moderne.

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La lega al sindaco  Catania: “Cerca un posto al sole e non onora gli accordi presi”

La lega al sindaco Catania: “Cerca un posto al sole e non onora gli accordi presi”

MUSSOMELI – Botta  e risposta tra il sindaco di Mussomeli e il  Coordinamento della Lega di Mussomeli, che in una nota risponde in tono piccato a  Catania.  “ Ci aspettavamo  – si legge nel comunicato – una risposta sulla nostra presa di distanza dall’attuale amministrazione, ma non pensavamo che questa fosse intrisa di travisati pensieri. Eppure, con molta chiarezza, gli avevamo ricordato l’impegno profuso per la sua elezione, convintamente sostenuta e, con altrettanta chiarezza, dopo oltre tre anni, la nostra distanza dal suo modo di governare. Inoltre, ad onor del vero, il Sindaco parla di accordi fatti in campagna elettorale alla luce del sole, scevri da giochetti politici e di spartizioni. Purtroppo, non sempre è facile raccontare certe verità! Diventa, semmai, più semplice caricare ad altri colpe infondate ed ambizioni di voler godere di un posto al sole. Dopo soli tre anni, il Catania ha dimenticato dell’accordo sottoscritto durante la campagna elettorale, con una componente delle quattro liste che lo hanno candidato, all’insaputa delle altre tre. Ha dimenticato, anche, dell’accordo datato 26 dicembre 2016, dove, di suo pugno, scriveva che a conclusione delle elezioni regionali avrebbe richiesto, alle liste che lo avevano appoggiato, un rappresentante in giunta. Inoltre, il Signor Sindaco parla di condivisione massima di tutto e con tutti. Ricorda solo questo! Peccato che questo avveniva soltanto durante la campagna elettorale! Dopo la sua elezione, la chiusura più totale. Mai più alcuna forma di collaborazione”. Detto questo, per dare giustizia alla verità! Altro non si vuole che prendere le dovute distanze da tale amministrazione, tanto lontana dal nostro modo di pensare e di agire. Alla stessa si augura buon lavoro”.

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Ciclisti rispondono al richiamo delle origini. I cugini Di Maria pedaleranno  da Albenga a Villalba

Ciclisti rispondono al richiamo delle origini. I cugini Di Maria pedaleranno da Albenga a Villalba

VILLALBA – Una sorta di pellegrinaggio su due ruote. Davide e Giuseppe Di Maria, appasionati ciclisti che, legati da una rapporto di parentela tra loro e di origine con Villalba, hanno deciso di fare un viaggio a ritroso verso  il paese di cui sono originari.  Se più di mezzo secolo fa i loro genitori avevano lasciato il paese delle lenticchie per raggiungere Albenga dove è presente la più grande comunità di villalbesi  e oriundi, fuori dalla Sicilia, il 2 agosto i due, che sono anche cugini, compieranno questo tour ciclistico dalla Liguria alla Sicilia per raggiungere il luogo dove ha avuto inizio la loro storia. 1500 km di pedalate per ripercorere, lungo il versante tirrenico, per ripercorrere in senso opposto quel viaggio compiuto da tanti emigrati villalbesi che ad Albenga hanno trovato fortuna, affetto e accoglienza, dato che la comunità è ormai parte integrante del tessuto sociale, lavorativo, economico e politico del centro ligure. Questo il programma. Partenza ufficiale  fissata per il primo di agosto alle ore 19 da Albenga in vico del Collegio, dalla cantina dei Fieui di caruggi, dove ci sarnno sindaco e assessore allo sport, oltre a parente e amici,  a salutare Davide e Giuseppe Di Maria. La coppia, invero,  partirà, l’indomani, e dopo una settimana arriveranno a Villalba dove ad attenderli  ci sarà sindaco e villalbersi che accoglieranno a braccia aperte i due intraprendenti concittadini.

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Inchiesta «Pandora», scarcerato maresciallo dei carabinieri

Inchiesta «Pandora», scarcerato maresciallo dei carabinieri

Caltanissetta – Torna libero il maresciallo dei carabinieri arrestato una ventina di giorni addietro per l’inchiesta «Pandora». Dossier che ha fatto scattare 16 provvedimenti cautelari, tra carcere, domiciliari e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre altri due sono indagati in libertà.

