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Archivio | settembre, 2018

 

Dall’uomo nero al buco nero. Così Mussomeli e il Vallone si avviano a morte certa

Dall’uomo nero al buco nero. Così Mussomeli e il Vallone si avviano a morte certa

MUSSOMELI – Una morte improvvisa e due decessi di cinquantenni. E’ questo il brutale bollettino di guerra che  il paese manfredonico ci consegna questo fine settimana. E se negli ultimi tempi l’uomo nero è stato al centro della cronaca, il Vallone è sempre più un buco nero che fagocita persone, infrastrutture e, soprattutto, diritti. Il supremo, in primis, quello  alla vita. Perché il leggendario spaventatore  seriale in maschera ha distolto l’attenzione dai problemi reali, drammatici e insoluti che attanagliano e maledicono questa lembo di terra. Tra i tre concittadini che ci hanno lasciato c’è Francesco Genuardi. Il cancro ha scelto che a 59 anni doveva abbandonare questa terra. Era vedovo, anche questo lo aveva deciso la medesima malattia che si era accanita contro la moglie. A Mussomeli e nel circondario c’è un numero di malati oncologici giovanili che, anche a chi non è esperto in statistica sanitaria, appare sospetto. Non sappiamo se esista l’uomo nero, però siamo certi che, nel Vallone,  ci sono molti gialli che andrebbero chiariti. Bisognerebbe, ad esempio, accertare una volta per tutte, se esiste una correlazione tra l’incidenza delle patologie tumorali e siti contaminati o sostanze contaminanti. Nell’attesa di avere conferma che questa è la terra dei fuochi, abbiamo almeno la certezza che  è il territorio dell’acqua. Quella che quando precipita dal cielo trasforma il sistema viario in fluviale. L’acqua che strappa, con voragini e crolli,  Mussomeli dal resto del mondo e lo rende un eremo. Il centro manfredonico  è orfano di intere generazioni, quelle comprese tra i 18 anni e 50 anni che a Mussomeli non ci sono più. Sono più i sacchetti di immondizia abbandonati per strada che gli esseri umani. E’ sempre più insistente e diffusa l’ipotesi  che i residenti effettivi siano meno di otto mila. Mussomeli perde abitanti ma anche servizi. Nessuna strada per raggiungere una citta, non c’è più il punto nascita, è stato soppresso l’Ufficio del Giudice di Pace ma nessuno se ne ricorda o finge di ricordarsene. Anche sul fronte del tessuto produttivo c’è il baratro. Il popolo delle partite Iva si riduce giorno dopo giorno, chiudono le saracinesche e gli esercenti che resistono lo fanno per eroica missione, senza prospettiva di inversione di rotta. Mussomeli è un vuoto a perdere. Un centro che perde pezzi tra chi muore e chi va via. E se prima si lasciava il paesello coltivando la speranza di tornare, oggi chi fugge stacca il biglietto di solo andata.  Un moto di gratitudine andrebbe rivolto all’uomo  nero che, per qualche giorno, è riuscito a distrarci dalle paure fondate e concrete che dovrebbero atterrirci. Uno spettro esiste: Mussomeli che è sempre più paese fantasma!

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Mussomeli, Alitalia condannata a risarcire due famiglie per un volo in ritardo

Mussomeli, Alitalia condannata a risarcire due famiglie per un volo in ritardo

MUSSOMELI – Alitalia condannata a risarcire due famiglie di Mussomeli. Il giudice, condividendo la tesi dell’avvocato Gero Salamone, ha imposto alla compagnia di bandiera d’indennizzare le due famiglie mussomelesi.

Alitalia sborserà 4.800 euro alle famiglie e 400 euro per ogni singolo passeggero, oltre a dovere far fronte alle spese processuali.

Il perché è presto spiegato. Nel dicembre di due anni fa, proprio sotto le festività natalizie, i due nuclei erano pronti a gustarsi una vacanza a Londra.

Il volo, con partenza da Catania, non sarebbe stato diretto ma avrebbe previsto scalo a Roma Fiumicino. Ma qualcosa, quel giorno, è andato per il verso sbagliato.

E per responsabilità della compagnia aerea le due famiglie sarebbero state costrette ad imbarcarsi su volo successivo, in ritardo di diverse ore rispetto alla partenza programmata con i biglietti in precedenza acquistati.

Come se non bastasse, nonostante le comprensibili insistenze da parte dei passeggeri, gli stessi non avrebbero ottenuto alcuna spiegazione da parte del personale e da Alitalia stessa.

