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Categoria | Cronaca

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Inchiesta «Pandora», scarcerato maresciallo dei carabinieri

Caltanissetta – Torna libero il maresciallo dei carabinieri arrestato una ventina di giorni addietro per l’inchiesta «Pandora». Dossier che ha fatto scattare 16 provvedimenti cautelari, tra carcere, domiciliari e obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, mentre altri due sono indagati in libertà.

Domenico Terenzio, maresciallo dei carabinieri in servizio alla tenenza di San Cataldo, è stato scarcerato. Il «Riesame», accogliendo l’istanza dell’avvocato Boris Pastorello, ha rimodulato la contestazione da concorso esterno in associazione mafiosa a favoreggiamento.

Da  qui, interrompendo la detenzione al carcere di Benevento, il ritorno in libertà del sottufficiale che, peraltro, è indagato pure per le ipotesi di rivelazione di segreti d’ufficio e falso.

Ma se il tribunale ha disposto la scarcerazione del maresciallo, per altri nove indagati – tra presunti affiliati a Cosa nostra, dipendenti del Comune di San Cataldo, imprenditori, funzionari e professionisti – sono rimasti in vigore i precedenti provvedimenti cautelari.

Anche se qualche indicazione, passando per parziali annullamenti di ordinanze, dal pronunciamento del tribunale è arrivato. Sì perché trasparirebbe una immaginabile regolarità della gara per l’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani a San Cataldo. La stessa finita nel mirino degli inquirenti.

Così, pur cadendo un paio di episodi di corruzione nei confronti dell’imprenditore Liborio Lipari, nel concreto  resta agli arresti domiciliari.

Nulla da fare, quanto a colpo di spugna ai precedenti provvedimenti – differenti  per gli indagati – nei confronti

Alfonso Gaetano Ippolito, Angelo Giumento, Calogero Maurizio Di Vita, Cataldo Medico, Gioacchino Chitè,

Ivan Cristian Callari, Massimo Scalzo, Luigi Vivacqua e Salvatore Raimondi  – difesi dagli avvocati Sergio Iacona, Gianluca Amico, Giuseppe Dacquì, Dino Milazzo, Salvatore Baglio, Angelo ed Ennio També – .accusati a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa,  estorsioni aggravate e corruzione aggravata in atti d’ufficio.

 

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