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Categoria | Cronaca

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Strangolò le figlie, per gli esperti era incapace d’intendere

Era incapace d’intendere e di volere nel momento in cui ha ucciso le sue due figliolette. È quanto è emerso dalla nuova perizia psichiatrica effettuata sull’insegnante quarantatreenne Giuseppa Savatta.

Lei che nel dicembre di tre anni addietro ha ucciso le sue figliolette,  Maria Sofia di 9 anni e Gaia di 7, perché avrebbe temuto di essere abbandonata dal marito.

Ed è proprio su appello del marito Vincenzo Trainito –  assistito dagli avvocati Flavio Sinatra e Giovanni Giudice  –  che si è costituito parte civile, che ha preso corpo questo secondo processo che si sta celebrando dinanzi la corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta.

Sì, perché al termine nel primo passaggio in aula, la figlicida è stata assolta proprio per via della sua totale incapacità. Quel verdetto non è stato impugnato né dalla procura, né dalla procura generale.

Così l’assoluzione in primo grado sentenziata dal gup, che l’ha giudicata con il rito abbreviato, dal punto di vista penale è già definitiva.

Questo secondo processo è legato soltanto alle statuizioni civili. Ed è stata proprio la parte civile a chiedere alla Corte una nuova perizia sulla donna – difesa dagli avvocati Pietro Pistone e Maria Luisa Campisi – che era stata  pure riconosciuta socialmente pericolosa.

Ma alla fine le risultanze dell’esame eseguito dai periti sull’imputata sarebbero approdate alle medesime conclusioni della prima consulenza.

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