Da qui, con quella vacanza in qualche modo avvelenata, l’idea poi di citare in giudizio la società aerea per chiedere di essere indennizzati per i disagi subiti e la forzata riduzione di vacanza.

Così hanno deciso di ricorrere al giudice di pace di Caltanissetta, lo stesso che ha riconosciuto «l’applicazione del regolamento che disciplina le ipotesi di inadempimento da parte del vettore aereo per cancellazione del volo, negato imbarco e ritardo prolungato».

E tra le pieghe della sentenza lo stesso giudice ha motivato la decisione sostenendo che «il diritto alla compensazione pecuniaria trova conforto nel principio sancito dalla Suprema Corte di Giustizia Europea che ne riconosce la debenza al passeggero di un volo con una o più coincidenze riconducibili ad un unico contratto di trasporto aereo operato dalla stessa compagnia aerea che abbia subito un ritardo alla partenza inferiore ai limiti stabiliti dalle norme europee, ma che abbia raggiunto la sua destinazione finale con un ritardo di durata pari o superiore a tre ore rispetto all’orario previsto».

 

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Donna trovata morta: autopsia rafforzerebbe la tesi del suicidio

Donna trovata morta: autopsia rafforzerebbe la tesi del suicidio

CALTANISSETTA – L’esame autoptico, da una prima analisi, avrebbe rafforzato la teoria del suicidio. Questa sarebbe la chiave di lettura della morte della cinquantaquattrenne Maria Teresa Torregrossa.

La necroscopia è stata eseguita dal medico legale Cataldo Raffino che avrebbe riscontrato altre ferite sul corpo della donna, probabilmente provocate con lo stesso coltello da cucina che poi l’ha uccisa.

Tagli quelli rilevati, in particolare, come se prima di assestare la coltellata fatale avesse tentato in altri modi di farla finita. Ma sono prime deduzioni. E in tal senso sarebbe stata rilevata anche l’assenza di un qualsiasi segnale di una possibile colluttazione. Nulla.

Conferme o meno, in tal senso, arriveranno soltanto quando tra un paio di mesi il medico legale incaricato dal sostituto Claudia Pasciuti depositerà un dettagliato rapporto sugli esiti dell’autopsia.

Soltanto allora l’inchiesta potrà definitivamente considerarsi chiusa nel caso in cui venga confermata la tesi del suicidio o, in altra eventuale ipotesi, si aprirebbe il giallo

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«Mafia e affari», in dodici dal giudice

«Mafia e affari», in dodici dal giudice

Caltanissetta – Svolta nell’inchiesta su mafia ed estorsioni ribattezzata  «Extra fines».  Perché una dozzina d’indagati prima e d’imputati adesso hanno chiesto al giudice per le udienze preliminari di essere giudicati con il rito abbreviato.

Così in questo troncone d’indagine, sviluppato dalla direzione distrettuale antimafia nissena, che va ad intrecciarsi con il dossier della procura romana denominato «Druso».

A chiedere adesso di essere giudicati con il rito abbreviato sono stati Salvatore Rinzivillo, Ivano Martorana, Emanuele Romano, Aldo Pione,  Giandomenico D’Ambra, Gaetano Massimo Gallo, Filippo Giannino, Marco Lazzari, Rosario Pione, Rolando Parigi, Alessandro Romano e Giuseppe Flavio Gallo.

Al centro dell’inchiesta le presunti interessi affaristici per alimentare le casse del gruppo mafioso legato alla famiglia Rinzivillo attraverso il controllo dei mercati ittici e dell’ortofrutta su vaste proporzioni.

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Truffa con coop edilizia, condannato un consigliere comunale

Truffa con coop edilizia, condannato un consigliere comunale

Caltanissetta –  Condannato per truffa un consigliere comunale nisseno ed ex capogruppo del Pd a palazzo del Carmine. Verdetto di colpevolezza anche per la moglie, ma per ricettazione e un altro imputato. Ne è uscito indenne il fratello.

Così, dal punto di vista processuale s’è conclusa la vicenda che visto sotto accusa, tra gli altri l’ex capogruppo Pd al consiglio copmunale di Caltanissetta, Angelo Scalia – difeso dall’avvocato  Walter Tesauro  – finito a giudizio perché, secondo il teorema accusatorio, avrebbe utilizzato soldi e materiale della coop per la realizzazione di una sua villa.

 E sotto processo lo è stato per la sua veste professionale, non politica.

