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Categoria | Cronaca

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L’utente anonimo accusa il cognato del sindaco che preannuncia querela

Filippo Genco

Mussomeli – L’accusa è gravissima, la forma discutibile. Saverio Bonanno, profilo fake, che prende in prestito  il nome dal  celebre personaggio personaggio dei romanzi dello scrittore e giornalista Roberto Mistretta, ha scritto su Facebook su un presunto broglio da parte della governance dell’ex orfanotrofio “Sorce Malaspina”, e spingendosi oltre, ha sostenuto  che il presunto ‘illecito abbia favorito la famiglia del cognato del sindaco. L’anonimo utente l’altro ieri ha scirtto: “Da un po di tempo non frequentavo Mussomeli bel paese dove ho diversi amici. durante le vacanze di Natale sono andato a trovare un mio caro amico con cui ho trascorso due giorni meravigliosi. Mi ha raccontato storie che pensavo non potessero piu verificarsi nel 2018, storie di assurda soverchieria. Si mormora in questo paese che il commissario dell’IPAB Sorce Malaspina prima di dare i beni di proprieta dell’Opera Pia al Comune di Mussomeli, abbia tolto un terreno in affitto ad un anziano signore di oltre 80 anni per darlo senza nessuna procedura di evidenza pubblica alla madre del cognato del sindaco certo Filippo Genco. Se questo è vero è gravissimo , alla faccia della trasparenza amministrativa. Non preoccupatevi faro sul caso le mie belle indagine e vi terro informati. Il  post ha provocato il  dissenso di molti internauti che erano stati taggati tanto che lo stesso sedicente Bonanno si è scusato con gli internauti chiamati in causa. Comprensibilmente è arrivata la reazione stizzita di Filippo Genco che, sempre a mezzo social ha replicato:” Egregio Signor Bonanno o chiunque si nasconde dietro questo nominativo, Lei si è permesso di chiamare in causa me e la mia famiglia accusandoci di essere protagonisti di fatti gravissimi e non trasparenti.
Evidentemente i suoi suggeritori le hanno dato informazioni non corrette considerato che la mia famiglia non ha usurpato niente a nessuno: il Commissario dell’IPAB Malaspina, nominato dal Governo Crocetta per la liquidazione dell’ente (e quindi in alcun modo collegato con il Comune di Mussomeli) ha eseguito una generale azione di ricognizione dei fondi di proprietà dell’IPAB e soprattutto ha provveduto al recupero dei tanti crediti vantati per il mancato pagamento dei canoni di affitto da parte di moltissimi conduttori.
Nel caso specifico da Lei citato, il Commissario ha rescisso il contratto di affitto con il precedente conduttore stante la sua persistente morosità nel pagamento del canone dal 2009 al 2015 e solo dopo avere atteso per oltre un anno il pagamento delle somme intimate.
Successivamente il fondo è stato proposto in affitto all’azienda agricola confinante da tre lati con il fondo in questione (nella specie mia madre), la quale si è fatta anche carico dei canoni non pagati dal precedente conduttore (dal 2009 al 2015), evitando tra l’altro, che quest’ultimo fosse oggetto di una azione di recupero delle somme.
Tali passaggi sono avvenuti nella massima trasparenza e nel rispetto delle forme di legge a cui era sottoposto l’IPAB.
Pertanto le sue accuse sono gravemente calunniose perché totalmente infondate. Di quanto da me riferito sopra posso dare prova documentale a Lei ed anche ai suoi suggeritori, e in ogni caso provvederò oggi stesso ad inoltrare denuncia alla polizia postale così potremmo una volta per tutte chiarire nelle dovute sedi giudiziarie questa vicenda e togliere così ogni argomento a quei poveri frustrati, incapaci e miserabili che cercano di ledere l’immagine mia e di mio cognato sindaco attraverso queste meschinità”. Per completezza di informazione va detto che Bonanno, cambiando un pò il tiro e rivolgendosi al  cognato del sindaco, con accuse altrettanto pensati,  ha precisato. “Egregio Sig. Filippo Genco non capisco perché lei si sia scaldato tanto visto che la mancata trasparenza non era da parte sua ma da parte del commissario Sig. Roberto Lauricella. Legga bene il mio post. Poi se vuole procedere alla denuncia ben venga almeno così il commissario ci spiegherà come mai non ha proceduto a fare un bando di evidenza pubblica come fanno le altre IPAB e dopo poteva assegnarli a parità di condizione a sua mamma in quanto confinante. Niente di personale con lei”.

 

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