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Categoria | Cronaca

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Concussione, chiesti 7 anni e mezzo per un dirigente dell’Azienda sanitaria

Caltanissetta – Chiesti 7 anni e mezzo di carcere per un dirigente dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta accusato di concussione.

La proposta di pena pende sul direttore di  medicina legale dell’Asp 2, Vito Milisenna accusato di due ipotesi d’induzione indebita a dare o promettere utilità con l’aggravante di avere occultato un altro reato, induzione in errore e falsità ideologica.

Per un medico del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Elia, Maria Tumminelli, tirata in ballo pure lei per due ipotesi d’induzione indebita, sono stati sollecitati 2 anni e 2 mesi.

Chiude il quadro Costanza Maria Milisenna, figlia del dirigente, chiamata a rispondere di guida in stato di ebbrezza.

Queste le pesanti richieste di pena avanzate dal pm Davide Spina per un presunto scambio di provette in ospedale  tra il sangue di Milisenna padre e della figlia.

Una sostituzione che il genitore, secondo la tesi accusatoria, avrebbe compiuto nel tentativo di evitare la positività al test alcolemico della figlia. Poco prima, infatti, una pattuglia delle forze dell’ordine l’aveva intercettata alla guida della sua auto sorprendendola – secondo gli inquirenti – con un tasso alcolemico assai elevato.

Nel procedimento è parte civile  la stessa Azienda sanitaria che ha chiesta condanna degli imputati e risarcimento dei danni.

Di contro i primi interventi della difesa – rappresentata dagli avvocati Dino Milazzo, Diego Perricone e Sergio Monaco – che ha replicato alle proposte dell’accusa sollecitando al tribunale un verdetto assolutorio perché, per gli stessi legali, il reato sarebbe insussistente.

 

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