Il giudice lo ha condannato a 2 anni e 10 mesi di reclusione, al pagamento di una provvisionale di 150 mila euro e al risarcimento dei danni – insieme ad altri imputati – in favore delle parti civili.

Condannato, per lo stesso reato, l’ex presidente della coop edilizia «Todesca», Gianluca Vitalizio – difeso dall’avvocato Michele Ambra – con una pena a un anno.

Era pure accusato di truffa, ma è stato assolto, Pietro Scalia – difeso dall’avvocato Davide Anzalone – fratello del consigliere.

Altra condanna, ma in questo caso per ricettazione di soldi, a carico di Rita Pasqualina Cravotta –

 difesa dall’avvocato Massimiliano Bellini – alla quale sono stati comminati 2 anni.

Nella veste di parte civile sono stati la coop edilizia «Todesca  e cinque soci  – assistiti dall’avvocato Giacomo Vitello – ai quali andranno provvisionali e risarcimento secondo quanto stabilirà poi il giudice civile.

Secondo la tesi accusatoria i soci avrebbero sborsato un bel po’ di soldi per villette che, poi, non sono mai state realizzate. Sono rimasti soltanto gli scheletri e nulla più.

Mentre la moglie di Angelo Scalia è stata accusata di avere comprato una villetta con i soldi che, per i magistrati, sarebbero stati il frutto della presunta truffa che avrebbe consumato il marito.

 

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Se ne è andato il gigante buono, a 54 anni si è spento Salvatore Cumbo

Se ne è andato il gigante buono, a 54 anni si è spento Salvatore Cumbo

MUSSOMELI – La sua stazza imponente  era proporzionale alla bontà d’animo. Oggi se ne è andato Salvatore Cumbo, 54 anni, a causa di un male incurabile. Era una persona semplice nel cui animo albergavano sentimenti di genuinità popolare. Cordiale, amichevole e rispettoso di tutti, godeva della stima e dell’affetto di tutti. Così stamane, quando si è appresa la notizia della prematura scomparsa dell’uomo, il paese  è stato avvolto da una diffusa e sentita tristezza. Salvatore aveva lavorato sin dalla giovane età, molti lo ricordano come impiegato nei circoli, sempre sorridente e ossequioso con tutti: giovani e meno giovani, potenti e umili. Questa sua attitudine alla gentilezza incondizionata aveva caratterizzato anche la sua ultima occupazione: lavorava nel servizio di portierato al Comune dove garbatamente dava il benvenuto a chiunque si recasse in Municipio. Legatissimo alla madre, la signora Giulia con cui ha abitato  fino alla scomparsa, era attaccatissimo  anche alla sorella e al fratello per i quali era stato un riferimento. Credeva nella famiglia ed era sempre pronto a supportarla. Mussomeli perde un grande uomo, candido nel cuore  e giovale nei modi. Domani alle 19,30  la salma verrà accompagnata dall’abitazione di via “G.B Bonfante” presso la chiesa del Carmelo dove lunedì alle  16 si terrà il rito funebre.

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Finalista al concorso “Genova per voi”,  per Florinda Venturella  stage coi big delle etichette discografiche

Finalista al concorso “Genova per voi”, per Florinda Venturella stage coi big delle etichette discografiche

MUSSOMELI – Ventitrè anni, cresciuta tra Villalba e Mussomeli, sin da bambina ha coltivato la passione per pentagramma, suoni e note. Oggi che si trova a Milano per studiare e perfezionarsi come cantante  e compositrice, Florinda Venturella ha ottenuto una importante conferma del suo talento: la giovane artista, infatti,  è stata selezionata, tra circa 200 aspiranti, tra gli 8 finalisti di “Genova per voi”, concorso nazionale per autori di canzoni ideato da Gian Piero Alloisio (autore per Francesco Guccini, Gaber-Jannacci e Gianni Morandi), e Franco Zanetti (direttore di Rockol e massimo esperto dei Beatles in Italia) e sostenuto da SIAE. Questo prestigioso risultato le ha permesso di partecipare a uno stage formativo di una settimana a Varazze in provincia di Savona. “Una opportunità – spiega Florinda – di conoscere le esigenze della realtà produttiva dell’industria musicale grazie agli incontri con i discografici  della Universal Music Publishing, il più importante editore musicale d’Europa. Ho partecipato a incontri sul diritto d’autore con Claudio Buja, presidente di Universal Music Publishing e consigliere di gestione SIAE e Matteo Fedeli, direttore della Divisione Musica di SIAE.  A Genova per voi ho messo alla prova le mie capacità di autrice provando a scrivere per cantanti già famosi e posso dire che è un settore che inizia ad interessarmi parallelamente al mio percorso da cantautrice. il concorso si è concluso sabato 22 settembre e questa esperienza mi ha dato l’importante possibilità di entrare in  contatto con Klaus Bonoldi, Lucrezia Savino  della major Universal e con il compositore e produttore Dario Faini che hanno valutato le capacità degli 8 finalisti riservandoci preziosi consigli. E’ stata una grande occasione di crescita grazie al confronto con i professionisti del settore e anche al lavoro di collaborazione instaurato con i ragazzi finalisti”.

