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Archivio | maggio, 2019

 

Venti anni fa chiudeva la “Zingarella” di “U Zi Viciu Neglia”, l’uomo che sdoganò la pizzeria a Mussomeli

Venti anni fa chiudeva la “Zingarella” di “U Zi Viciu Neglia”, l’uomo che sdoganò la pizzeria a Mussomeli

L’insegna e i calciatori dell’Aurora, clienti abituali

PREMESSA. C’è un dedalo di luoghi, mode e persone che  hanno forgiato coloro i quali hanno vissuto gli anni settanta, ottanta e novanta a Mussomeli e nel Vallone. Pietre miliari che hanno delimitato tempi, spazi e modalità della movida, dei momenti ludici e ricreativi, delle tendenze di intere generazioni. Ritrovi, passatempi, locali, personalità e abitudini che oggi non ci sono più ma che hanno rappresentato modi di essere, esprimersi, socializzare, decisivi per la formazione e la crescita dei singoli individui  e della collettività. Desideriamo preservare dall’oblio questi mondi, ormai sommersi dalla furia del tempo, perché se è vero che indietro non si torna, questo non significa che le immagini del nostro recente passato, ogni giorno che passa sempre più sbiadite,   non possano essere allegate e preservate nell’album dei ricordi della nostra comunità.

 

il signor Vincenzo Sorce mentre sforna una delle prime pizze nella prima pizzeria di Mussomeli

MUSSOMELIL’INTUIZIONE. Se oggi la densità di pizzerie a Mussomeli compete con quella di Via dei Tribunali a Napoli, lo si deve a un precursore geniale e coraggioso che poco più di quaranta anni addietro, ha scommesso, vincendo,  sulla possibilità  di lavorare nella capitale del Vallone con impasti, lieviti, pomodoro e mozzarella. Una intuizione brillante la cui paternità è del signor Vincenzo Sorce, conosciuto da tutti come “U Zi Viciu Neglia”  e, in effetti,  la nebbia sarà un elemento  costante della sua esistenza: nel pane, nella pizza, nell’inseparabile sigaretta; c’è sempre stato, infatti,  un oggetto fumante nella vita del pioneristico pizzaiolo!  E’ il 1976 quando l’uomo apre “La Zingarella”, in quel tempo, prima e unica pizzeria di Mussomeli a cui sono legati piacevoli ricordi dei tantissimi palati che hanno avuto modo di apprezzare le prelibatezze di questo tempio del ristoro,  attivo fino alla fine degli anni novanta.

 

i coniugi Sorce

LA FAMIGLIA. Classe 1929, il signor Vincenzo Sorce, cresce a Polizzello, dedicandosi alla cura dei possedimenti di famiglia e alla attività di pastorizia. D’indole generosa, affabile e intraprendente, poco più che ventenne, apre con il fratello un’officina in via Caltanissetta. Il giovane capisce ben presto che la sua vocazione però è un’altra, all’olio motore preferisce quello da cucina.   Nel 1956 sposa l’amata signora Maria Amico che, per tutta la vita, gli sarà accanto come moglie, collega e socia. Dalla loro unione nel 1959 nasce Angela, sei anni più tardi arriva Giuseppe.

 

IL PANIFICIO. Sul finire degli anni cinquanta in via Barcellona  la coppia inaugura un panificio che, in brevissimo tempo,  diventa avviatissimo. Nella veste di panificatore impara tutto su impasti, grani e farine, rigorosamente di agricoltori e mulini del luogo. Vuole conoscere origine e provenienza, pretende la tracciabilità quando ancora non si sapeva cosa fosse. Impara a governare in modo magistrale il forno a legna ed è padrone delle tecniche di cottura.

