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Categoria | Cronaca

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“Preso mentre incassava il pizzo”, in cella il cugino dei boss di Cosa nostra

CALTANISSETTA – È stato arrestato mentre incassava il pizzo. Quei 3 mila euro che, secondo l’accusa, avrebbe estorto a un imprenditore.
È un altro dei Cammarata – famiglia a capo di Cosa nostra a Riesi – che, secondo gli inquirenti, è finito adesso nella rete.
Anche se lui, Salvatore Cammarata, cugino dei boss Pino e Vincenzo, prima d’ora non era mai finito in guai giudiziari. Adesso sì, E anche piuttosto seri.
È accusato di estorsione aggravata dai metodi mafiosi. Questa la contestazione che al momento lo tiene inchiodato in cella.
Seguendo passo passo ogni evoluzione di quella richiesta estorsiva – di cui i carabinieri sono venuti a conoscenza in precedenza attraverso una intercettazione telefonica – alla fine il sospetto estorsore, in realtà preso in flagranza di reato, è finito in trappola.
I militari lo hanno preso con i soldi appena incassati dall’imprenditore agricolo riesino. Anche se lui, il presunto estorsore, ha fornito una sua verità su quella dazione di denaro, indicandola come una sorta di parcella a lui dovuta per una mediazione. Che sarebbe il suo lavoro.
Salvatore Cammarata, peraltro fratello di Gaetano già condannato all’ergastolo in appello per il delitto dell’imprenditore Francesco Ritrovato, dopo la convalida del provvedimento e l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare è rimasto in carcere.
Ma gli atti – per l’aspetto a lui contestato in riferimento a questa sua azione che per l’accusa avrebbe messo a segno per conto di Cosa nostra – dovranno adesso passare ai magistrati della direzione distrettuale antimafia nissena.

 

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