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Categoria | Cronaca

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«Non ha sparato per uccidere», torna alla sbarra dopo condanna a 8 anni

Gela – «Non ha sparato per uccidere». Questa la tesi difensiva che, però, gli è già costata in primo grado una condanna per l’ipotesi di tentato omicidio.

E con l’affermazione di responsabilità, era piovuta sul capo del giovane gelese Ruben Raitano, la condanna a 8 anni di reclusione.

Verdetto che è stato impugnato e, adesso, l’accusato si sottoporrà a un processo d’appello nel tentativo di scrollarsi di dosso la condanna che  pende su lui.

Secondo la tesi difensiva l’imputato si sarebbe solo difeso da un’aggressione che avrebbe subito e non avrebbe tentato di uccidere nessuno. Tant’è che – sempre secondo la teoria difensiva – non avrebbe sparato ad altezza d’uomo.

Da qui, già nel primo passaggio in aula, la richiesta che il capo d’imputazione fosse modificato dall’attuale, tentato omicidio, in quello meno grave di lesioni.

I fatti in questione risalgono a un paio di anni fa quando il giovane, secondo l’accusa, avrebbe fatto fuoco contro tre persone.

 

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