 

 

Il giorno dell’inaugurazione

LA PIZZERIA. Nel 1975 insieme agli impasti del forno, lievita l’idea di lasciare il certo per l’incerto, di inseguire il sogno: aprire una pizzeria. Fiuta opportunità grandi come i pascoli in cui ha trascorso l’adolescenza e le sconfinate praterie che allora circondano l’isolata casa in via Sardegna dove intende aprire l’esercizio commerciale. Un anno dopo quella fantasia diventa realtà: il signor Sorce e Mussomeli hanno la loro prima pizzeria.  Il successo arriva immediatamente. I clienti diventano una sorta di famiglia allargata che si raccoglie attorno al focolare del forno a legna.

Il figlio Giuseppe con la nipote Pinuccia

 

I SEGRETI DELLA RICETTA. Quando chiedo al figlio il segreto di un sapore che, a distanza di decenni, i clienti definiscono indimenticabile,  irripetibile e inimitabile, Giuseppe rivela: “Abbiamo sempre utilizzato prodotti di prima scelta e, laddove possibile, del luogo. Papà proveniva da una famiglia di pastori e conosceva bene i frutti della propria terra. Gran parte della salsa veniva prodotta in casa con pomodori nostrani. Io andavo a raccogliere l’origano. Per la mozzarella, fino a quando rimase in attività, ci fornivamo in un caseificio in contrada Mappa, il formaggio arrivava dalle aziende dei miei zii. L’impasto era ottenuto da farine di grani antichi e del luogo, selezionati e lavorati, con la maestria acquisita negli anni del panificio “. Il signor Vincenzo, insomma,  è un antesignano della filiera corta, dei prodotti bio e a chilometro zero. Ancora non esiste lista degli allergeni e i prodotti senza glutine sono sconosciuti, eppure nessuno accusa malesseri. “Per un paio di anni – racconta ancora Giuseppe  – viene affiancato da u ‘Zi Micheli, un pizzaiolo nisseno. Non sono riuscito a rintracciarlo, darei qualsiasi cosa per avere sue notizie”.

U Zi Viciu seduto tra i clienti con l’immancabile sigaretta

LA CLIENTELA. All’inizio la pizzeria è frequentata solo da famiglie e da una clientela piuttosto matura. Dagli anni ottanta il rito della pizza si estende ai più giovani, iniziano a venire anche le  prime ragazze, in coppia e scortate dai fidanzati. Con gli anni novanta la pizzata ormai è un cult collettivo che coinvolge clienti e comitive di ogni età e sesso.  Tutto rispecchia la filosofia dei proprietari: semplicità, genuinità e generosità.  Nel menu ci sono le pizze essenziali, si utilizzano ingredienti freschi, sono banditi i prodotti surgelati, tutto è servito in porzioni abbondanti. Questa formula decreta il successo de “La Zingarella” anche come ristorante con cucina casereccia.  Diventa un riferimento per bancari, impiegati, e chiunque ha necessità o desiderio di mangiare pietanze semplici come se fosse a casa. “Di settimana a pranzo – ricorda divertito Giuseppe – c’erano più medici nel locale che in ospedale,   i luminari della medicina  che hanno reso grande il nosocomio mussomelese adoravano pranzare qui. Tra i clienti abituali  figuravano i dottori Viola, Raso, Burrafata e Morgante“. Paolo Piparo è stato uno degli afecionados più convinti: “Praticamente dall’inizio degli anni ottanta – confessa il pilota –  il sabato sera, dopo essere stato al bar Kennedy, era legge che cenassi in questa pizzeria dove ho anche festeggiato la Prima Comunione.  Dopo aver preparato le pizze, u zi Viciu si sedeva sempre con i clienti, era scherzoso, altruista, bravissimo ad affibbiare nomignoli. Ha battezzato tante persone, a chi ha appioppato un soprannome gli è rimasto. Se siamo quello che mangiamo, orgogliosamente posso dire che io sono fatto in grande misura delle buonissime pizze sfornate alla Zingarella”.

