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Categoria | Cronaca

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«Gli affari loschi con la spazzatura», nuovi particolari sul blitz

«I Soldi? Meglio poco alla volta, dà meno all’occhio». Questi sarebbero i contenuti di una delle intercettazioni che, secondo magistrati, carabinieri e guardia di finanza incastrerebbero l’ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale di San Cataldo, Paolo Iannello.

In questa intercettazione starebbe discutendo con il figlio, Davide Francesco Iannello, pure lui coinvolto nel blitz «Pandora» che avrebbe svelato una sorta di patto corruttivo per la gestione dei rifiuti a San Cataldo. Ma mentre l’ex dirigente del Comune è agli arresti domiciliari, al figlio – che è stato assolto pochi giorni fa per concussione in un’altra inchiesta su appalti pubblici – è stato imposto il solo obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Secondo la tesi accusatoria, quella presunta intesa avrebbe anche previsto una consulenza nelle società che avrebbe dovuto essere affidata a Iannello junior e un lavoro che sarebbe stato destinato alla nuora. Questo, almeno, quanto è stato ipotizzato dalla direzione distrettuale antimafia che ha coordinato le indagini di carabinieri e guardia di finanza.

Per quanto riguarda il maresciallo dei carabinieri coinvolto nella stessa giudiziaria – il sottufficiale era in servizio alla tenenza di San Cataldo – questi avrebbe informato uomini di Cosa nostra o loro familiari su talune indagini che li avrebbero riguardati. Da qui, tr al’altro, l’ipotesi di concorso esterno.

Nell’inchiesta è poi entrato di riflesso. Perché è intercettando sospetti mafiosi o loro familiari che gli investigatori avrebbero notato quelle continue telefonate. Così da finire pure lui nel mirino, con indagini che sono state affidate proprio ai suoi colleghi.

 

di

- che ha scritto 1987 articoli su Castello Incantato.


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