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Categoria | Cronaca

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Affari milionari con reperti archeologici, presi altri due sospetti trafficanti

Si allunga la scia degli arresti per il traffico internazionale di reperti archeologici al centro di una mega indagine dei carabinieri della sezione tutela patrimonio culturale.

Si sono consegnati ai carabinieri il sessantaduenne riesino Angelo Chiantia e il quarantaduenne gelese Simone De Simone che, secondo il teorema accusatorio, sarebbero stati intermediari per conto della sospetta organizzazione che avrebbe operato su scala internazionale. Tant’è che le indagini hanno toccato, oltre il Nisseno e altri centri italiani, anche Spagna, Germania e Regno Unito.

I loro nomi si sono aggiunti a quelli di Gaetano Patermo, 63 anni, di Riesi; Francesco Lucerna, 76 anni, di Riesi; Francesco Giordano, 71 anni, di Campobello di Licata;  Matteo Bello, 61 anni, di Ravanusa; Palmino Pietro Signorelli, 66 anni di Belpasso; Luigi Giuseppe Grifasi, 64 anni, di Ravanusa; Calogero Ninotta, 39 anni, di Ravanusa; Calogero Stagno, 51 anni, di Favara, Gaetano Romano, 58 anni, di Ravanusa; tutti questi in carcere.

Ai  domiciliari Luigi La Croce, 62 anni, di Strongoli; Valter Bertaggia, 70 anni, di Collegno nel Torinese; Giovanni Lucerna, 49 anni, di Torino; Maria Debora Lucerna, 55 anni pure lei di Torino; Luigi Signorello, 34 anni, di Belpasso e Salvatore Pappalardo, 75 anni, di Misterbianco.

Su loro, a vario titolo, pendono le accuse di vario titolo, di associazione per delinquere transnazionale dedita al traffico di reperti archeologici, provento di scavi clandestini in Sicilia.

Complessivamente sono stati recuperati qualcosa come 3 mila reperti, quasi tutti saccheggiati in Sicilia per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro.

 

di

- che ha scritto 2089 articoli su Castello Incantato.


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