Domenico Terenzio, maresciallo dei carabinieri in servizio alla tenenza di San Cataldo, è stato scarcerato. Il «Riesame», accogliendo l’istanza dell’avvocato Boris Pastorello, ha rimodulato la contestazione da concorso esterno in associazione mafiosa a favoreggiamento.

Da  qui, interrompendo la detenzione al carcere di Benevento, il ritorno in libertà del sottufficiale che, peraltro, è indagato pure per le ipotesi di rivelazione di segreti d’ufficio e falso.

Ma se il tribunale ha disposto la scarcerazione del maresciallo, per altri nove indagati – tra presunti affiliati a Cosa nostra, dipendenti del Comune di San Cataldo, imprenditori, funzionari e professionisti – sono rimasti in vigore i precedenti provvedimenti cautelari.

Anche se qualche indicazione, passando per parziali annullamenti di ordinanze, dal pronunciamento del tribunale è arrivato. Sì perché trasparirebbe una immaginabile regolarità della gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a San Cataldo. La stessa finita nel mirino degli inquirenti.

Così, pur cadendo un paio di episodi di corruzione nei confronti dell’imprenditore Liborio Lipari, nel concreto  resta agli arresti domiciliari.

Nulla da fare, quanto a colpo di spugna ai precedenti provvedimenti – differenti  per gli indagati – nei confronti

Alfonso Gaetano Ippolito, Angelo Giumento, Calogero Maurizio Di Vita, Cataldo Medico, Gioacchino Chitè,

Ivan Cristian Callari, Massimo Scalzo, Luigi Vivacqua e Salvatore Raimondi  – difesi dagli avvocati Sergio Iacona, Gianluca Amico, Giuseppe Dacquì, Dino Milazzo, Salvatore Baglio, Angelo ed Ennio També – .accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa,  estorsioni aggravate e corruzione aggravata in atti d’ufficio.

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Mafia e omicidi, si costituisce l’ultimo dei latitanti

Mafia e omicidi, si costituisce l’ultimo dei latitanti

Caltanissetta – Si è costituito l’ultimo dei latitanti dell’inchiesta «De Reditu» dei carabinieri su omicidi, mafia pizzo e stupefacenti.

È il ventiseienne Giuseppe Cammarata, figlio del boss di Cosa nostra Vincenzo Cammarata. Una delle nuove leve, secondo la tesi accusatoria, della famiglia Cammarata che da anni terrebbe saldamente tra le mani lo scettro di Cosa nostra a Riesi. È tornato da Parigi, dove si è trasferito da diverso tempo e, insieme al suo avvocato, il penalista Vincenzo Vitello, si è presentato alla caserma dei carabinieri.

Così come, oltre una settimana addietro, si è già costituito, sempre con al suo fianco l’avvocato Vitello, Salvatore Tambè, pure lui di Riesi, arrivato dalla Germania.

Cammarata, secondo l’accusa, per conto della famiglia mafiosa guidata dai suoi familiari – secondo l’impianto accusatorio – si sarebbe occupato della gestione delle estorsioni, per reperire soldi da riservare ai parenti dei detenuti.

Nelle stesse ore il tribunale del riesame ha negato la scarcerazione a aria Catena Cammarata ed al fratello, Francesco Cammarata. I due erano e restano in cella.

Discorso differente, invece, per altri coinvolti nello stesso blitz. Annullata l’ordinanza per l’imprenditore Daniele Correnti accusato di estorsione. Così come vanno in libertà Rocco Turco e Filippo Domenico Riggio e Carlo Crapanzano. I primi due sono accusati di mafia, il terzo dell’omicidio di Salvatore D’Alessandro.

Franco Bellia, tirato in ballo per l’omicidio di Michele Fantauzza, è ai domiciliari ma ha ottenuto il permesso di recarsi a lavoro.

Anche Giovanni Tararà potrà circolare liberamente in strada ad eccezione della fascia oraria che va dalle 21 alle 6 del mattino.

Questo il quadro emerso dal vaglio del  Riesame a carico dei sei – difesi dagli avvocati Vincenzo Vitello, Carmelo Terranova,  Davide Anzalone, Adriana Vella e Walter Tesauro  – tutti coinvolti nella stessa inchiesta con accuse variegate.

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«Sistema Montante», si appesantiscono le accuse per l’ex presidente del Senato Schifano

«Sistema Montante», si appesantiscono le accuse per l’ex presidente del Senato Schifano

Caltanissetta – Sull’ex presidente del Senato renato Schifani piove pure l’accusa di concorso esterno in associazione a delinquere.

