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Archivio | aprile, 2019

 

L’astensione deresponsabilizza i colpevoli, col voto chiediamo conto e ragione delle magagne di chi ci amministra

L’astensione deresponsabilizza i colpevoli, col voto chiediamo conto e ragione delle magagne di chi ci amministra

MUSSOMELI – Disertare le urne, come auspicato dal “Comitato Viabilità Negata nel Vallone”,  in una competizione elettorale come le europee dove la circoscrizione elettorale conta quasi sei milioni di elettori, sarebbe come levare un isolato grido di protesta contro i cori in uno stadio con 80mila persone. Inoltre, anche se ci fosse il clamore mediatico sperato, abbiamo imparato che i riflettori di telecamere e le ribalte di rotocalchi e talk show che pur non sono mancate nel recente e recentissimo passato, non hanno dato soluzione. Infine questo rifiuto di uno degli ultimi e più importanti diritti che possiamo esercitare significherebbe avvantaggiare chi è stato un traditore, chi è venuto meno ai suoi doveri di amministrare in modo fattivo e proficuo.  Bisogna chiedere conto e ragione a chi ci governa, a ogni livello: comunale, regionale e nazionale. Ricordo che qualche movimento che con la protesta ha vissuto di rendita e oggi ci governa,  è riuscito a carpire la fiducia degli elettori mussomelesi, incamerando un bottino di oltre 3500 preferenze. Se si prende tanto bisogna dare tanto. Così non è stato. Qualche carrozzone o carroccio della politica ha poi sempre seguito la bussola, direzione nord,  mentre non “lega” con i bisogni del  sud e  del Vallone. Infine ci sono gli amministratori locali a stretto contatto con i cittadini e cionondimeno incapaci di farsi portavoce, trait d’union tra il territorio e i palazzi dove ci sono le stanze dei bottoni. Mussomeli è isolato, non solo in senso viario, ma anche e soprattutto, sopraffatta dall’incapacità e dal disinteresse di chi ci governa. L’ospedale che dovrebbe curare gli infermi è anch’esso un malato terminale, l’ufficio del Giudice di Pace ha chiuso, il centro storico crolla, il Comune è in dissesto, il paese si spopola, le strade sono inghiottire dagli abissi, il commercio è in crisi, le tasse sono alle stelle, il mercato immobiliare è al collasso. Di fronte a questo disastro una contumacia elettorale cui prodest? Certamente a chi si è reso colpevole di questo scempi che vedrà condonati  i propri errori nel calderone della generalizzazione e del qualunquismo.   L’astensione significa guardare dall’altra parte, ignorare il problema, assolvere i colpevoli, non dare un nome e un cognome a chi ci ha condotti nel baratro. Ricordo che il voto cosiddetto strutturato prolifica e si potenzia con la non partecipazione degli elettori. Il partito del non voto non è l’exit strategy: se non ci si assume il dovere di una scelta, si perde il diritto di critica.

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Da carabiniere a suora, la storia della giovane Ilenia

Da carabiniere a suora, la storia della giovane Ilenia

Caltanissetta – La storia è di quelle che sembrano uscite dalle pagine di un libro. Lei giovane e bella ragazza aveva coronato il suo della sua vita: vestire la divisa da carabiniere.

Ma evidentemente il futuro le aveva riservato dell’altro. Assai distante da quello che è stato il suo impegno professionale finora.

Sì, perché lei, in servizio a Caltanissetta, ha appena lasciato l’Arma per intraprendere la vita religiosa.

È la ventiseienne Ilenia Siciliani, campana d’origine, che ha scelto di farsi suora. Farà parte delle missionarie della «Divina Rivelazione».

Una decisione maturata in questi mesi e che figlia di una esperienza che, evidentemente, ha finito per segnarla profondamente.

Un viaggio, la scorsa estate, a Medjugorje e l’incontro con alcune religiose. È stato il punto di svolta della sua vita.

E adesso è già partita per un convento della Capitale ed è iniziato il suo camino che, nel tempo, la condurrà fino alla sua ordinazione religiosa.

