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Categoria | Cronaca

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Truffe con buoni postali, chieste tre condanne

Tre condanne per presunte truffe con buoni postali clonati. Mentre per un dipendente delle Poste, ritenuto il basista, è stata chiesta l’assoluzione.

Questo il quadro che la procura ha prospettato al tribunale nei confronti dei quattro imputati tirati in ballo per una truffa che avrebbe consentito ai sospetti autori d’incassare oltre 230 mila euro.

Il verdetto di non colpevolezza  è stato avanzato nei confronti dell’impiegato postale di Sommatino, il trentottenne Giuseppe Gloria (difeso dall’avvocato Giuseppe Giardina) accusato di peculato – derubricato in truffa – e falsità ideologica. L’ipotesi di peculato, peraltro, è stata derubricata in truffa e con questa nuova riqualificazione sarebbero mancate le denunce. Per lui, ad ogni modo, secondo lo stesso pm Nadia Caruso, non si è raggiunta la prova che sia stato d’accordo con altri.

Di contro è stata propostala condanna  a 4 anni per Salvatore La Mattina (difeso dall’avvocato Giacomo Vitello) per falsità materiale commessa da privato e peculato;  3anni di carcere e 5 mila euro di multa per Liugi Liuzza – difeso dagli avvocati Carmelo Casucci e Settimo Biondi – accusato di ricettazione; e, infine, 3 anni e 6 mesi per Luigi Cassaro – difeso dall’avvocato Calogero Meli – tirato in ballo per falsità materiale e peculato.

Secondo l’accusa sarebbero stati negoziati titoli riproducendo fedelmente gli originali e ricorrendo pure a documenti fasulli. Peraltro le Poste hanno poi risarcito i titolari.

I fatti poi finiti al centro del procedimento si sarebbero verificati nei sei mesi che vanno da maggio a ottobre di  otto anni fa.

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