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Infermiera nissena accoltellata, arrestato ex fidanzato della figlia

Infermiera nissena accoltellata, arrestato ex fidanzato della figlia

Caltanissetta – S’è chiusa, così com’era già nell’aria, la caccia al presunto assassino dell’infermiera nissena morta nel Siracusano. E il ragazzo, in realtà, avrebbe già ammesso le sue colpe.

È il diciannovenne  Giuseppe Lanteri ex fidanzato della figlia  della vittima, l’infermiera  quarantasettenne Loredana Lopiano originaria di Caltanissetta.

È durata alcune ore la fuga del ragazzo che avrebbe accoltellato la madre della sua ex ragazza. V’è da chiarire ancora se il delitto sia stato volontario o se la donna sia rimasta uccisa nel tentativo di difendere la figlia, dopo che il giovane aveva bussato alla loro porta di casa. Sì, perché lui non s’er amai arreso ala fine di quelal relazione con la ragazzina.

Cosa sia accaduto in quegli istanti è ancora da chiarire. L’unico dato certo, purtroppo, è la morte dell’infermiera.

Poi il ragazzo è fuggito. È stato rintracciato dalla polizia seguendo il suo telefono cellulare. È stato scovato non perché abbia effettuato chiamate, ma per alcuni messaggi whatsapp inviati.

Così è stato rintracciato a mare e arrestati dagli agenti. Poi il ragazzo avrebbe confessato le sue responsabilità. Adesso su disposizione della magistratura è stato rinchiuso in carcere.

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Nissena uccisa nel Siracusano, il sospettato in fuga avrebbe le ore contate

Nissena uccisa nel Siracusano, il sospettato in fuga avrebbe le ore contate

CALTANISSETTA – È caccia aperta al ragazzino diciannovenne sospettato per l’uccisione dell’infermiera nissena accoltellata nel Siracusano.

La vittima è la quarantasettenne Loredana Lopiano, originaria di Caltanissetta, ma che per lavoro si era trasferita diverso tempo addietro ad Avola.

Il ricercato è l’ex fidanzato della figlia della vittima. Sarebbe stata proprio la ragazzina a rompere il legame sentimentale con il diciannovenne ora braccato dalle forze dell’ordine.

Il giovane avrebbe minacciato mamma e  figlia e, secondo la tesi degli inquirenti, potrebbe essere stato lui ad avere accoltellato l’infermiera.

La donna – secondo una prima ricostruzione – sarebbe intervenuta in difesa della figlia nel momento in cui l’ex fidanzato avrebbe bussato alla loro porta di casa minacciosamente.

Quella difesa strenue della figlia le sarebbe costata la vita. Or ale forze dell’ordine sono sulle tracce del fuggitivo che potrebbe avere le ore contate.

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Scoperta serra di droga “fai da te”, giovane arrestato

Scoperta serra di droga “fai da te”, giovane arrestato

CALTANISSETTA – Lui, ai domiciliari, nascondeva la droga in casa. Anzi l’avrebbe coltivata all’interno del suo appartamento. Una serra “fai date”, l’ennesima smascherata dalle forze dell’ordine negli ultimi anni, che è stata scoperta dai carabinieri.
A coltivare le piante sarebbe stato peraltro, un giovane, il ventottenne M.G. che già si trovava sottoposti agli arresti domiciliari.
E’ stato il suo nervosismo a tradirlo durante un controllo effettuato dai militari. Che per questo suo atteggiamento hanno deciso di andare fino in fondo.
Presto hanno scoperto le ragioni di quel suo forte disagio. Già perché è saltata fuori la coltivazione. In particolare venti piante di canapa indiana, ognuna delle quali alta già un paio di metri.
Le piante sono state tutte sequestrate mentre al ragazzo sono stati revocati gli arresti domiciliari ed è stato rinchiuso in carcere per coltivazione illegale di stupefacenti.
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