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SS 189: Bivio Acquaviva nuova segnaletica, ad Agrigento dal sottopasso

SS 189: Bivio Acquaviva nuova segnaletica, ad Agrigento dal sottopasso

Acquaviva Platani – Nel bivio di Acquaviva Platani che immette sulla SS 189 da ieri ci sono lievi ma sostanziali prescrizioni. Manca la comunicazione ufficiale ma è presente  nuova segnaletica e nuovi sensi obbligati.  “Ieri –  racconta un’automobilista – una pattuglia mi ha invitato ad osservare la recentissime  regole che innovano  l’imbocco  delle vetture in quel tratto”.In attesa di conferme da parte delle autorità competenti, la mobilità dovrebbe avere subito due modifiche. La più evidente riguarda chi deve recarsi in direzione Agrigento. La nuova segnaletica, infatti, vieta di svoltare a sinistra, come solitamente si faceva fino a ieri. Chi dovrà recarsi, verso Campofranco per intenderci, dovrà avvalersi del sottopassaggio che porta anche alla stazione e poi immettersi lungo la strada statale. Per chi proviene da Palermo, poi, dovrà imboccare la strada  di uscita precedente, prevalentemente  utilizzata per andare a Casteltermini e utilizzare sempre il sottopassaggio per raggiungere la SP 16, la strada che conduce ad Acquaviva. La logica delle nuove indicazioni mirano ad evitare pericolose invasioni di carreggiata. Per scongiurare tagli di strada nella zona interessata sono stati effettuati lavori di asfaltatura così da permettere il rifacimento della segnaletica stradale con linee continue che evitano i temuti sconfinamenti . Questo tratto, invero come tutta la Palermo Agrigento,   è stato in passato teatro di numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali. Ad onor del vero, tali misure per aumentare la sicurezza, sono stati salutate con favore da automobilisti e passeggeri. Certamente hanno ragione d’essere e sono più idonee ad aumentare l’incolumità delle persone che transitano in quel luogo, in misura nettamente maggiore ai famigerati autovelox che sulla Palermo Agrigento, non solo, secondo il comune sentire, non riducono i pericoli ma vengono avvertiti come strumenti di vessazione per fare cassa in una strada in cui occorre patire disagi al limite della sopportabilità umana.

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Domani gli alunni dell’I.C. P.E. Giudici in scena con lo spettacolo teatrale “I Promessi Sposi– Revisited”

Domani gli alunni dell’I.C. P.E. Giudici in scena con lo spettacolo teatrale “I Promessi Sposi– Revisited”

MUSSOMELI – Saranno venticinque gli alunni dell’Istituto Comprensivo Paolo Emiliani Giudici di Mussomeli diretto dalla Dirigente Prof.ssa Alessandra Camerota che, a conclusione del progetto PON “Scuola 3.0”, metteranno in scena domani martedì 30 aprile alle ore 15.30 presso l’Auditorium Lillo Zucchetto in c/da Prato lo spettacolo teatrale “I Promessi Sposi – Revisited”.

Come ribadito dall’esperta Prof.ssa Maria Francesca Munì “il modulo formativo mira ad avvicinare gli allievi della scuola secondaria di primo grado al mondo del teatro, sperimentando un percorso originale che li invoglia alla lettura, all’ascolto e a scoprire nuove modalità di approccio al romanzo e al teatro.”

Lo spettacolo vuole affrontare quello che è convenzionalmente considerato il più grande romanzo italiano sotto un’ottica moderna, in una celebrazione di un mondo pieno di suggestioni storiche, poetiche e umane.

Si tratta di un’occasione in cui “rileggere” il Manzoni godendo di uno spettacolo pieno di dialoghi, musiche, balletti, luci, suoni e colori.

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Gela al voto, tra due settimane in ballo una poltrona per due

Gela al voto, tra due settimane in ballo una poltrona per due

Gela – Gela come Caltanissetta: sarà il ballottaggio a designare il nuovo sindaco. Una poltrona per due. Anche in questo caso così hanno deciso gli elettori. Ma il testa a testa tra coloro che se la vedranno tra due settimane è stato più serrato.

In questo caso, rispetto al capoluogo, la forchetta è stata meno ampia. Solo cinque punti percentuali dividono i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di consensi.

Più in dettaglio Lucio Greco sostenuto da quattro liste – Un’Altra Gela, Azzurri per Gela, Uniti siamo gelesi e Una Buona idea – ha sfiorato il 36 per cento dei consensi.

Se la vedrà con Giuseppe Spata – candidato della Lega Salvini Sicilia, con Udc, Avanti Gela e Fratelli d’Italia – che s’è attestato al 30 per cento.

