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Categoria | Cronaca

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Assenteismo al Comune, 31 condannati e 13 gli assolti

Trentuno i sospetti assenteisti, altri tredici no. Questa, nei numeri, è la lettura della sentenza emessa dal giudice al processo per assenteismo al Comune di Caltanissetta. E a giudizio sono stati chiamati 44 imputati tra dipendenti dell’Ufficio tecnico comunale, agenti di polizia municipale e impiegati civili dello stesso comando.

Nei loro confronti il Comune (assistito dall’avvocatessa Renata Accardi) si è costituito parte civile.

Condannati a 2 anni e 800 euro, risarcimento dei danni e provvisionale di 5 mila il funzionario dell’Ufficio tecnico Giorgio Salamanca, Michela Anna Di Marco, Loredana Gambino;  un anno, 7 mesi, 15 giorni e 650 euro di multa, risarcimento dei danni e provvisionale di 4 mila ciascuno a Saverio Francesco Giovanni Reina, Graziella Ambrosini, Salvatore Iorio (per lui la provvisionale è di 3 mila euro),  Michele Consaga, Salvatore Longo, Elena Antonella Garofalo; un anno, 6 mesi e 600 euro, risarcimento e provvisionale di 3 mila euro a Nunzio Bennati; un anno, 4 mesi, 15 giorni  e 550 di multa, indennizzo e provvisionale di 3 mila euro ciascuno a Giuseppina Campisi, Fausto Calogero Romano, Michela Angela Baiomazzola, Giuseppe Indorato; un anno, 3 mesi, 500 euro di multa, risarcimento e provvisionale di 3 mila euro per Giuseppe Giuliana, Michela Lo Vetere, Francesco Patermo, Lucio Giannavola, Michele Gioè; un anno, un mese, 15 giorni, 450 euro di multa, danni e provvisionale di 3 mila euro a Sergio Vinicio Lo Monaco, Patrizia Torrisi, Andrea Marchese, Marco Petrotto; un anno, 400 euro, risarcimento danni e provvisionale di 2 mila euro ad Alessio Maria Buono; 9 mesi, 300 euro di multa, risarcimento e provvisionale di 1.000 euro ciascuno ad Alessandro Terramagra, Francesca Rosa Silvia Fardella, Gerlando Gelfo, Angelo Salvatore Vella, Michele Grisafi, Mario Di Salvo e Calogero Lupo (difesi dagli avvocati Alberto Fiore, Massimiliano Bellini, Giuseppe Panepinto, Giuseppe Dacquì, Vincenzo Vitello, Giacomo Butera, Maria Francesca Assennato, Adriana Vella, Angelo Tornabene, Cristian Morgana, Angela Marrocco, Angela Bertolino, Feliciana Ponzo, Dino Milazzo, Salvatore Patrì, Massimo Dell’Utri, Luigi Di Natale, Daniele Osnato e Giovanni Salvaggio).

In 11, invece, sono stati assolti. Dell’elenco fanno parte i nomi di Giovanni Antonio Marchese, Giuseppe Schifano (assistiti dall’avvocato Davide Schillaci), Angelo Cartone, Stefano Barba, Angelo Maira, Fortunato Enrico Giannone, Gaetano Lauricella, Silvana Rando (assistiti dall’avvocato Sergio Iacona), Arcangelo Panzica (difeso dall’avvocatessa Emanuela Lopiano), Giovanni Micalizzi (difeso dall’avvocato Michele Micalizzi), Michele Salvatore Fonti (assistito dall’avvocato Calogero Buscarino), Santo Filippo Falcone (assistito dall’avvocato Chiara Petix), Patrizia Gelsomino (assistito dall’avvocato Maria Teresa Consaga).

Anche per loro la procura, al termine della requisitoria, attraverso il pm Claudia Pasciuti aveva proposto un verdetto di colpevolezza. Il giudice Tiziana Mastrojeni, invece, ne ha condannati 31, assolvendone 13.

Secondo la tesi accusatoria qualcuno si sarebbe assentato più o meno prolungatamente da lavoro e altri colleghi avrebbero timbrato il cartellino al loro posto.

Da qui le accuse, a vario titolo, a vario titolo, di  truffa in concorso in danno della pubblica amministrazione e falsa attestazione della presenza in servizio commessa da pubblico dipendente.

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