La contestazione è arrivata tra le righe dell’avviso di chiusura delle indagini che la procura nissena ha notificato allo stesso Schifano e altri 23 indagati, a partire dall’ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante», ritenuto il cuore pulsante dell’intera inchiesta.

Non a caso dai magistrati nisseni lo scenario finito al centro del dossier è stato etichettato come «sistema Montante. Ipotizzando l’esistenza di una rete di spionaggio al servizio dello stesso Montante.

Nell’atto conclusivo della procura figurano anche i nomi dell’ufficiale della guardia di finanza, Mario Sanfilippo, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata poi passato ai servizi segreti, l’ex ispettore Diego Di Simone; Salvatore Graceffa, vice sovrintendente della polizia, il sostituto commissario Marco De Angelis, Andrea Grassi dirigente della prima divisione dello Sco di Roma, l’imprenditore Massimo Romano, il maggiore della guardia di finanza Ettore Orfanello, l’ex capo dei servizi segreti Arturo Esposito, il capo reparto dell’Aisi Andrea Cavacece, l’ex  comandante provinciale della guardia di finanza di Caltanissetta

Gianfranco Ardizzone, il docente universitario Angelo Cuva.

E, ancora, per favoreggiamento, Carmela Giardina e Rosetta Cangialosi  collaboratrici di Montante, Letterio Romeo, Andrea e Salvatore Calì, Carlo La Rotonda, il dirigente regionale Alessandro Ferrara, Vincenzo Mistretta, Maurizio Bernava e Salvatore Mauro.

Gli indagati avranno venti giorni di tempo, se lo vorranno, per farsi interrogare dai magistrati prima che il dossier approdi nelle mani del giudice

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Delitto nel Ravennate, dopo trent’anni nisseno indagato

Delitto nel Ravennate, dopo trent’anni nisseno indagato

C’è anche un nisseno tra gli indagati per un rapimento e un delitto nel Ravennate  risalenti a una trentina di anni addietro.

È un ex carabiniere gelese, Orazio Tasca, il cui nome è finito nel registro delle notizie di reato – insieme ad altri due presunti complici – per un fascicolo riaperto dalla procura di Ravenna, che ha pure disposto la riesumazione del corpo della vittima, l’allora ventunenne Paolo Minguzzi.

Dagli esami sui resti della salma gli inquirenti sperano di ricavare elementi utili alle nuove indagini.

Gli esperti verificheranno se sul corpo della vittima sono presenti tracce di dna dei tre indagati, uno dei quali l’ex carabiniere del Nisseno. Così come la divisa da militare aveva da poco indossato Minguzzi prima di essere sequestrato e poi ucciso. Ma nonostante ai suoi familiari, all’oscuro che fosse già stato ucciso, era stato chiesto un riscatto.

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Mussomeli, solidarietà al medico Sciarrino in protesta a difesa del «Longo»

Mussomeli, solidarietà al medico Sciarrino in protesta a difesa del «Longo»

Lo sciopero della fame in difesa dell’ospedale e del diritto alla salute è partito. Lo aveva annunciato pubblicamente e così è stato.

Saverio Sciarrino, medico dell’ospedale «Immacolata Longo» di Mussomeli sta protestando per dare voce al fortissimo disagio legato «turni massacranti per carenze do organico».

Un aspetto, quest’ultimo a cui hanno dato eco i deputati regionali pentastellati Nuccio Di Paola e Francesco Capello, partendo da un sentimento di solidarietà nei confronti del professionista.

«Quello di Mussomeli non e’ purtroppo un caso isolato ma è la triste realtà di una rimodulazione della rete sanitaria regionale che penalizza i cittadini dei piccoli centri a scapito dei grossi ospedali delle grandi città», hanno premesso i due parlamentari regionali.

«Per garantire i livelli essenziali di assistenza – hanno aggiunto –  occorre partire dai presidi sanitari territoriali dei piccoli centri. Al dottore Sciarrino ed a tutto il bacino d’utenza dell’ospedale di Mussomeli, giunga non solo la nostra solidarietà, ma anche la garanzia di un impegno immediato a migliorare la situazione».

Da qui, da parte dei due deputati di palazzo dei Normanni, « l’impegno di portare immediatamente il caso dell’ospedale “Longo” all’attenzione della commissione sanità dell’Assemblea regionale siciliana».

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