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Categoria | Cronaca

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«Aste giudiziarie truccate», inchiesta chiusa per undici

Caltanissetta – La procura ha chiusa l’inchiesta sulle presunte aste giudiziarie truccate a Caltanissetta. Dossier che ha coinvolto complessivamente undici indagati.

Tra loro anche un assistente giudiziario di cancelleria, il nisseno Orazio Rotondo; i suoi due figli Flavio e Giuseppe seppur per motivi differenti; Gianluca Princiotto legale rappresentante dell’Istituto vendite giudiziarie di Caltanissetta  e Catania e per la sede nissena s’è poi dimesso; Umberto Amico responsabile per gli uffici di Caltanissetta dello stesso «Ivg»; l’imprenditore sancataldese Gaetano Marcenò e il suo dipendente Luigi Miserandino; Gaetano Gagliano e la nuora Valentina Rita Giuseppa Alesso.

A carico degli undici – assistiti dagli avvocati Davide Anzalone, Giovanni Di Giovanni, Giuseppe Panepinto, Pietro Pistone, Davide Schillaci, Fabiana Giordano e Carmelo Torre Barbera – la procura ha contestato i reati, a vario titolo, di truffa aggravata, corruzione, turbata libertà degli incanti, peculato, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e spaccio di stupefacenti.

L’operazione di carabinieri e guardia di finanza, ribattezzata «Barbatrucco», è entrata nella fase operativa nel marzo scorso facendo scattare una misura cautelare ai domiciliari per droga e tre sospensioni dall’esercizio di pubblico ufficio. Nessun provvedimento per gli altri.

Secondo gli inquirenti le aste sarebbero state manovrate così da consentire  a pignorati di potere rientrare in possesso dei beni attraverso prestanome o ricorrendo ad altri presunti stratagemmi.

 

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