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Categoria | Attualità

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Dall’uomo nero al buco nero. Così Mussomeli e il Vallone si avviano a morte certa

MUSSOMELI – Una morte improvvisa e due decessi di cinquantenni. E’ questo il brutale bollettino di guerra che  il paese manfredonico ci consegna questo fine settimana. E se negli ultimi tempi l’uomo nero è stato al centro della cronaca, il Vallone è sempre più un buco nero che fagocita persone, infrastrutture e, soprattutto, diritti. Il supremo, in primis, quello  alla vita. Perché il leggendario spaventatore  seriale in maschera ha distolto l’attenzione dai problemi reali, drammatici e insoluti che attanagliano e maledicono questa lembo di terra. Tra i tre concittadini che ci hanno lasciato c’è Francesco Genuardi. Il cancro ha scelto che a 59 anni doveva abbandonare questa terra. Era vedovo, anche questo lo aveva deciso la medesima malattia che si era accanita contro la moglie. A Mussomeli e nel circondario c’è un numero di malati oncologici giovanili che, anche a chi non è esperto in statistica sanitaria, appare sospetto. Non sappiamo se esista l’uomo nero, però siamo certi che, nel Vallone,  ci sono molti gialli che andrebbero chiariti. Bisognerebbe, ad esempio, accertare una volta per tutte, se esiste una correlazione tra l’incidenza delle patologie tumorali e siti contaminati o sostanze contaminanti. Nell’attesa di avere conferma che questa è la terra dei fuochi, abbiamo almeno la certezza che  è il territorio dell’acqua. Quella che quando precipita dal cielo trasforma il sistema viario in fluviale. L’acqua che strappa, con voragini e crolli,  Mussomeli dal resto del mondo e lo rende un eremo. Il centro manfredonico  è orfano di intere generazioni, quelle comprese tra i 18 anni e 50 anni che a Mussomeli non ci sono più. Sono più i sacchetti di immondizia abbandonati per strada che gli esseri umani. E’ sempre più insistente e diffusa l’ipotesi  che i residenti effettivi siano meno di otto mila. Mussomeli perde abitanti ma anche servizi. Nessuna strada per raggiungere una citta, non c’è più il punto nascita, è stato soppresso l’Ufficio del Giudice di Pace ma nessuno se ne ricorda o finge di ricordarsene. Anche sul fronte del tessuto produttivo c’è il baratro. Il popolo delle partite Iva si riduce giorno dopo giorno, chiudono le saracinesche e gli esercenti che resistono lo fanno per eroica missione, senza prospettiva di inversione di rotta. Mussomeli è un vuoto a perdere. Un centro che perde pezzi tra chi muore e chi va via. E se prima si lasciava il paesello coltivando la speranza di tornare, oggi chi fugge stacca il biglietto di solo andata.  Un moto di gratitudine andrebbe rivolto all’uomo  nero che, per qualche giorno, è riuscito a distrarci dalle paure fondate e concrete che dovrebbero atterrirci. Uno spettro esiste: Mussomeli che è sempre più paese fantasma!

 

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- che ha scritto 495 articoli su Castello Incantato.


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