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Categoria | Cronaca

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Agguato di mafia, dopo 31 anni smascherati mandanti e killer

Vallelunga Pratameno – Il benestare all’uccisione  del barista Giuseppe Failla sarebbe arrivato dal boss di Vallelunga Giuseppe «Piddu» Madonia.

A sostenerlo sono stati alcuni collaboratori di giustizia che hanno inferto una netta sterzata alle indagini per questo delitto rimasto irrisolto per trentuno anni.

Sì perché Failla è stato ucciso nel novembre dell’ormai lontano 1988. E non per non avere pagato il pizzo,m come inizialmente gli inquirenti avrebbero ritenuto ma, piuttosto, per vendetta. Si perché il killer avrebbe voluto vendicare la morte del padre.

Ora presunti mandanti ed esecutori sono stati smascherati carabinieri del Ros di Caltanissetta, sotto il coordinamento della direzione distrettuale antimafia nissena.

A fare fuoco contro Failla sarebbe stato il sancataldese Cataldo Terminio. Lui avrebbe voluto vendicare la morte del padre Nicolò, caduto in un agguato a San Cataldo il 17 aprile del 1982, opera di un gruppo di “stiddari selvaggi” di cui Failla, per gli inquirenti, sarebbe stato esponente.

Con lui è stato arrestato, su ordinanza di custodia cautelare, anche Angelo Bruno Greco, ritenuto il basista.

Nella ricostruzione degli inquirenti emergerebbe che il boss nisseno Angelo Palermo avrebbe fatto da autista al commando.

Failla è stato ucciso alle prime luci dell’alba del 9 novembre 1988 nel suo bar di via Cadorna, nel cuore del centro storico gelese.

 

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