IL CONTO. Ma è sul conto finale che il signor Sorce dava il meglio di sé, tanto che pagare non era una nota dolente ma uno spettacolo.  Quando gli avventori chiedevano quanto dovessero per il pasto, u zi Viciu, aggrottava la fronte, lo sguardo  rivolto nel vuoto diventava meditabondo, borbottava incomprensibili formule matematiche e simulava l’esecuzione di complicatissime operazioni che lambivano la meccanica quantistica e accurati calcoli con l’ausilio delle dita che fungevano da pallottoliere.   Il responso finale era preceduto da una frase rituale che pressappoco recitava:  “Un per zero uguale zero e porto uno”,  poi si concedeva ancora qualche attimo di suspence,  come se volesse ricontrollare l’esattezza delle operazioni matematiche, e infine  arrivava il verdetto. Uguale, implacabile, immutabile. “Picciù, amunì, decimila liri l’unu” (con la variante di valuta dove i camozzi sostituivano la lira). Tutti sapevano che il conto era forfettario in cambio di “all you can eat”, un prezzo fisso peraltro onestissimo e meritato per qualità e quantità del cibo. Tuttavia nessuno voleva e poteva sottrarsi a quel monologo che concludeva in modo spassoso l’esperienza gastronomica in pizzeria. Una sorta di dessert teatrale magistralmente interpretato dal signor Vincenzo.

LA CHIUSURA, GLI ULTIMI ANNI E LA SCOMPARSA. Dopo aver sfamato diverse generazioni e migliaia di bocche, formato e ispirato diversi pizzaioli alcuni dei quali ancora in attività, esattamente  venti anni fa  nel 1999 i coniugi Sorce decidono di chiudere i battenti. Determinante è stato il venir meno dell’aiuto di Giuseppe che nel frattempo intraprende una nuova professione, dal 1992 inizia a lavorare nei vigili del fuoco. Per un curioso caso, nell’attività di famiglia appiccava e alimentava il fuoco nel forno a legna, ora in divisa, solitamente, è impegnato a soffocare e spegnere le fiamme. Negli anni della pensione il signor Vincenzo torna alle origini, alla campagna nell’appezzamento di contrada Germana ed è a tempo pieno un marito, un padre e un nonno premuroso, circondato dall’affetto degli ex clienti che non hanno smesso di essergli amici . Il 22 agosto 2008 colui che ha sdoganato la pizza a Mussomeli, condiviso il desco con il paese, confortato e ristorato i suoi concittadini lascia questo mondo. Viene meno un pezzo e un trancio della storia del paese, è un giorno tristissimo per Mussomeli, il cuore è “una Zingarella e va”.

LE FOTO INEDITE 

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Sorce Callari (FI): “Per le Europee ottimi risultati in provincia. Congratulazioni agli on. Mancuso, Milazzo e al Presidente Miccichè”

Sorce Callari (FI): “Per le Europee ottimi risultati in provincia. Congratulazioni agli on. Mancuso, Milazzo e al Presidente Miccichè”

Vincenzo Sorce Callari

MUSSOMELI – Il responsabile Provinciale di Forza Italia per l’Agricoltura, il mussomelese Vincenzo sorce Callari,esprime, attraverso una nota,  soddisfazione a seguito della perfomance del suo partito in occasione delle   consultazioni europee. Scrive l’agrotecnico: “Voglio partecipare a nome mio e di tutto il Coordinamento Provinciale di Forza Italia le migliori congratulazioni all’On. Michele Mancuso, per l’esaltante risultato ottenuto nella città di Mussomeli e in tutta la Provincia, per l’importantissimo l’esito delle elezioni Europee del 26 maggio scorso. Altresì, – prosegue Sorce Callari –  voglio congratularmi con il neo deputato europeo On. Giuseppe Milazzo e con il nostro Presidente, Gianfranco Miccichè, il tutto nella consapevolezza che i risultati ottenuti potranno portare importanti sviluppi in Avvenire per la nostra città di Mussomeli e per l’intera Provincia di Caltanissetta”.