Perdono il Comune, invece, i pentastellati che nella precedente tornata avevano raggiunto lo storico traguardo mentre, adesso, il candidato sindaco Simone Morgana ha toccato i 15 punti e mezzo, con il Movimento che ha di poco superato il 9,5 per cento.

Chiude il quadro il candidato sindaco Maurizio Melfa a un passo dal 18 per cento, sostenuto dalle liste Maurizio Melfa e Ripartiamo da zero.

Anche in questo caso, come nel capoluogo, si guarderà adesso ai possibili apparentamenti in vistya del secondo turno in programma tra quindici giorni.

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Non c’è il quorum, salta la fusione Cammarata San Giovanni Gemini. Spunta anche l’ombra dei brogli

Non c’è il quorum, salta la fusione Cammarata San Giovanni Gemini. Spunta anche l’ombra dei brogli

Cammarata – Questa fusione non s’ha da fare. Alle pendici dei Monti Gemini e Cammarata resteranno i due distinti e omonimi Comuni  dato che il referendum non ha avuto i numeri per suggellare una unione che, secondo le urne, ai più non era gradita . ll quesito, di ieri,  era il seguente: “Volete che i territori comunali corrispondenti al territorio dei Comuni di Cammarata e di San Giovanni Gemini subiscano una fusione degli stessi comuni e che venga costituito il nuovo comune autonomo con la denominazione di Comune autonomo Cammarata Gemini?”

La consultazione referendaria ha dato il suo responso: non è stato raggiunto il quorum.

Ha prevalso l’astensionismo che ha finito per agevolare e  sostenere le ragioni del No.

Resta, quindi tutto come prima dato che a Cammarata ha votato solo il 22,08 % degli elettori (1276 votanti su 5377 elettori) a San Giovanni Gemini ha votato il 26,71 % (1976 votanti su 7398 elettori).

Si ha notizie di probabili strascichi giudiziari dato che sarebbero state presentate denunce ai carabinieri per pretesi brogli.

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Caltanissetta, al ballottaggio i candidati di Centrodestra e M5S

Caltanissetta, al ballottaggio i candidati di Centrodestra e M5S

Sarà ballottaggio tra il candidato sindaco di centrodestra e del Movimento 5 Stelle. Èil responso delle urne a Caltanissetta. Così hanno decretato in questa prima fase gli elettori.

Sarà una questione a due tra Michele Giarratana per il centrodestra e Roberto Gambino per iul M5S. Mentre è rimasto fuori dai giochi l’ex sindaco Salvatore Messana che già in passato ha ricoperto due mandanti.

L’affluenza alle urne è stata però in calo rispetto alla precedente tornata elettorale. Un dato che in qualche modo fa riflette e sui si concentrerà anche questo secondo scorcio di campagna elettorale che si apre in vista del ballottaggio tra due settimane.

Dall’analisi del voto è emerso –  guardando ai singoli schieramenti, al di là delle coalizione che poi hanno sostenuto i rispettivi candidati a sindaco – che il movimento creato da Beppe Grillo è il primo partito.

Si è attestato oltre il 13 per cento, mentre Gambino ha raccolto poco più del 20 per cento.

Segue a ruota la lista Giarratana sindaco, con un po’ oltre il 12 per cento, mentre lo stesso aspirante sindaco ha toccato quota 37,5 per cento dei consensi. Un paio di punti e mezzo in più, in percentuale, gli avrebbero consentito la scalata a Palazzo del Carmine al primo turno.

Adesso sarà caccia al voto per accaparrarsi intanto la larga fetta di elettori che s’è astenuta in questa prima tornata e, poi, i consensi raccolti dagli altri candidati sindaci.

Perché oltre a Giarratana e Gambino che torneranno a sfidarsi e l’escluso ex sindaco Salvatore Messana, sono stati in corsa anche Oscar Aiello, per la Lega, che ha totalizzato il 12 per cento, Salvatore Licata per Orgoglio Nisseno che ha raccolto il 9,6 per cento e Rocco Gumina che ha sfiorato il 4 per cento.

