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Categoria | Cronaca

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Compravano dalla Zecca e rivendevano su internet, in 18 alla sbarra

Sono stati chiamati sotto accusa per avere truffato una società collegata alal Zecca di Stato. Perché da li avrebbero acquisto articoli di pregio, diversi particolarmente costosi, per poi rivenderli su internet.

È il filo conduttore dell’inchiesta che adesso ha fatto finire sul banco degli imputati Antonino Fiore di 40 anni,  Antonio Giannone di 53,  Emanuele Valenza, 53 anni,  Gaetano Ferrara, 34 anni,  Gessica Grasso di 30,  Giovanni Capuzzo 42 anni,   Giovanni Chiarelli di 38,  Giuseppe Ciresi, 35 anni. Giuseppe Locicero, 54 anni,  Giuseppina Curatolo, 60 anni,  Giuseppina Tromba di 31,    Liborio Fiore di 36  Lucia Grasso, 34 anni,  Marcella Stuppia, 38 anni,  Massimo Siracusa, 43 anni,  Monica Pilato di 46,  Sergio Siracusa, 48 anni e Vincenzo Pillitteri di 51 anni.

Ai diciotto – Siracusa difesi dagli avvocati Massimiliano Bellini, Alberto Fiore, Maria Francesca Assennato, Manuela Lopiano,Maria Campo ed Antonio La Rocca – la procura ha contestato l’ipotesi di truffa aggravata in concorso.

 Nei loro confronti è nella veste di parte civile  la «Editalia»  – assistita dall’avvocato Giacomo Vitello – società legata alla Zecca che avrebbe subito le truffe.

Si perché dalla stessa ditta sarebbero stati comprati diversi articoli, per un totale di poco inferiore ai 100 mila euro, che non sarebbero stati pagati.

Ma come se non bastasse gli acquisti sarebbero poi stati rimessi in vendita su un sito di aste on-line che avrebbe fatto capo a uno degli imputati.

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- che ha scritto 2445 articoli su Castello Incantato.


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