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“Pesta il ragazzo della ex”, in manette 21enne mussomelese

“Pesta il ragazzo della ex”, in manette 21enne mussomelese

MUSSOMELI – I Carabinieri della Compagnia di Mussomeli hanno eseguito nella mattinata di ieri un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione G.I.P. – nei confronti di un soggetto pregiudicato,  Alex Giuseppe Messina di 21 anni, residente a Mussomeli.

Il giovane, secondo le risultanze probatorie emerse nell’ambito dell’attività d’indagine, avviata nell’ottobre del 2018 sotto la direzione della Procura della Repubblica di Caltanissetta, sarebbe il responsabile di un violento episodio criminoso avvenuto in quel mese nei confronti di un giovane coetaneo del posto, denunciato poi dalla vittima presentatasi in caserma con il volto tumefatto e numerose escoriazioni.

Le serrate investigazioni condotte dai militari a seguito della denuncia, hanno permesso di ricostruire l’intera vicenda dimostrando come l’indagato, per futili motivi da ricollegare ad una relazione sentimentale finita male, avrebbe cominciato a perseguitare la sua ex con minacce e violenze, arrivando persino all’organizzazione di una vera e propria “spedizione punitiva” nei confronti della vittima, il nuovo compagno della ragazza, che, attirato con un tranello in una posizione defilata dal centro cittadino, è stato poi bloccato e brutalmente malmenato; di qui, il provvedimento odierno.

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Mussomeli, dal 7 al 9 giugno il 4° memorial “Vincenzo Ricotta”

Mussomeli, dal 7 al 9 giugno il 4° memorial “Vincenzo Ricotta”

MUSSOMELI – Nei giorni  7, 8  e 9 Giugno 2019 presso la palestra Comunale di Mussomeli  verrà disputato il  4° memorial “Vincenzo Ricotta”, giovane mussomelese scomparso prematuramente il 17 ottobre 2014.

“Vincenzo era un ragazzo umile, gentile, disponibile amava lo sport  si occupava anche di sociale ,un esempio per tutti i ragazzi” ricordano i promotori della manifestazione sportiva.

Ad organizzare l’evento la Scuola calcio Asd Mussomeli, dei mister Torquato, La Mattina, Castiglione, Bortolotto, in collaborazione con l’ente UNAAT del presidente Vincenzo Sorce Callari, e l’Associazione Vivi  guidata da Federica Prezioso, nonché dai genitori dei piccoli giocatori il cui referente  è Mario Gero Taibi.

Il Programma prevede giorno 7 Giugno la partita inaugurale con i più piccini, a seguire triangolare di calcio a 5  tra le squadre  dei mister della cittadina Manfredonica, l’Associazione Vivi ,è una rappresentativa di genitori e dirigenti.

Mentre alle 21 in un noto locale cittadino un momento conviviale con intrattenimento musicale a cura  di Elisa Guagenti.

Sabato 8 Giugno alle 15 accoglienza delle scuole calcio provenienti oltre dalla provincia di Caltanissetta( Asd Mussomeli e Asd Don Bosco) anche dalla provincia di Palermo(Asd Lercara Friddi) e dalla provincia di Agrigento( Asd Don Bosco Casteltermini), quindi un momento per ricordare la figura di Vincenzo, alle 15.30 inizio dei tornei

Alle 19.00 alla presenza delle autorità civili premiazione, terzo tempo con degustazioni prodotti tipici locali, allieterà la serata DJ Giovanni Romito.

Lo scopo del memorial è anche sociale infatti verranno raccolti generi alimentari di prima necessità, da destinare  alle famiglie bisognose

Il 9 Giugno presso il cimitero Comunale, un momento di preghiera ed omaggio floreale

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Rapina, armi e incendi: alla sbarra anche «boss ergastolano»

Rapina, armi e incendi: alla sbarra anche «boss ergastolano»

Due sono chiamati in causa per una rapina a un supermercato e altri per armi e per incendi. Episodi al centro del gran calderone di una operazione antimafia dei carabinieri la cui prima tranche è scattata a fine dicembre di dieci anni fa.