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Oggi si onora San Vincenzo Ferreri, protettore dei costruttori

Oggi si onora San Vincenzo Ferreri, protettore dei costruttori

MUSSOMELI – E’ il santo protettore dei costruttori. A Mussomeli la devozione per San Vincenzo Ferreri è particolarmente sentita. A curarne il culto è l’omonima Congregazione di cui fanno parte gli edili, categoria professionale particolarmente rilevante a Mussomeli e presieduta da Giuseppe Capodici. Presso il Santuario della Madonna dei Miracoli ci saranno due messe solenni: la prima  alle 11, la seconda alle 19 che verranno  celebrate da Don Leonardo Mancuso. A seguire  si svolgerà la tradizionale e attesissima   processione  con il simulacro del santo spagnolo portato in giro nel percorso della cosiddetta “Via dei Santi” dalla Congregazione  dei costruttori e dalla confraternita della Madonna dei Miracoli.

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Stalking alla sua ex convivente, resta in cella

Stalking alla sua ex convivente, resta in cella

È accusato di avere stalkizzato la sua ex compagna che un paio di mesi prima lo aveva pure ferito con un coltello perché – è  stata la tesi della giovane – impaurita da lui e dalle sue presunte persecuzioni.

Alla fine lui, che prima era stato ferito dalla sua ex convivente, s’è ritrovato poi in carcere. Per atti persecutori nei confronti di lei e violazione del regime di sorveglianza speciale.

E in carcere era e in carcere rimane. Perché pure il tribunale del riesame gli ha chiuso le porte in faccia negandogli la revoca della misura cautelare disposta poi dal gip.

Resta in cella il trentacinquenne di Delia, Giuseppe Randazzo  – assistito dall’avvocato Giuseppe Fazio – rinchiuso a Enna sia per stalking, che per la violazione della sorveglianza speciale a cui si trovava già sottoposto.

Sì perché dopo avere subito l’accoltellamento avrebbe continuato a tartassare lei e i suoi amici attraverso un noto social-network. E il copione in qualche modo si è ripetuto. Perché lo stesso deliano era stato già arrestato nel novembre di due anni fa per atti persecutori ai danni della stessa ragazza di San Cataldo con la quale, in passato, ha convissuto per un anno e mezzo prima che lei decidesse di troncare quella relazione che sarebbe stata burrascosa.

Proprio nel momento in cui lei avrebbe deciso di troncare, lui avrebbe iniziato a bersagliarla. Fino a quell’incontro del gennaio scorso durante il quale la donna, impaurita, avrebbe tirato fuori un coltello ferendolo.

Poi sarebbero andati avanti quegli atti persecutori che l’avrebbero indotta a presentare una nuova denuncia che, alla fine, ha fatto scattare l’arresto del suo ex convivente.

Mentre, parallelamente, va avanti l’indagine per l’accoltellamento del gennaio scorso in un locale alle porte dell’abitato nisseno.

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Accoltellamento per un regolamento di conti, in quattro tornano alla sbarra

Accoltellamento per un regolamento di conti, in quattro tornano alla sbarra

Erano stati arrestati con la pesantissima accusa di tentato omicidio. Ma poi la grave contestazione è stata rimodulata in quella decisamente meno rischiosa, in termini di potenziale condanna, di lesioni aggravate, rissa e porto di abusivo di coltello.

E per questa vicenda, poi sono stati condannati in quattro. Padre, due figli e un ambulante di Caltanissetta. Gli stessi che torneranno alla sbarra per un accoltellamento.

A subirlo è stato un quarantatreenne pure lui nisseno, Michele C. – assistito dall’avvocato Antonino Falzone – parte civile già in primo grado e al quale è stato riconosciuto il diritto a un risarcimento dei danni.

Sul banco degli imputati, invece, torneranno il cinquantacinquenne Francesco Alletto, ai suoi figli, il trentunenne Luca Valentino e il trentatreenne Raimondo Alletto e all’ambulante quarantaquattrenne Massimiliano Salvatore Lombardo

I quattro hanno rimediato pene che oscillano da un massimo di un anno e quattro mesi – per Alletto senior –  a un minimo di cinque mesi per il figlio Valentino, passando per un anno ciascuno agli altri due accusati.

L’accoltellamento risale al marzo di tre anni e sarebbe avvenuto tra le pieghe di una spedizione punitiva che sarebbe nata da un litigio tra due giovani. Conti in sospeso.

In quelle concitatissime fasi sarebbe esaltata fuori pure una pistola con l’intenzione di far fuoco contro il ferito. Ma qualcuno sarebbe riuscito a dissuadere che l’avrebbe impugnata.

Questo, almeno, è quanto ricostruito dagli inquirenti. Sì, perché se i coltelli sono stati poi trovati dalla polizia insieme ad abiti sporchi di sangue, della pistola non è stata mai trovata traccia.

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