Vigro
1 in alto sinistra

 

 

 

 

monticelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categoria | Cronaca

leggi tutto DXsorgepalace

 

«Mega truffa all’erario», sei arresti e sequestro di beni per 22 milioni della finanza

Caltanissetta – A capo dell’organizzazione che avrebbe raggirato l’erario vi sarebbe stato  un imprenditore di origine siciliana residente nel bresciano. UN trentatreenne, M.R., che di recente è stato sottoposto ad una misura di prevenzione patrimoniale da parte della Dia di Caltanissetta. Con lui sono stati tratti in arresto un avvocato di Milano, un consulente bresciano, tre siciliani, tra cui un commercialista di Agrigento.

In totale sei arresti e un  maxi sequestro di beni per un valore di oltre 22 milioni di euro. Questa, nei ”numeri”, la sintesi di una operazione della guardia di finanza di Gela, con il coordinamento della procura.

Gli investigatori hanno smascherato una sospetta organizzazione  che avrebbe illecitamente compensato i crediti d’imposta. Non a caso l’operazione è stata ribattezzata «Società per compens’azioni».

Un sistema, secondo le risultanze delle indagini delle fiamme gialle e della magistratura, che avrebbe coinvolto imprenditori di tutta Italia.

 Con uno stratagemma – è la tesi accusatoria – aziende del Nord avrebbero ottenuto la cancellazione dei loro debiti con l’erario.

Più in dettaglio, il meccanismo si sarebbe basato sulla compensazione di posizioni tributarie, alterate attraverso la presentazione di modelli di pagamento F24, che i consulenti presentavano direttamente in banca oppure attraverso i servizi di internet banking messi a disposizione dagli intermediari finanziari, con il versamento di un solo euro per ogni modello di pagamento, ovvero un importo minimo per evitare la presentazione del modello F24 tramite i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

E sarebbe  coinvolti qualcosa come 117 parti, tra amministratori di aziende e società, che avrebbero beneficiato di questo meccanismo.

A loro carico è scattato parallelamente un sequestro di beni che, complessivamente, supera il tetto dei ventidue milioni di euro. Sì, perché la presunta organizzazione criminale avrebe consentito di azzerare debiti tributari per oltre 22 milioni di euro, utilizzando in compensazione crediti fiscali inesistenti, riferiti ad investimenti in aree svantaggiate, che in realtà non sarebbero mai avvenuti, così da non versarli alle casse dello Stato. Il Business, per l’organizzazione, sarebbe stato di  4 milioni di euro, distribuito poi ad ogni membro sulla base di precise percentuali.

 

di

- che ha scritto 2384 articoli su Castello Incantato.


297 Letture

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

This site is protected by wp-copyrightpro.com