Ora sono finiti alla sbarra il boss emergente ergastolano di San Cataldo, Cosimo Di Forte, il sommatinese Liborio Gianluca Pillitteri e il collaborante Giuseppe Taverna – difesi, rispettivamente, dagli avvocati Dino Milazzo,  Martina Vurruso, Vincenzo Vitello e Vania Giamporcaro – chiamati al cospetto del tribunale.

Mentre ha scelto la via del rito abbreviato il collaboratore di giustizia di Sommatino, Salvatore Mastrosimone – difeso dall’avvocatessa Adriana Fiormonti –  pure lui tirato in ballo per la stessa inchiesta.

A loro carico la procura ha ipotizzato i reati, a vario titolo, di rapina, armi, incendi e tentata estorsione, con in più l’aggravante mafiosa.

Il primo episodio è legato a una rapina messa a segno nel maggio di dieci anni fa a un supermercato di San Cataldo, dove due uomini a volto coperto e armati di pistola si sono fatti consegnare allora un magro bottino di un paio di centinaia di euro. Ad agire, secondo la tesi accusatoria, sarebbero stati Di Forte e Mastrosimone.

Al centro dell’indagine anche un paio d’incendi – uno d’auto, l’altro di uno studio medico – e il tentativo di estorsione al titolare di un supermercato di Sommatino.

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«Terreni sotto la gestione della mafia», 12 arresti e sequestrati beni per 7 milioni – Il video

«Terreni sotto la gestione della mafia», 12 arresti e sequestrati beni per 7 milioni – Il video

Dodici arresti e beni per 7 milioni di euro sono stati sequestrati. È la sintesi di una operazione, «Terre emerse»,  a carico di sospetti uomini di mafia delle province di Enna e Palermo ritenuti coinvolti nella gestione di terreni agricoli.

il blitz è stato eseguito dai finanzieri del Gico del nucleo di polizia economico-finanziaria di Caltanissetta, in collaborazione con lo Scico – il servizio centrale investigazioni sulla criminalità organizzata, coordinati dalla procura nissena.

Secondo la tesi accusatoria, i destinatari dei 12 provvedimenti cautelari – ritenuti alcuni appartenenti a Cosa nostra, altri fiancheggiatori –  avrebbero gestito  terreni del parco delle Madonie e dei Nebrodi per conto della stessa associazione mafiosa.

E, più in dettaglio, sempre secondo gli inquirenti, avrebbero ricevuto anche finanziamenti comunitari per la gestione di imprese agricole riconducibili a esponenti di Cosa Nostra.

 

Il video:

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Preso con hashish, in cinque mesi 27 arresti e 831 chili di droga sequestrati dalla polizia

Preso con hashish, in cinque mesi 27 arresti e 831 chili di droga sequestrati dalla polizia

È stato un sospetto via vai di assuntori,  lungo una scalinata nel cuore del centro storico nisseno, a insospettire gli agenti della Squadra mobile.

Seguendo quel movimento, tutte le tracce hanno condotto a un basso di quella zona. È lì che i poliziotti hanno fatto irruzione.

Dentro v’era un trentunenne di nazionalità palestinese, Adnan Mousa, peraltro  in possesso di regolare permesso di soggiorno.

L’abitazione è stata perquisita e lì dentro gli agenti hanno scovato soldi, droga e altra roba. Più in dettaglio, sono saltati fuori otto panetti di hashish, due coltelli, 370 euro in banconote – denaro ritenuto frutto della presunta attività di spaccio – e due telefoni cellulari.

È stato tutto sequestrato  mentre il palestinese è stato prima trasferito in questura e poi, su disposizione della procura, rinchiuso in una cella del carcere Malaspina.

L’arresto di Mousa va ad aggiungersi ai precedenti 26 effettuati dalla polizia in questi primi cinque mesi dell’anno, a cui vanno ad aggiungersi 18 denunciati.

Globalmente sono stati sequestrati 831 chilogrammi di marijuana, 9 chili di hashish, oltre a anfetamine, cocaina ed ecstasy.

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Mussomeli, stamane retata dei Carabinieri in via Tripoli

Mussomeli, stamane retata dei Carabinieri in via Tripoli

immagine di repertorio

Mussomeli – Una vera e propria retata. Stamane tre pattuglie  dei carabinieri della compagnia di Mussomeli si sono recati in via Tripoli, non lontano da dove si trova il  vecchio nosocomio. Anche se ancora manca l’ufficialità si sarebbe trattata di una operazione di contrasto al traffico e alla cessione di stupefacenti. Un dispiego di uomini e mezzi che, sempre secondo indiscrezioni non ancora confermate da fonti uffiiciali, avrebbe dato i suoi frutti. Sul posto  presto si sono assembrate numerose persone, passanti incuriositi dalla presenza degli uomini della benemerita.  In particolare, ci sarebbe state delle perquisizioni e, almeno  una persona, sarebbe stata tratta in arresto. In attesa che queste indiscrezioni trovino riscontro, va detto che, al di là dell’esito, operazioni di questo genere non possono che essere accolte con favore dato che, presidiando luoghi e persone,  aumentano la sicurezza dei cittadini.

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Rifiuti dal cantiere del palagiustizia, assolti tecnico e imprenditore

Rifiuti dal cantiere del palagiustizia, assolti tecnico e imprenditore

Mussomeli –Escono indenni dal processo un tecnico e un imprenditore finiti in giudizio per i lavori di costruzione della nuova ala del palazzo di giustizia di Caltanissetta.

Ai due, in particolare, era stato imputato di aver dato vita a una discarica abusiva per lo smaltimento dei lavori di sbancamento nella zona  archeologica Palmintelli.

Assoluzione per il e il quarantottenne Angelo Romano, a capo dell’associazione temporanea d’imprese che poi s’ìè aggiudicata l’appalto e  il quarantaquattrenne Michele Iraci direttore tecnico dei lavori – assistiti dall’avvocato Giuseppe Panepinto – finiti in giudizio per rispondere di abbandono illecito di rifiuti.

La procura aveva chiesto la prescrizione dell’ipotesi di reato, pur rilevando che le irregolarità sarebbero state commesse e, inoltre, la confisca delle quote societarie per le responsabilità amministrative del consorzio .

Il giudice, invece, esprimendosi nel merito, così come chiesto dalla difesa ha assolto i due imputati perché «il fatto non sussiste».

I fatti sono racchiusi nell’arco di quattro mesi. Quelli che vanno da giugno a settembre del 2013. È allora che la sezione di polizia giudiziaria Ambiente e sanità avrebbe seguito i movimenti di diversi mezzi che – secondo la tesi accusatoria – avrebbero caricato materiale in cantiere, quello per costruire la nuova ala del palagiustizia, per andarlo a depositare in un’area a ridosso del villaggio Santa Barba, peraltro non distante dall’area protetta della Valle dell’Imera.

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Ripuli@mo», campagna di educazione ambientale  

Ripuli@mo», campagna di educazione ambientale  

Caltanissetta – «Ripuli@mo». È lo slogan al centro della campagna di educazione ambientale  curata dalla Uno@uno differenziata nell’ambito del  «Festival dello sviluppo sostenibile 2019».

«È la più grande iniziativa italiana – è stato spiegato dagli organizzatori – tesa a  sensibilizzare e mobilitare cittadini e istituzioni sui temi della sostenibilità e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’agenda 2030 delle Nazioni unite e centrare i diciassette obiettivi di sviluppo sostenibile».

Nel Nisseno, la «missione di pulizia differenziata» ha coinvolto gli studenti dell’istituto comprensivo Santa Caterina e Resuttano, impegnati nella raccolta e differenziazione di rifiuti – in un’area di marina di Butera – secondo il sistema uno@uno.

Nel centro caterinese, in particolare, da un anno o poco più è partito il servizio uno@uno di monitoraggio a cura di una società siciliana che ha ideato il sistema e ha vinto un premio nazionale sul tema specifico.

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